Covid-19- l’isolamento sociale e gli effetti sulla mente: la parola allo psichiatra.

Un peso enorme, insomma, è caduto sulle spalle di ognuno di noi.

Abbiamo chiesto al Dott. Paolo Cianconi, medico psichiatra e psicoterapeuta, quali ripercussioni l’isolamento sociale avrà sugli uomini.

Dott. Cianconi cosa sta accadendo?
“La situazione attuale è a tutti gli effetti una situazione straordinaria.

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La Pandemia generata dal virus SARS- Cov-19 ha fermato sempre più la libera circolazione delle persone e, nei Paesi che, prudentemente, hanno attivato imposizioni tese alla sospensione delle attività lavorative, scolastiche ed, in generale, sono ricorse alla limitazione drastica degli spostamenti, ciascuno di noi, quasi improvvisamente, si è ritirato nelle proprie case ed ha interrotto la frequentazione con gli altri.

E, se in un primo momento, si è registrata una reazione abbastanza positiva e la gente, in massima parte, ha apprezzato la possibilità di fermare la propria corsa quotidiana, se i giovani hanno accolto la notizia della chiusura delle scuole con curiosità e piacere, il repentino e progressivo restringimento dei motivi che consentivano gli spostamenti, il bombardamento delle notizie che attestano quotidianamente l’avanzare del COVID-19, l’assenza, ad oggi, di un vaccino e di farmaci risolutivi, le immagini degli operatori sanitari sfiniti da turni massacranti, l’intasamento, in molte zone del Paese, dei reparti preposti alla cura dei contagiati, il moltiplicarsi dei decessi e dei ricoveri in terapia intensiva, ha reso evidente a tutti di come si stia  consumando una tragedia di proporzioni globali, della quale nessuno conosce l’esito né tantomeno la durata né è in grado di fare una realistica previsione  di quali conseguenze essa porterà con sé sia in termini di perdita di vite umane sia in termini di impatto economico.

Un peso enorme, insomma, è caduto sulle spalle di ognuno di noi.

Abbiamo chiesto al Dott. Paolo Cianconi, medico psichiatra e psicoterapeuta, quali ripercussioni l’isolamento sociale avrà sugli uomini.

Dott. Cianconi cosa sta accadendo?

La situazione attuale è a tutti gli effetti una situazione straordinaria. La situazione straordinaria stimola azioni, pensieri, comportamenti e comunicazioni straordinari. Siamo sottoposti a condizioni straordinarie in cui sussistono dinamiche molto diverse da ciò cui siamo abituati. A tutti gli effetti oggi comandano le leggi delle epidemie. Le epidemie sono le situazioni estreme, fanno parte dei cosiddetti “cambi di regime dei contesti”, cui appartengono le aree belliche, le catastrofi economiche, gli sconvolgimenti climatici. Quindi non si tratta di fenomeni trascurabili, bensì di sistemi ove tutto ciò che conosciamo diventa radicalmente e rapidamente diverso. Le società vengono trasportate in un “cambio di regime” ed anche i gruppi, le famiglie e le persone ne sono coinvolte. Sono state selezionate delle nuove leggi a protezione delle infezioni. Oggi è l’assemblaggio, cioè la conformazione del virus e le sue caratteristiche a decidere queste leggi, e non noi. Noi dobbiamo per ora ritirarci in una dimensione più modesta, meno esposta ed attendere.

Per il nostro corpo, ci troviamo davanti a tutte queste leggi, imposte dalla pandemia: le leggi del confinamento in casa, le leggi della separazione e dell’allontanamento sociale, le leggi di selezione dei contatti umani e delle persone che ci sono care ma sono anche a rischio, le leggi della sospensione dei diritti, la legge della sospensione del lavoro, le leggi di una economia della pandemia.

Queste condizioni sottopongono la nostra mente a stress e disagi, perché ci dobbiamo confrontare con una cosa che non è comune. Per molte persone significa scoprire parti sensibili e sconosciute di loro stessi.”

 Come stanno reagendo, a suo parere, le persone a questo isolamento sociale?

“Molte persone stanno reagendo bene, è probabile che alcune persone entreranno in crisi psicologiche. Questa cosa riguarda sia le persone che erano già in difficoltà per motivi psichici o di stress da lavoro, relazionale, o per problemi medici/psichiatrici, e sia alcune persone che non erano in difficoltà psicologiche prima ma che lo diventano ora. La chiusura, la separazione dai propri affetti, l’impossibilità di uscire all’ aperto, il rimanere chiusi in case piccole, questo, unito alla paura di contagio ed alle inquietudini sul futuro, renderanno molte persone più vulnerabili.”

Lei quali misure ha adottato con i suoi pazienti? 

“In qualità di medico psichiatra e di psicoterapeuta, ho dovuto trasportare i controlli terapeutici, le valutazioni psicodiagnostiche e le psicoterapie via telefono ed attraverso piattaforme on line e via web.

Quando ho dovuto proporre alle persone, che facevano psicoterapia o colloqui di sostegno a studio, di continuare le sedute per via telefonica o attraverso le videochiamate, alcuni pazienti hanno preferito sospendere, perché “non era la stessa cosa” rispetto ai colloqui di persona.

Questi pazienti hanno rinviato i controlli e i colloqui psicologici a fine epidemia. Tuttavia, a distanza di una sola settimana, molti stanno richiamando perché si trovano in difficoltà e perché, al disagio che avevano prima si è aggiunta anche la difficoltà di stare chiusi in casa, l’incertezza, le relazioni continuative con i conviventi e la difficoltà a gestire psicologicamente le notizie negative  che ascoltano di continuo.

A questo gruppo, fra l’altro, si stanno aggiungendo persone che chiedono colloqui e che non facevano psicoterapia né incontravano lo psichiatra prima degli avvenimenti del Covid-19.”

 Cosa Le hanno chiesto queste persone che prima non seguivano una psicoterapia?

 “Queste persone hanno scritto via mail o hanno chiamato chiedendo di poter parlare di cosa gli accadeva, dei propri pensieri e delle proprie emozioni, alcuni hanno chiesto colloqui psicologici di sostegno o di entrare in psicoterapia, altre persone hanno chiesto visite psichiatriche per controlli farmacologici o per impostare terapie psichiatriche. Queste persone hanno già chiaro che si deve fare tutto o quasi via web o via telefono. Hanno dovuto sostenere un passaggio cognitivo (di adattamento) in meno perché sapevano già che non si poteva fare altrimenti, stando appunto le attuali disposizioni.”

 Quali consigli può dare per fronteggiare le conseguenze del distanziamento sociale?

 “Ricordiamo che non ci sono ricette per tutti. Ognuno di noi potrebbe trovarsi in difficoltà in un  modo specifico e potrebbe avere bisogno soprattutto di capire che cosa gli stia succedendo, cosa fare, cosa NON fare, come organizzarsi, come controllarsi, eccetera

Quindi, il mio invito è questo: se vi trovate in difficoltà contattate il vostro psicoterapeuta anche se non può vedervi direttamente o il vostro psichiatra oppure, anche se, prima d’ora, non lo avete mai fatto, prendete atto che potrebbe servirvi un aiuto psicologico in questa situazione straordinaria.”  Dott. Paolo Cianconi, mail:  pcianco@gmail.com

Ogni cambiamento comporta la necessità di adeguamento e di resilienza, caratteristiche che non tutti riescono ad attivare autonomamente ed in tempi rapidi.

Se avete bisogno, chiedete aiuto, rivolgendovi sempre a persone di comprovata competenza perché, ed è un rischio aggiuntivo nei periodi di caos e di destabilizzazione di massa, potreste cadere nelle mani di approfittatori, persone non qualificate, soprattutto in questa epoca di web-professionisti e web-associazioni di dubbia affidabilità.

 

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