LA RABBIA DEL NARCISISTA

Il narcisista cova un livello di invidia molto pronunciato verso le persone che incontra. Invidia l’energia vitale e la speranza, invidia la bellezza esteriore e le qualità interiori, invidia l’empatia e la luce che molti esseri umani posseggono.

Il narcisista cova un livello di invidia molto pronunciato verso le persone che incontra. Invidia l’energia vitale e la speranza, invidia la bellezza esteriore e le qualità interiori, invidia l’empatia e la luce che molti esseri umani posseggono. Lo sguardo malevolo è ben celato dietro un falso sorriso, viene mistificato dietro apparenti atteggiamenti di ammirazione. I partner del narcisista sono, naturalmente, i bersagli principali verso i quali, all’inizio, il manipolatore sfodera una lunga serie di complimenti e sguardi estasiati; egli si prodiga in riconoscimenti che sembrano rafforzare l’autostima: ma questi sono soltanto i mezzi utilizzati per conquistare la fiducia della/ del malcapitato ed indurlo a credere di aver trovato il grande amore o una persona fortemente e sinceramente legata. In realtà, ogni successo, ogni capacità, ogni sorriso dell’altro provoca la crescita di un odio cieco che è destinato ad esplodere a volte improvvisamente, a volte attraverso progressivi cambiamenti che getteranno la vittima prima nell’incredulità e nella confusione e poi nella sofferenza acuta. Il narcisista muterà lo sguardo che diverrà carico di disprezzo misto a rabbia, pronuncerà insulti sempre più pesanti, manifesterà una crescente aggressività verbale e fisica, criticherà ogni gesto, ogni decisione della vittima con l’obiettivo di azzerarne le qualità e la gioia di vivere. L’invidia trattenuta per mesi, spesso per anni, ha generato la rabbia che il narcisista può manifestare in modo sottile, quasi impercettibile oppure esplicita. La rabbia muove le decisioni del narcisista che, avendo già individuato i punti fragili della vittima, saprà dove colpire e lo farà senza scrupolo alcuno, senza pietà alcuna anzi proverà un sollievo transitorio che cercherà di rivivere rafforzando le azioni malvage verso l’altro. A questo punto, il narcisista si compiace di riuscire a far del male, vive il dolore dell’altro come meritato; come un bambino piccolo arrabbiato, dà alla sua vittima la responsabilità di avergli causato emozioni negative e dolorose ( invidia e rabbia)  e quindi, nel proprio delirio di onnipotenza, considera le azioni che compie contro di lei come una reazione sana e dovuta e la sofferenza che ne deriva come lo scontare una pena adeguata.

Se la vittima ha, quale punto debole, il proprio aspetto fisico, lui ne distruggerà l’idea, se la fragilità risiede in una insicurezza e in una paura dell’abbandono (magari derivante da vecchie ferite infantili), lui la tradirà in modo seriale e sempre più esplicito, sparirà, userà l’arma del silenzio.

AVERE FIGLI CON IL NARCISISTA

 Se il narcisista ed il violento manipolatore ha figli in comune con la vittima allora possono aprirsi scenari devastanti poiché mirerà a colpirla anche attraverso di loro. Sono purtroppo numerosi i casi di violenti manipolatori che denigrano, insultano, picchiano i propri figli vissuti come prolungamento della partner detestata o addirittura li uccidono lasciando in vita la madre o di violenti che utilizzano le aule di tribunale o le denunce penali accusando la partner di nuocere ai figli, o di allontanarli dalla figura paterna o rappresentano alle istituzioni impensabili e cavillose lagnanze prive di ogni fondamento. Il narcisista tende quindi a mettere su una macchina mortale capace di triturare la ex compagna ed i bambini stessi.

Queste guerre, che finge essere condotte per difesa dei propri diritti o per proteggere la prole, costituiscono un capolavoro di malvagità. Il pubblico coinvolto (avvocati, forze dell’ordine, assistenti sociali ecc) rappresenta un premio aggiuntivo a quello derivante dalla disperazione, ansia, perdita di denaro, paura che arreca alla ex partner.

Sfuggire alle dinamiche descritte non è semplice, è necessario innanzitutto prendere consapevolezza del contesto in cui si è caduti ed agire molto cautamente e in modo mirato. Raramente, la vittima è in grado di uscirne contando solo sulle proprie forze, fondamentale è il supporto di figure familiari o amicali solidali e la guida di professionisti esperti e competenti che sin dall’inizio aiutino la vittima ad uscire dal labirinto infernale nel quale è stata rinchiusa.           

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