Il silenzio del narcisista maligno e dello psicopatico

Il narcisista perverso e lo psicopatico hanno un grave deficit nella sfera dell’empatia, collocandosi al grado zero negativo (Cohen). L’incapacità di provare emozioni e sentimenti autentici verso gli altri esseri umani è resa invisibile agli occhi di chi, per sua sfortuna, interagisce con loro grazie alla maschera che adottano (Cleckley parla di “maschera di sanità”).

woman e macerie-1517067_960_720

 

A volte fermo i miei passi perché il silenzio mi porti l’eco dei tuoi

                                                                                                                                                   M.M.

 

Il narcisista perverso e lo psicopatico hanno un grave deficit nella sfera dell’empatia, collocandosi al grado zero negativo (Cohen). L’incapacità di provare emozioni e sentimenti autentici verso gli altri esseri umani è resa invisibile agli occhi di chi, per sua sfortuna, interagisce con loro grazie alla maschera che adottano (Cleckley parla di “maschera di sanità”).

Predatori sociali senza scrupoli, senza senso di colpa e senza paura, spinti esclusivamente dalla noia che li attanaglia, ossessionati dall’esigenza di controllare chiunque entri nella loro sfera di interesse, invidiosi delle qualità umane che hanno imparato presto ad imitare al fine di modellare la maschera, senza la quale sarebbero emarginati da ogni contesto interpersonale, i narcisisti maligni e gli psicopatici non hanno la capacità di vedere gli altri come loro simili: essi sono meri oggetti da utilizzare per poche ore, pochi giorni, pochi mesi o per sempre.

Le persone sane fanno uso degli oggetti che posseggono, ovviamente differenziando l’utilizzo ed il tempo di utilizzo sulla base di vari parametri: qualità dell’oggetto, gusto personale  (ognuno di noi ha un paio di scarpe preferito rispetto ad un altro e tuttavia le usa entrambe e così un narcisista maligno o uno psicopatico possono avere un partner che gli si adatta di più ma siate certi che ne avrà contemporaneamente altri di cui “ha bisogno”), utilità ( l’auto serve per spostarsi più agevolmente, per questo ogni tanto facciamo manutenzione, cioè gli prestiamo attenzione, eppure non la amiamo e se la perdessimo ci infastidiremmo molto ma solo perché questo ci creerebbe un disagio, a meno che fosse ormai vecchia e malconcia o ne possedessimo anche un’altra più nuova), necessità ( a volte siamo costretti ad indossare gli occhiali, così molti narcisisti perversi o psicopatici a volte si tengono un partner che detestano perchè è ricco o inserito socialmente o perchè gli fornisce soldi, un tetto o sesso), desiderio di intrattenimento  (ognuno di noi ha un hobby, un passatempo : una racchetta da tennis ci consente di divagarci se amiamo questo sport, così un partner o un figlio per questi predatori sociali può costituire uno svago che li solleva dalla noia).

Ma non è tutto. Questi esseri privi di struttura emotiva hanno bisogno e traggono piacere (un momentaneo piacere) nel dominare, svilire, impoverire e maltrattare sia i figli che i vari partners .

Le modalità con cui realizzano questa esigenza mortale sono : il gaslighting (v. articolo su questo blog) , la violenza verbale, la violenza fisica (v. articolo su questo blog) gli insulti, l’isolamento sociale, la triangolazione (v. articolo su questo blog),  i tradimenti seriali di cui spesso lasciano traccia, lo scarto agito o indotto (  v. articolo su questo blog ) ed il SILENZIO.

Il trattamento del silenzio è uno degli strumenti di tortura psicologica più dannosi utilizzati dai narcisisti maligni e dagli psicopatici.

Il silenzio del narcisista perverso assolve a varie funzioni, tutte tese a realizzare la cattura e distruzione della preda.

SILENZIO DI PRIMA FASE   

Lo psicopatico ed il narcisista maligno, nella fase iniziale del rapporto, mostrano alla vittima una maschera studiata  allo scopo di farla avvicinare sempre più. Tanto per citare due delle maschere più usate, direi che vi è quella del cucciolo tenebroso e quella del re scintillante. Difatti, se la vittima ha una natura da crocerossina, ancorchè tale natura sino a quel momento fosse rimasta a lei stessa del tutto sconosciuta, allora verrà indossata la maschera della persona sofferente e confusa, dall’infanzia triste e difficile, affranta e delusa da rapporti precedenti devastanti, desiderosa di amore, rinascita e cambiamento. Tale maschera farà scattare la preda empatica, forte e salvatrice e farà di tutto per salvarlo e capirlo, giustificherà ogni violenza e sopruso, arrivando addirittura a compiangerlo quando compie gesti tremendi, poiché “ poverino/a non conosce l’amore, non sa darlo ed un po’ io merito ciò che mi fa o dice”. Un’altra tipica maschera è quella dell’uomo freddo e vincente, privo di paura, saldo e affermato o schivo se la preda, di partenza, ha una bassa autostima, e le farà credere che sarà il dolce e sicuro protettore di suo ogni affanno e problema.

Attratta nella ragnatela, la preda verrà sommersa di attenzioni e sorprese che si confanno al tipo di maschera presentata.

A questo punto, solitamente a distanza di 2-3 mesi dall’inizio di quella che solo in seguito si rivelerà una relazione infernale, il narcisista perverso e lo psicopatico faranno qualcosa che lascerà il partner nella più totale incredulità : daranno SILENZIO ASSOLUTO.

Il silenzio – prima fase A volte per ore, a volte per giorni (all’inizio circa 8 giorni), questi predatori scompariranno dalla vita della vittima che inizierà a tremare, a destabilizzarsi, ad essere sommersa dalla rabbia e dall’ossessione. Sino a questo momento, la preda ancora vive un’esistenza serena, è eccitata e persa nel nuovo meraviglioso, promettente rapporto con il carnefice ma mantiene intatta la propria identità, ha amici, lavoro, interessi .

Tuttavia, il primo silenzio mette in moto nella vittima, a livello inconscio, l’insicurezza più profonda. Il primo silenzio è il ventre marcio da cui nascerà quel mostro che si chiama dipendenza affettiva, da questo momento in poi, questo mostro crescerà in seno alla vittima, avvinghiandola con i suoi tentacoli velenosi, stringendola sempre più, sino a renderla assolutamente incapace di reagire e fuggire.

Al primo ritorno del carnefice, successivo al primo silenzio, la preda darà fiducia e vigore al rapporto, inizierà, anche inconsapevolmente, a dosare le parole, a cercare di capire più profondamente questo essere che crederà di non aver compreso bene, avrà continui pensieri su di lui, sul rapporto, cercherà di riempire i suoi presunti vuoti, insomma inizierà a trasformarsi in ciò che il narcisista o psicopatico volevano: una marionetta ubbidiente.

Il silenzio- prima fase, quindi, ha sempre lo scopo di asservire, di controllare e, nel contempo, di  misurare e valutare la capacità di reazione della vittima, osservata da lontano come fosse un topino da laboratorio.   A questo primo silenzio, seguiranno altri micro-silenzi, ugualmente devastanti.

I micro-silenzi

I tempi di risposta ai messaggi, a tratti, saranno più lunghi, gli orari consueti delle telefonate o degli incontri non saranno rispettati e questo accadrà senza una apparente ragione. Maestri nell’arte del silenzio, il narcisista maligno e lo psicopatico, sono capaci di trascorrere una giornata bellissima insieme a voi, di salutarvi nel più dolce dei modi e di mutare totalmente atteggiamento il giorno successivo, sfuggendo al contatto telefonico: non chiamerà all’ora in cui lo attendete, non scriverà ma si farà vedere connesso alle chat, sarà freddo e non darà spiegazioni , anzi mostrerà fastidio alle vostre domande e voi allora…nel terrore di perderlo nel silenzio, di cui avete già assaggiato il fetore, tacerete, sperando che tutto si aggiusti, trattenendo il fiato, riducendo la voce ad un sibilo pur di non urtarlo. Appese sull’orlo del burrore, avrete un solo pensiero: il carnefice. Vi chiederete “ cosa è accaduto ? che gli ho fatto? Avrà problemi sul lavoro? Con i figli? Sta male? Ha un’altra? Mi vorrà lasciare? Perché non mi dice la verità “: ascoltereste tutto purchè il silenzio finisca.

Il silenzio, infatti, è annullamento dell’identità dell’altro e colpisce, a livello psichico, più in profondità rispetto ad altre forme di violenza. Uno schiaffo fa male, tuttavia, attesta, pur nel suo orrore, che il violento in qualche modo ci veda; il silenzio invece è il buio, la scomparsa, l’annullamento, non esistiamo più, non siamo più nulla per l’altro. L’ansia generata dal silenzio è altissima e pregiudica ogni aspetto della vita della vittima.

Ovviamente, il narcisista perverso e lo psicopatico cambieranno ancora atteggiamento e torneranno d’improvviso presenti e teneri  e la vittima riprenderà il proprio respiro.

Il primo silenzio, i successivi silenzi  ed i micro-silenzi non hanno come unico fine quello di dominare e distruggere, ma servono al predatore anche per un’altra utilità: avere spazio e tempo d’azione con le altre vittime, quelle da attrarre ancora nella rete o quelle in fase di bombardamento d’amore iniziale.

Così mentre il partner è chiuso nella stanza oscura del silenzio del carnefice, lasciato a macerare nel pozzo nero, il narcisista perverso e lo psicopatico si muovono liberi e leggeri come farfalle. Per questo, essi non potranno fare a meno del silenzio e lo utilizzeranno, presto o tardi, con tutte le vittime, alternandole nel gioco sadico dell’assenza.

Il silenzio è  molto adottato dai narcisisti maligni e psicopatici anche verso i figli dei quali minano l’ identità in formazione, impedendo loro una evoluzione sicura ed esponendoli al rischio di relazioni disfunzionali future. Un bambino si riconosce esistente e degno di amore se le figure di riferimento lo vedono innanzitutto, vedono la sua emotività, le sue esigenze e lo amano. Il narcisista perverso non ama, finge di amare, non vede, finge di  vedere e domina, pretende dominio e controllo. Le perverse modalità relazionali dei predatori non sono riservate solo al partner ma a chiunque, figli inclusi. Non rispondere alle domande, non interessarsi di ciò che fanno, chiudersi nel mutismo severo e glaciale per punirli ed umiliarli sono comportamenti tristemente tipici del narcisista nel rapporto con i figli ed i danni a lungo andare sono gravissimi.

Il silenzio-punitivo La vittima, a volte , prova a contestare le modalità distruttive del carnefice e questo scatena in lui o la rabbia manifesta oppure il silenzio. Messa in punizione, faccia al muro, la preda non può replicare, vorrebbe spiegazioni e chiarimenti , vorrebbe, come è giusto e sano, trovare una soluzione condivisa sulle problematiche della coppia (che  in realtà sono problematiche legate a questo grave disturbo della personalità) e disperatamente cerca un contatto:  non lo avrà, giacché, diversamente da quanto appare, il carnefice ha uno scopo opposto alla vittima, non vuole salvare una relazione o  il rapporto umano con il partner, ma vuole far male, vuole distruggere e a questo scopo è funzionale il silenzio.

Il Silenzio nello scarto

Il narcisista maligno e lo psicopatico scartano la preda in modo disumano (v. articolo su questo blog) accentuando nella parte finale della relazione le modalità sadiche e perverse . Uno dei sistemi che prediligono è quello di scomparire nel nulla, quello di non dare chiarimenti, quello di non chiedere scusa. Non vi sarà un saluto, un abbraccio e neppure una liberatoria lite ma SILENZIO e ciò impedirà alla vittima di chiudere il cerchio e la lascerà in preda all’assordante rumore delle parole mancate, la lascerà nell’ansia e nella speranza di un futuro contatto, la costringerà a sentire, nella propria mente esausta, l’eco della voce perduta di questo mostruoso essere vivente.

IL Silenzio-salvezza

L’essere umano, biologicamente, è assai fragile, non ha zanne, non ha pelliccia, non corre velocemente, ha una gestazione medio-lunga, i cuccioli sono in grado di sopravvivere soli dopo molti anni: è, insomma, una specie che sembrava destinata all’estinzione, eppure non solo non è accaduto ma questo essere è riuscito a dominare il pianeta. Certamente, il cervello dell’uomo e l’empatia, che ha permesso la collaborazione e la protezione reciproca, hanno svolto un ruolo importante, così come la capacità di imparare dalle esperienze passate proprie ed altrui. Quando siamo a rischio dobbiamo ricorrere ad ogni capacità sia in nostro possesso e la relazione con uno psicopatico o narcisista maligno di sicuro rappresenta una situazione ad alto rischio. Ed allora impariamo, traendo elementi positivi anche da comportamenti insani. Se il silenzio dato alla vittima distrugge, il silenzio stesso può diventare una via di salvezza. La distanza dal carnefice è un formidabile mezzo per disintossicarci dal veleno iniettato, è un vento che spazza via la nebbia in cui il predatore avvolge la psiche della preda, onde confonderla e paralizzarla; il silenzio del narcisista e dello psicopatico consente di poter udire di nuovo la nostra voce interiore, permette a molte vittime di preparare una via di fuga. Il silenzio consente di recuperare forza, nel silenzio possiamo valutare il grado di dipendenza e l’entità delle crisi di astinenza e, seppur nel dolore, ci dà modo di cercare all’esterno un valido supporto, anche psicologico. Il silenzio è l’abito del futuro contattozero ed il contattozero è la barriera che separa l’inferno dalla nostra vita, è il cratere che inghiottirà il predatore.

Il narcisista perverso e lo psicopatico vivono nel qui ed ora, hanno una visione molto limitata del tempo che scorre, sono capaci di rimanere immobili come rettili in agguato, per mesi, anni addirittura, senza avvertire alcun turbamento. Pertanto, per la loro stitica emotività, il protrarsi del silenzio non comporta fastidio.

La vittima è, al contrario, dilaniata dal silenzio del predatore, silenzio che risuona nei timpani in modo assordante, perforante.

Sappia la preda ,però, che il silenzio parla e dice molto di più delle vacue, false o violente parole del carnefice. Il silenzio parla di ciò che il narcisista e lo psicopatico sono davvero, il silenzio gli sfila la maschera e ci mostra il suo vero volto, il volto di un vivente già morto che vuole e sa soltanto far male.

 

 

Tutti i diritti sono riservati. E’ vietata qualsiasi riproduzione, utilizzazione, totale o parziale, dei contenuti inseriti nel presente blog, ivi inclusa la memorizzazione, riproduzione, diffusione e distribuzione dei contenuti stessi mediante qualsiasi piattaforma tecnologica, supporto o rete telematica, senza previa autorizzazione scritta da parte dell’autore Avv. Marina Marconato. I CONTENUTI DEL BLOG E DI OGNI ARTICOLO POSSONO ESSSERE CONDIVISI SOLO ED ESCLUSIVAMENTE CITANDONE L’AUTRICE E LINKANDO LA FONTE.

 

21 pensieri riguardo “Il silenzio del narcisista maligno e dello psicopatico”

    1. Dalla presa di coscienza e dall’informarsi bene , da una buona terapia psicologica possibilmente da un esperto e dal rivolgersi ad un legale che possa guidare l’eventuale Fase di separazione senza che la vittima corra rischi

      Mi piace

  1. Il silenzio e’ sempre stato l’arma preferita del mio ex. Si possono denunciare questi psicopatici oggi in Italia e ci sono associazioni a cui si possono rivolgere le vittime? Grazie.

    Mi piace

  2. Carissima Marina, ho già raccontato tempo fa la mia dolorosa esperienza con un narcisista patologico, durata ben 25 anni. Da un anno e mezzo sono andata via attuando un ferreo no contat. La sofferenza che provo nonostante i maltrattamenti subiti è ancora tanta. Da circa 6 mesi faccio psicoterapia, decisamente va molto meglio ma non riesco ancora a staccarmi con la mente dal pensiero di lui che vive alla grande la sua nuova vita, mentre io ancora provo amarezza, delusione, solitudine, tristezza. Non ho voluto sapere più nulla di lui perché il solo incontrarlo con un altra donna o sapere cosa fa mi procurebbe un dolore ancora forte. Lo psicoterapeuta che seguo, mi dice che x rimarginare la mia ferita devo fare uscire tutto il dolore che provo senxa sotterrarlo, ma affrontarlo e quindi anche se dovessi incontrarlo o ricevere sue notizie per caso, questo mi farebbe soffrire di più ma mi aiuterebbe a liberarmi da tutto il dolore. A questo punto in questi giorni mi sento un po’ confusa ,sono certa di non voler sapere piu niente di quell essere ignobile e continuare il no contat, ma affrontare le mie paure sarebbe un bene x me? Mi aiuterebbe a superare tutto questo tormento? Grazie per un tuo consiglio Marina, un forte abbraccio.

    Mi piace

    1. Sebbene io non sia uno psichiatra ti dico fermamente di non farlo . Non esiste esperto al mondo in queste patologie che non preveda quale condizione imprescindibile per uscirne il più ferreo contattozero a vita . Il circuito psicopatico si riattiva in noi anche dopo anni ed anche solo guardando una foto o scambiando tre parole . Se in casi normali può essere positivo ciò che dice il terapeuta ( ma ho dubbi comunque ) in questi casi non ne ho : faresti passi indietro soffriresti molto ancora e non risolveresti nulla . Non è questa la strada , la strada è far tempo alla parte emotiva di capire chi fosse lui e cosa sia stata in verità la strada ed il lavoro su noi stessi che passa dal perdonarci al dare forza alla nostra autostima iniziando ad alzare i nostri confini personali ( chi non mi ama e mi tratta male non ha titolo per far parte della mia vita ) e scoprire la nostra identità ferita a morte attraverso attività professionali creative sociali che ci confermino il nostro valore

      Mi piace

      1. Grazie Marina, in questi mesi il mio no contat è stato veramente impeccabile ho chiuso definitivamente anche con amicizie in comune proprio per dare una svolta alla mia nuova vita. Mi auguro lo auguro a tutti di poter ritrovare la serenità che meritiamo.

        Mi piace

  3. Gentile Marina,
    mi ritrovo esattamente in molte cose che ho letto nel blog.
    Dopo nove anni oggi per la prima volta non gli farò gli auguri di compleanno.
    Sarebbe un’esca che potrebbe permettergli di nuovo di farmi abboccare, come è già accaduto lo scorso anno.
    Credo siamo all’atto finale. Sparito. Ed io fuori dal tunnel ma col velo nero.
    Due anni di psicoterapia.
    Tanta sofferenza.
    Sarei tentata di mandargli il link del suo blog ma non credo capirebbe.
    Grazie mille

    Mi piace

    1. Non dite mai ad un narcisista maligno che disturbo abbia, vi riderebbe dietro, gongolerebbe per essere stato la causa di tanto studiare da parte vostra e se ne sentirebbe lusingato fagocitando nuovo sangue buono.
      Mantenga il contattozero in eterno o in un lampo ricadrebbe nel labirinto del carnefice

      Mi piace

      1. …infatti…..in uno dei tanti “ripescaggi” gli avevo detto che era un narcisista……risultato? Sembrava ne andasse fiero! Povere noi. Per la cronaca attualmente in no contact, dopo tanti ritorni se dovessi accadere di nuovo non potrei più specchiarmi…

        Mi piace

  4. Volevo aggiungere, a proposito di no contact e impossibilità oggettiva di cancellarli dai contatti, che nel mio caso ho dovuto eliminare dai social la foto profilo e rinunciare allo stato wa perché in passato è bastato talvolta cambiarla per farlo rispuntare all’improvviso in chat col suo solito “Mi manchi” o “Vogliamo vederci” . Il tutto dopo giorni, anche mesi di silenzio assoluto. Nel qui ed ora infatti il passato non esiste, il dolore, l’angoscia, i maltrattamenti subiti, tutto cancellato. Si credono dei in grado di donare vita o morte, a seconda di come gli aggrada. Quello che bisogna ripetersi è che non c’e spazio nella nostra vita per chi ci fa del male.

    Mi piace

  5. Il narcisista che ho avuto la sfortuna di incontrare io è addirittura un medico, quindi perdona formata, informata che usa la sua cultura e la sua professione (che per altro odia) solo per catturare nuove vittime.
    Me ne sono liberata definitivamente da poco. Ho letto molti articoli sui narcisisti ma nessuno è mai stato tanto preciso e realista nel descrivere questi personaggi. Grazie.
    Mi rimane da accettare che individui così maligni possano girare indisturbati e fare del male, ferire, uccidere sentimenti, sogni, desideri di chi cade nella loro trappola. Andrebbero rinchiusi!
    Grazie ancora.

    Mi piace

  6. “Il silenzio, infatti, è annullamento dell’identità dell’altro e colpisce, a livello psichico, più in profondità rispetto ad altre forme di violenza. Uno schiaffo fa male, tuttavia, attesta, pur nel suo orrore, che il violento in qualche modo ci veda; il silenzio invece è il buio, la scomparsa, l’annullamento, non esistiamo più, non siamo più nulla per l’altro. L’ansia generata dal silenzio è altissima e pregiudica ogni aspetto della vita della vittima.”

    E’ verissimo, a distanza di un anno posso dire che il silenzio è stata la violenza psicologica che mi ha fatto più male in assoluto, anche più della triangolazione…ma pensandoci bene sono legate l’una all’altra.
    Mi ha sottoposta a tutte le forme descritte in questo articolo, non me ne ha risparmiata nessuna, in questo modo mi ha reso una marionetta ubbidiente che dosava le parole per non urtare la sua “sensibilità”, per non essere punita col silenzio.
    Ma alla fine la mia voce è tornata e mi sono permessa di fargli domande legittime che lui definiva accuse ed eccolo il silenzio finale con relativo scarto…la colpa della fine della relazione era solo mia, mi ha definita:”la peggior nemica di me stessa”.
    Devo ammettere che l’ho implorato di tornare da me, gli ho perfino chiesto scusa (ma di cosa?), finché lui non mi ha liquidato con un messaggio di una crudeltà inaudita…è lì che ho visto finalmente il suo vero volto.
    Il silenzio da quel momento è stato salvifico, anche nel dolore che ho dovuto guardare in faccia, che mi impediva di respirare, mi faceva arrancare nello svolgere le più banali attività quotidiane, con crisi di panico devastanti.
    Il silenzio mi ha permesso di leggere, informarmi, senza avere il suo condizionamento, anche se ci sono voluti parecchi mesi per distruggere la statua a sua immagine e somiglianza che “imperava” in ogni momento della mia vita, ho smesso di vedermi con la sua lente, ho ricominciato ad apprezzarmi e mi sono perdonata.
    Però la strada è ancora lunga…credo di essere nella fase del “velo nero”, come descritta in un altro articolo illuminante di questo blog.
    Spero di togliermi anche quello…buona giornata a tutti!

    Mi piace

  7. Gentile Marina, per puro caso ho trovato il tuo sito. Da circa due settimane è finita la mia storia con un narcisista maligno a causa di un banale litigio. Lui mi conosce bene caratterialmente, sono sempre stata debole nei suoi confronti, sa che sono molto sensibile. Ci frequentavamo da quasi due anni e per me è molto difficile dimenticare il tempo trascorso insieme a lui; non mi ha (ancora) bloccata su whatsapp ma so che non tornerà più da me perché già alcuni mesi fa mi ha detto che era scocciato ma avrebbe continuato a frequentarmi se non fosse stato per il litigio, infatti stavamo facendo progetti per Pasqua. Mi sento tanto sola e vorrei cercarlo ma so che sarebbe un’altra umiliazione nei suoi confronti. Non ho neanche la possibilità di fare terapia dal momento che non lavoro. Non so proprio come uscirne.
    Grazie mille Marina per aver creato questo sito, un abbraccio

    Mi piace

      1. Chiama le tue amiche, non star sola, distraiti, esci… Riprendi la tua vita e sorridi….. Solo qst ti aiutera’ad uscirtrne… Io ancora lo sento ogni tanto, ma credimi lo studio e gli amici mi hanno aiutata tanto

        Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...