La dissonanza cognitiva della vittima dello psicopatico e del narcisista patologico

Rinnegherà ogni istante, ogni parola, ogni ridicolo sospiro. Vedrà il misero, il deturpatore dietro il benevolo sorriso . M.M.

Il meccanismo della dissonanza cognitiva viene azionato quale strumento di difesa psicologico qualora abbiamo a che fare con due pensieri che si contraddicono l’uno con l’altro. La contraddizione nella quale versiamo è risolta attraverso errori sistematici.

 

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Rinnegherà ogni istante, ogni parola, ogni ridicolo sospiro. Vedrà il misero, il deturpatore dietro il benevolo sorriso . M.M.

Il meccanismo della dissonanza cognitiva viene azionato quale strumento di difesa psicologico qualora abbiamo a che fare con due pensieri che si contraddicono l’uno con l’altro. La contraddizione nella quale versiamo è risolta attraverso errori sistematici.

Nel 1959, alcuni studenti universitari vennero sottoposti ad un esperimento di cui ignoravano la reale finalità. Fu chiesto loro di svolgere un compito estremamente noioso e ripetitivo per circa un’ora ( spostare barattoli verso sinistra). Al termine della prova, lo sperimentatore chiedeva a ciascuno dei partecipanti di aiutarlo col successivo studente nella presentazione dell’esperimento, dietro pagamento di un compenso, poiché il suo collega aveva avuto un imprevisto e non si era potuto recare presso il laboratorio. Pur ritenendo, ovviamente, noioso l’esperimento e nonostante non avessero attitudine a mentire, gli studenti via via accettavano l’incarico di esser pagati e di dover prospettare l’esperimento come interessante. Però, non essendo i tipi di persona che andavano a mentire con disinvoltura, come risolsero la visualizzazione di se stessi come persone oneste e allo stesso modo, come mentitori nei confronti del prossimo?

Al fine di superare il disagio e la tensione, la loro mente risolse la dissonanza cognitiva facendo ritenere che in realtà il lavoro noioso svolto, dopo tutto fosse interessante, tanto più che lo stesso sperimentatore asseriva che lo fosse.

La vittima di abuso da parte di un manipolatore relazionale, in particolare, da parte del narcisista patologico e dello psicopatico, attraversa la dissonanza cognitiva e questo meccanismo può portare a conseguenze molto gravi.

In una prima fase, il rapporto con il perverso sembrava meraviglioso e promettente, il partner pareva capire a fondo la vittima, sapeva farla sentire al sicuro, desiderata, amata e le preannunciava un futuro radioso. Le attenzioni si moltiplicavano, i messaggi si susseguivano, i ti amo erano frequenti e riempivano ogni più piccola fessura emotiva della preda ignara di venire  ingrassata da questa messinscena per poter poi essere spolpata e distrutta. Tuttavia, la maschera dello psicopatico e del narcisista maligno sono destinate a sgretolarsi nel tempo e da ogni pezzo che cade si intravede un mondo diverso, opposto a quello disegnato ad arte dal carnefice. La vittima non scoprirà una bugia ma mille menzogne, non accerterà un flirt ma relazioni parallele durate anni o una lunga serie di donne e storie, reali e virtuali, vissute alle sue spalle.

La vittima, con orrore, vedrà profili social falsi, iscrizioni a siti d’incontro o hard, leggerà sms o mail in cui parole d’amore o di gelosia identici a quelli ricevuti da lei, sono stati indirizzati ad altre.

Ma il tormento peggiore sarà quello di verificare che le battute di scherno che apparentemente sembravano buttate là quasi per gioco ” ti sei un pò ingrassata“, e “perchè non cambi modo di vestire“, ” non sai organizzare bene la casa“, ” che schifo questa minestra”, ” hai avuto troppi uomini”, non erano un gioco, non era un modo semplicemente rude di rivolgersi a lei; la vittima capirà che le scenate di gelosie ed i successivi silenzi erano una scusa per andare dalle altre o erano uno strumento di tortura morale o entrambe le cose insieme.

D’altra parte, lo psicopatico ed il narcisista maligno col trascorrere del tempo non hanno lo stesso interesse della prima fase a tenere la maschera, anzi spesso, stanchi della preda, la feriranno e tradiranno apertamente, divertendosi a vederla rantolare: questo predatore sociale proverà un estremo gusto a vedere trasformata quella persona un tempo dolce ed amorevole, ingenua ed empatica, in una larva sovente isterica, ossessiva, grigia e, a volte, malaticcia e la indurrà al suicidio, alla follia o all’allontanamento forzato.

Cosa ha davanti la preda a questo punto? Un mostro. Gli articoli sul web, i libri, i video di esperti diventano per lei (o lui ovviamente) ancore di salvezza, lanterne che vanno ad illuminare una relazione da tempo incomprensibile, dolorosa, ingiusta.

Il profilo delineato dagli esperti combacia quasi perfettamente al proprio partner, il confronto con le esperienze delle altre vittime è devastante poichè si ravvisano le medesime modalità, frasi, atteggiamenti. “E’ lui” ripete la vittima a se stessa, incredula.

Lo shock è forte, insopportabile. Si sta scoprendo non un amore ormai terminato, non una qualche menzogna, non un tradimento, non un uomo immaturo, ma un mostro, che un giorno giura amore eterno ed il giorno dopo scompare nel nulla; una persona che grida, insulta, umilia chi lo ama, colpisce chi sa bene ( perchè lo sa bene) essere ormai allo stremo.

A questo punto, vi è uno sdoppiamento, fa il suo ingresso, nella psiche affranta della preda, la dissonanza cognitiva.

Inizia una lotta sanguinosa interiore che porterà a conseguenze disastrose . I pensieri della vittima saranno tutti altalenanti e questo farà il vantaggio del carnefice che assisterà alla lenta autodisintegrazione della preda. La vittima, non appena legge cosa siano i narcisisti perversi e cosa facciano, si rassicura ” bene, è lui, devo allontanarmi. Ce la farò” . Tuttavia, basta un mieloso messaggio del carnefice o un insulto mirato verso le fragilità o insicurezze della partner, che lui conosce bene da tempo, o il protrarsi del suo silenzio o il vedere una sua foto felice con la nuova preda per far cadere la vittima nella dissonanza cognitiva. La dissonanza cognitiva  la porterà a desiderarlo di nuovo, la porterà a dimenticare il male subito ed a convincersi che se farà la brava lui tornerà ad essere come era all’inizio.

Avrete questi pensieri :

  • lui/ lei non è così; ha sofferto durante l’infanzia, io lo guarirò.
  • lui/lei con il nuovo partner è diverso, non è uno psicopatico, agiva così perchè non mi amava  e non mi amava perchè io non valgo nulla
  • non ho saputo capirlo/a , se solo avessi accettato il suo modo di amarmi staremmo insieme
  • una buona psicoterapia può cambiarlo
  • i suoi flirt sono solo virtuali , lui mi ama
  • io non sono capace di fare le cose, lui/lei aveva ragione , per questo se ne è andato
  • sono io che immaginavo le cose, sono io che non so avere una relazione
  • sono pazza/o, malata/o, instabile, traumatizzata da problemi infantili
  • l’ho soffocato con la mia gelosia ridicola
  • l’ho accusato di cose assurde
  • potevo sopportare, in fondo nessuno è perfetto

La scissione interna provocherà disturbi alimentari, disturbi del sonno, depressione, pensieri ossessivi ed impedirà a lungo di attuare un fermo contattozero con il manipolatore sadico. La dissonanza cognitiva impedirà  soprattutto la accettazione della verità :il proprio partner è uno psicopatico o un narcisista perverso, affetto da uno dei più gravi disturbi della personalità esistenti e che è incurabile.  Accettare la verità, accettare che nulla di ciò che si è vissuto con lui era autentico, accettare che non si è mai stati amati né rispettati, né che mai vi sia stata sincerità, accettare che i suoi pianti erano falsi, i ti amo falsi, i perdonami falsi, porta ad un dolore devastante, ma è la verità. Accettare che sarà così con ogni futura donna, amico, collega, figlio, parente  è la verità; accettare che, se adotterà modalità diverse con qualcuno , lo farà per un tempo limitato ed uno scopo preciso è accettare la verità. Accettare che non è colpa vostra, che non siete sbagliate, accettare che, insicurezze, fragilità, problemi a parte, voi avete il dono di saper dare ed amare e lui no, accettare che nessuno ha il diritto di farvi soffrire per inganno o violenza psicologica e che non siete onnipotenti e non lo trasformerete in una persona sana e non riuscirete a farvi amare è rifiutare la dissonanza cognitiva che, altrimenti, vi porterà mille e mille volte tra le braccia del carnefice che si divertirà a ridurvi a brandelli o, nel caso in cui fosse scomparso definitivamente, vi farà  rimanere incollate a terra, nel punto esatto in cui il narcisista perverso o lo psicopatico, cioè il mostro-meccanismo- empatia -zero negativo  ha voluto lasciarvi.

Quando  entra in gioco la dissonanza cognitiva, dimentichiamo come stanno le cose realmente e le sostituiamo con teorie, credenze e  ricordi che più si adattano per evitarci il dolore.

Essere consapevoli di dove può portarci la dissonanza cognitiva, ci aiuta a evitare alcune conseguenze disastrose. Credere alle nostre bugie in alcuni casi può essere molto pericoloso, tanto quanto lo è l’aver creduto a quelle che lo psicopatico raccontava.

La verità rende liberi.

 

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13 thoughts on “La dissonanza cognitiva della vittima dello psicopatico e del narcisista patologico”

  1. Quanta fatica… questi sono i primi giorni senza di lui ed io non so più chi sono.
    Non tornerò mai più sui miei passi , ma il vuoto che ho dentro mi uccide.

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      1. Sento il bisogno solo di isolarmi. Forse x punirmi.
        Non mangio e dormirei continuamente.
        Pazzesco, non sono più la stessa.
        Grazie infinite

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  2. Sento ormai la coscienza che lui non mi ha mai amata…ho visto dietro la maschera il vuoto nero del nulla… é un mostro.
    Un mostro vuoto che si ciba di energie, e si é cibato della mia, e ancora perché ne sto ancora parlando. Spero finisca presto e spero di non incontrane altri.

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  3. Mi permetto di dire che il tradimento e le relazioni parallele non sono proprie solamente dei narcisisti. I soggetti bipolari o borderline possono essere caratterizzati da instabilità relazionale e ipersessualità, per motivi simili o diversi. Il tradimento in sé può avere le ragioni più svariate. Credo sia quindi importante comprendere con che tipo di partner si ha a che fare, eventualmente confrontandosi anche con uno psicoterapeuta. Altrimenti si va in certi gruppi dove tutte le donne, smarrite, stanno a chiedersi se hanno avuto un partner narcisista e non è detto che sia sempre così-

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    1. Certamente ! Il tradimento poi non fa di una persona un disturbato . Le modalità dei narcisisti perversi ( non solo narcisisti) e degli psicopatici sono peculiari e determinate . Borderline e bipolari che hanno un deficit di empatia hanno però modalità distruttive ma differenti

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  4. Bordeline e bipolari… sarebbe interessante capire la differenza dallo psicopatico e narcisista. Saperli distinguere.
    Tutto questo ” voler sapere” per farsene semplicemente una ragione o per tenere ancora un legame e non smettere di pensarlo?
    Del mio anzi NOSTRO grande amore rimane solo distruzione cercando spiegazioni per accettare il lutto.

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  5. Vittima di uno psicopatico alcolista forse borderline o bipolare non importa focus su me stessa no contact in corso e già avviato aiuto terapeutico con psicologa. Faccio fatica a lavorare mi sveglio spesso la notte e ansia a go go . Devo resistere ce la posso fare grazie grazie grazie

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  6. Fa molto male aprire gli occhi e cercare di richiuderli. Accettare di non essersi ascoltati quando tutti i campanelli suonavano. Fa male sapere di perdere qualcosa che ti ha fatto sentire così bene e così al posto giusto. Fa male la velocità con cui gli eventi si trasformano e cambiano. Ora vorrei dissociarmi solo per non guardare cosa gli ho permesso di farmi. E comunque voler comunque bene a chi ti ha messo in ginocchio.

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  7. Grazie Marina.Nonostante lui, sia tutto ciò che scrivi ho attuato il no conctact 8 mesi fa,dopo triangoli harem,richieste varie a suo favore e scarto indotto.Sono molto fortunata che non mi cerca fisicamente, ci provo’ solo telefonicamente, ma bloccato da me da molto quindi respinto in automatico.Mi chiedo perché nonostante so che è un disgraziato ne sento ancora la nostalgia?Quando guariro’?

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    1. Ci vuole tempo, 18-24 mesi in media: la cosa importante è non riaprire i contatti e attraversare il dolore e la rabbia per ciò che si è vissuto.tutte le vittime in fondo rimangono legate al carnefice a causa della dipendenza affettiva. Il trauma può essere anche grave , spesso serve una terapia da un esperto e forza ed amore per se stessi. Non vi isolate, camminate , un passo dopo l’altro ed amatevi

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