I ritorni del narcisista patologico e dello psicopatico

Il narcisista patologico e lo psicopatico tornano sempre dalla vittima? Questo interrogativo è chiuso nel cuore di prede abbandonate con violenza improvvisa o indotte ad interrompere la relazione ed i contatti perchè ridotte allo stremo.

image

 

Rimase immobile ad ascoltare il silenzio mentre maschere buffe comparivano da quel nulla a raccontar un amore malato.    M.M.

 

Il narcisista patologico e lo psicopatico tornano sempre dalla vittima? Questo interrogativo è chiuso nel cuore di prede abbandonate con violenza improvvisa o indotte ad interrompere la relazione ed i contatti perchè ridotte allo stremo.

La risposta è NO, il narcisista perverso e lo psicopatico non tornano sempre. Ogni ritorno ha come mortifero presupposto il SILENZIO, arma subdola e dolorosa che esamineremo in futuro, meritando una disamina specifica.

Il narcisista patologico (o maligno più correttamente) e lo psicopatico considerano gli altri esseri umani come meri oggetti da dominare e controllare. Il controllo e la dominazione sono ottenuti attraverso una iniziale fase di recitata amorevolezza, attenzione e falsa passionalità in modo da sollecitare, in futuro, la vittima ad accettare e sopportare la violenza morale e a volte fisica che subirà, nel vano e distruttivo tentativo di ripristinare il clima favoloso creato ad arte dal carnefice i primi tempi. Le dinamiche della relazione ben presto saranno tese alla distruzione della preda e, quindi, allo scarto finale, agito o indotto dal comportamento via via più intollerabile del perverso. Il narcisista maligno e lo psicopatico, come sappiamo, non hanno coscienza nè rimorso, non hanno memoria, non nutrono alcun attaccamento nei confronti dei loro oggetti, siano essi figli, amanti, coniugi, amici o colleghi. Il ciclo della idealizzazione-svalutazione-scarto è fisso e si ripete di continuo. Tuttavia, proprio come gli esseri umani sani reputano alcuni dei loro oggetti più utili rispetto ad altri, proprio come alcuni di essi sfuggono alle mode del momento, ed altri invece durano una sola stagione, come alcuni sono conservati per sempre nell’armadio o  sulla mensola e mai più utilizzati e vengono riesumati di tanto in tanto, fatti scorrere tra le mani, guardati per qualche minuto e di nuovo dimenticati nel loro ripostiglio, altri, invece, benchè siano stati ampiamente maneggiati per qualche tempo (tanto magari da logorarne le fattezze, si pensi ad un bel paio di scarpe o una borsa o una simpatica maglietta), non verrano mai più usati e saranno gettati via, cosi il narcisista patologico e lo psicopatico si comportano con i loro oggetti umani.

Purtroppo, questo è esattamente ciò che avviene alla vittima. I predatori, a causa di anomalie cerebrali, (danni alla amigdala, alla corteccia prefrontale, all’ippocampo, come attestano i più recenti studi)  che si ritiene a volte esplodano in presenza di fattori ambientali avversi  (clima ostile nell’infanzia, abusi morali o fisici ecc.),  non hanno capacità affettiva, non provano emozioni autentiche e profonde, non temono le conseguenze delle azioni deprecabili che compiono e non hanno limiti etici che possano guidarli nel raggiungimento dei loro scopi. Per tali ragioni, i perversi non sono in grado di stabilire relazioni che tengano conto degli altri come esseri umani: questi ultimi, per uno psicopatico, sono l’equivalente di un paio di pantaloni.

Naturalmente, un narcisista maligno o uno psicopatico può avere come obiettivo quello di avere una famiglia di facciata così l’oggetto-moglie (o marito) e l’oggetto- figli saranno conservati molto a lungo o per sempre; ma ciò non deve ingannare: uno psicopatico è psicopatico con tutti ed a loro, gli oggetti fissi, riserverà violenza, manipolazione, inganno, insulti, falsità, denigrazione, tradimenti, distruzione, anche per tutta la vita. Accanto alle vittime di serie A ( figli e partner ufficiali), vi è l’harem delle altre prede ( amanti, amiche, colleghi, familiari) ossia una serie variegata di marionette, ciascuna con un ruolo determinato, che costituisce il complesso delle vittime di serie inferiore B, C, D, E, F ecc..

Generalmente, più una preda è in basso nella scala ( insomma più l’oggetto umano è ritenuto poco valido ed utile) maggiormente manifesti saranno i maltrattamenti e disumani gli scarti. Difatti, la vittima di serie A, finchè rimane di serie A, sarà maltrattata aspramente ma alle fasi distruttive si alterneranno momenti di dolcezza, falso pentimento, promesse mai mantenute al fine di trattenerla. D’altra parte, anche noi esseri umani sani di tanto in tanto facciamo manutenzione agli oggetti che riteniamo debbano durare più a lungo (revisione auto, cambio olio, freni ecc.).

Ed i famigerati ritorni del carnefice come si collocano in questa scacchiera di morte?

Il narcisista patologico e lo psicopatico devono controllare i loro oggetti umani, detestano che essi si ribellino, detestano che siano felici altrove ma soprattutto detestano che tutto questo avvenga se non sono stati loro a decidere di eliminarli e gettarli tra la spazzatura ( o provocando appositamente la rottura da parte della vittima attraverso il rinforzo di violenza e tradimenti o  facendolo in prima persona V. articolo Lo scarto dello psicopatico e del narcisista patologico in questo blog).

Il numero dei ritorni e la modalita’ sono proporzionali alla posizione della vittima nella scala del perverso e al grado di distruzione raggiunto dalla preda (i carnefici preferiscono scomparire del tutto solo quando l’opera di disintegrazione psichica sia terminata), oltre che, naturalmente, dalla appetibilità delle nuove prede.

Il ritorno presuppone una scomparsa. La scomparsa momentanea assolve a due funzioni: serve al narcisista maligno ed allo psicopatico per potersi trastullare con altri oggetti umani nuovi o ripescati ed anche per determinare asservimento, disperazione, ansia, sospensione ed attesa nella vittima che, con assoluta certezza, accoglierà più e più volte il predatore a braccia aperte.

Ma questo gioco perverso non dura all’ infinito: arriva il giorno in cui il manipolatore che ci sta distruggendo non farà più ritorno. Lo attenderete, certe che il balletto solito preveda il suo riavvicinamento, eppure egli non tornerà.

La vittima, se inizialmente, prova sollievo dall’allontanamento di una persona che semina tensioni e dolore, col trascorrere dei giorni si pone in attesa più o meno consapevole. In qualche modo è forte dei precedenti ritorni del narcisista, in qualche modo è stata corrotta dalle parole vacue che le sono state dette, è prigioniera dei melliflui ” ti amo”, dei ” sei mia/mio”, è stordita dalle emozioni burrascose del rapporto che le hanno fatto credere, nonostante tutto, nonostante le accanite letture sulla psicopatia, sul narcisismo maligno, nonostante le bugie e le violenze, le sparizioni e la sofferenza patita, che la relazione non può davvero terminare.

Fra l’altro, le prede che hanno ascoltato le storie di altre vittime e che hanno letto libri o articoli degli esperti, hanno appurato che questa tipologia di carnefice torna sempre e quindi esse si pongono in trepidante attesa. Niente di più sbagliato. Se è vero che i narcisisti tendono per qualche tempo a farsi sentire, ad inviare sms o mail tanto per mantenere in stato di asservimento la vittima, se è vero, inoltre, che molti tornano e, qualora notino un allontanamento dell’ex partner, possono arrivare a piangere, giurare amore eterno, minacciare il suicidio, inventarsi malattie gravi, è parimenti certo che altri non lo fanno e scompaiono nel nulla. Ma attenzione: anche chi tra i narcisisti patologici mette in scena il copione dell’innamorato pentito scomparirà’ nel nulla da un giorno ad un altro. Sappiate che tutto è stato pianificato son dall’inizio, sappiate che quelle volte in cui scompariva lasciandovi nella disperazione e poi improvvisamente compariva di nuovo come se nulla fosse accaduto, sappiate che quei mediocri, stitici gesti gettati la’ di tanto in tanto attraverso i social, un like ad un post, un messaggio apparentemente banale, intriso di “come stai? Spero bene” o di  “sappi che non ho mai voluto farti del male“, sono configurabili come ritorni- non ritorni, sono il mangime per uccellini e servono per iniettare veleno ed indurvi a credere che vi stia pensando, che sia legato a voi. Nulla di più errato. E’ una precisa strategia manipolatoria, adottata in serie, tesa a tenervi inchiodate al suo carro, trascinate nel nulla.

Strategia perversa sono i primi ritorni, quando ce ne sono, e strategia perversa l’ultimo, il non ritorno finale, quello più pericoloso per la vostra vita.
Sappiate che ogni ritorno e’ falso, il narcisista sa che è transitorio, e’ consapevole che vi sta ingannando mentre vi dice “ non ci lasceremo più ” perché già sta architettando la prossima fuga; e’ conscio di mentire per sfidare se stesso e gloriarsi della sua capacità di farvi capitolare dopo tutti i soprusi solo con due paroline. Strategia.
Non fate il confronto con altre vittime, sentendo di non contare nulla perché da loro torna e da voi no, a loro scrive a voi no, perché tutte le prede degli psicopatici e dei narcisisti perversi sono destinate ad essere distrutte o gettate via e più tardi accade più devastanti saranno i danni psichici ed emotivi riportati.
E non attendete il ritorno. Il tempo scorre via ed ogni istante trascorso ad ascoltare il tic tac dell’orologio rappresenta un inno alla sua crudeltà ed una celebrazione della vostra morte. Non rimanete sospese ad aspettare un cenno o ad esaminarlo se vi viene dato.

L’ultimo dei colpi di coda del predatore è la scomparsa finale, quasi a sorpresa, l’effetto taglio chirurgico del partner, il quale è destinato, se non compie un serio percorso di rinascita e guarigione, a rimanere in stato di shock e sospensione.

I pensieri sono la’ spalmati, incollati al carnefice; percorrono le vie impervie delle conversazioni malate, si incastrano nel groviglio dei “ perché ” senza risposta , si fanno ansiosi nelle attese vane, si colorano nei ricordi di quelle rappresentazioni teatrali che mimavano il suo amore, volano alto nel riflettere sulle illusioni create ad arte, sulle lacrime di falso pentimento , sui “ ti amo” o ” non ti dimenticherò “ che altro non sono che AMI lanciati nel vostro cervello perché rimaniate in perenne attesa, sospesi .
La sospensione. Cercano la sospensione della vita altrui. Rimanere sospesi vuol dire morire lentamente poiché la vita non può sospendersi, non può fermarsi. Un fiore ha un ciclo che non si arresta mai , se si ferma muore .
Al centro di innumerevoli vittime appese ai fili del nulla, vittime sospese nel vuoto, nell’attesa del ritorno o nel rimpianto dell’amore, o nel terrore del futuro o nel ghiaccio dei ricordi, al centro di tutto questo c’è il carnefice narcisista perverso che si guarda intorno compiaciuto ed accresce sempre più la folta schiera di anime distrutte.
Tagliate i fili, cadete a terra, anche se la caduta farà male, sappiate che vi sveglierà e riprenderete il battito vitale.

 

Tutti i diritti sono riservati. E’ vietata qualsiasi riproduzione, utilizzazione, totale o parziale, dei contenuti inseriti nel presente blog, ivi inclusa la memorizzazione, riproduzione, diffusione e distribuzione dei contenuti stessi mediante qualsiasi piattaforma tecnologica, supporto o rete telematica, senza previa autorizzazione scritta da parte dell’autore Avv. Marina Marconato. I CONTENUTI DEL BLOG E DI OGNI ARTICOLO POSSONO ESSSERE CONDIVISI SOLO ED ESCLUSIVAMENTE CITANDONE L’AUTRICE E LINKANDO LA FONTE.

GASLIGHTING-il narcisista patologico e lo psicopatico

Il termine gaslighting deriva dal film “Gaslight” del 1944, in cui un uomo manipola la moglie, portandola sull’orlo della follia. Difatti, l’uomo, volendo sbarazzarsi della moglie, inizia a far sparire oggetti ed a creare corto circuiti con le lampadine, negando poi ciò che la donna gli narrava tanto che ella, riponendo fiducia in lui, comincia a convincersi di vedere cose inesistenti. E questo è esattamente ciò che compie il narcisista perverso e lo psicopatico: gaslighting.

 

image.jpg

 

Rimango ferma nel caos di note stonate.              M.M

 

Il termine gaslighting deriva dal film “Gaslight” del 1944 che narra la vicenda di un uomo che manipola la moglie, portandola sull’orlo della follia. Difatti, egli, volendo sbarazzarsi della moglie, inizia a far sparire oggetti ed a creare corto circuiti con le lampadine, fingendo di non credere poi a ciò che la donna gli riferiva, tanto che ella, riponendo fiducia in lui, comincia a convincersi di vedere cose inesistenti. E questo è esattamente ciò che compie il narcisista perverso e lo psicopatico: gaslighting. Essa è una delle tecniche di asservimento ed abbassamento delle difese e della capacità reattiva della preda posta in essere quale strategia per paralizzare, sfruttare, distruggere ed infine, scartare la vittima senza che ella si ribelli in modo efficace. Scrive Salvadori ” è una violenza insidiosa, sottile, non se ne percepisce l’inizio ; non si tratta di una deflagrazione d’ira che almeno è subito identificabile. E’ una sottile lama di ghiaccio , è una violenza gratuita e persistente che reiterata può annullare la persona che ne è bersaglio”  (Salvadori-2008). 

Come sostengono studiosi quali la Hirigoyen e Filippini, tale forma di abuso consiste in una sistematica azione tesa a usurare l’esistenza psico-fisica dell’altro. Il gaslighter prima seduce, corteggia, adula e successivamente, una volta conquistata la fiducia, inizia a destabilizzare la personalità della vittima ed a disintegrare l’autostima, creando una vera e propria sudditanza psicologica.

Il narcisista perverso e lo psicopatico, attraverso il gaslighting, negheranno fatti avvenuti o affermeranno che siano accaduti eventi mai verificatesi; inizieranno a sostenere di aver pronunciato frasi mai dette o dichiareranno di non aver mai affermato discorsi o narrato fatti invece precedentemente asseriti tanto che la vittima correrà un serio rischio di veder compromessa la propria salute mentale.

Prima fase- la vittima ancora ha sufficiente fiducia nella propria memoria o percezione e così tenta di far ragionare il perverso narcisista, è incredula, stordita, perplessa. Cominciano anche i discorsi distorti:  “il discorso deve essere distorto perchè la vittima non capisca quale processo distruttivo sia in corso e perchè venga confusa sempre più. Il black-out delle informazioni reali è essenziale per ridurre la vittima all’impotenza” ( Hirigoyen 2000)

Seconda fase- inizia la difesa, anche inconscia, della vittima, che discute animatamente con il narcisista maligno, lo contrasta e cerca disperatamente di persuaderlo, investirà ogni risorsa psichica ed emotiva per migliorare la relazione e riportarla ad autenticità e verità; ma, a questo punto, il narcisista o lo psicopatico adottano il silenzio, la violenza verbale, le sparizioni, la triangolazione e la vittima si colpevolizzerà, avrà  paura dell’abbandono e cederà.

Terza fase- la vittima rischia la depressione, la salute mentale e fisica. Ella comincia a rendersi conto che ogni tentativo è vano, che la storia non decolla, perderà fiducia in se stessa e finirà per credere che ciò che le viene propinato dal suo carnefice sia vero, autentico, giusto e meritato. La discesa verso l’inferno,a questo punto, è diventata velocissima.

Questa potente e pericolosa tecnica viene utilizzata a schema fisso, unitamente alla triangolazione (leggi articolo sul blog), al trattamento del silenzio (scomparsa improvvisa del carnefice, blocco sul telefono, assenza di risposte) ed alla violenza psicologica ( vedi articolo sul blog) (insulti, critiche sprezzanti, isolamento, gelosia, controllo). Non è facile capire di esser vittima del gaslighting poiché esso si verifica in modo graduale e quasi impercettibile. La maggior parte delle ex vittime, una volta compreso il disturbo dello psicopatico o narcisista maligno e raccolto informazioni sul gaslighting, non saprà, tuttavia, collocare esattamente nel tempo l’inizio dell’abuso e non ricorderà tutti gli episodi collegati a questa subdola tecnica.

Il gaslighter utilizzerà questo sistema anche in questioni insignificanti, apparentemente insignificanti: vittima “amore ho preso i pasticcini per tua madre, mi hai detto che li adora” gaslighter “io non ti ho mai detto che a mia madre piacciono i pasticcini! ma scherzi?? anzi ha il diabete, non capisco come fai a non ricordare del diabete, ne abbiamo parlato a lungo! magari i pasticcini piacciono alla madre del tuo ex o del tuo amante! Ovviamente, il narcisista patologico aveva davvero riferito alla vittima che sua madre adorava i dolci e mai le aveva parlato del diabete. Conversazioni come queste, ripetute su argomenti vari, a fissi intervalli temporali, creano nella vittima, senza che se ne renda conto, uno stato confusionale, una sfiducia nelle proprie capacità di percezione, memoria ed osservazione, sfiducia di cui non ha piena coscienza ma che si radica, tuttavia, sempre più in lei.

Chiunque può essere suscettibile di tale pratica, in quanto abbastanza diffusa tra abusanti, dittatori, narcisisti e leader di sette.

Tale forma di abuso viene “dosata” lentamente, così che la vittima non possa rendersi conto del lavaggio del cervello che sta subendo.

Le persone che utilizzano il Gaslighting inoltre dicono palesemente bugie, ma sono molto abili a mascherarle. Il manipolatore tende a “ribaltare le carte in tavola”; si ha così la percezione che tutto quello che è stato riportato non corrisponda al vero, in quanto l’obiettivo è quello di instillare il dubbio per rendere la vittima instabile.

Successivamente i manipolatori tendono a negare quanto detto, e anche se la vittima ricorda benissimo le parole o la circostanza, loro continuano a negare con l’obiettivo di portare la vittima a mettere in discussione la propria realtà. Più questo ciclo si perpetua, più la vittima inizia a dubitare di sé accettando la realtà dell’altro.

Gli abusanti sono anche molto abili nel colpire quanto ciò che si ha di più caro; ad esempio, essi sanno quanto possano essere importanti i figli o la propria identità, pertanto queste possono essere una delle prime cose che attaccano.

In presenza di figli, iniziano ad accusare l’altro di essere un incapace e di non meritare quei bambini.

Mettono in atto una sorta di “terrorismo psicologico” al fine di smantellare le sicurezze di base, con l’intento di rendere l’altro vulnerabile.

Come può la preda non rendersi conto di ciò che le sta accadendo? Come può non essere consapevole del gaslighting, della triangolazione, della violenza? Per comprenderlo chiedo aiuto ad un aneddoto : quello della rana bollita.

Il fenomeno della rana bollita risale ad una ricerca condotta dal John Hopkins University nel lontano 1882. Durante un esperimento, alcuni ricercatori americani notarono che lanciando una rana in una pentola di acqua bollente, questa inevitabilmente saltava fuori per trarsi in salvo. Al contrario, mettendo la rana in una pentola di acqua fredda e riscaldando la pentola lentamente ma in modo costante, la rana finiva inevitabilmente bollita. Questo esperimento descrive esattamente il modo in cui funziona anche il nostro sistema nervoso.

Ogni qualvolta introduciamo un cambiamento radicale nella nostra vita, il nostro cervello, come la rana nell’acqua bollente, cerca disperatamente di ritornare nella sua zona di comfort, annullando ogni nostro tentativo di cambiamento. Pertanto, se violenza, tradimenti, bugie, gaslighting fossero subito palesi, evidenti e molto intensi le vittime fuggirebbero. Al contrario, per ottenere un cambiamento duraturo, per minare pian piano le reazioni sane di fuga, il narcisista maligno e lo psicopatico adotta l’unica tecnica realmente efficace che consiste, inizialmente, nell’introdurre piccoli cambiamenti, piccoli microtraumi, ma in modo costante.

Nel breve periodo, questi piccoli cambiamenti sono impercettibili per il nostro sistema nervoso, ma nel lungo termine avranno determinato la nostra paralisi. E come accade nell’esperimento della rana, la vittima, quando si accorgerà di ciò che sta subendo da tempo, sarà cosi debilitata, danneggiata e prostrata da non riuscire a compiere il salto dalla pentola bollente. Inoltre, rammentiamo che i manipolatori alternano violenza a momenti di lode gratificante e ciò aggiunge un ulteriore senso di confusione nella preda in relazione a ciò che percepisce e ricorda.

Il narcisista perverso e lo psicopatico farà,inoltre, credere agli altri che voi siete pazzi e metterà in discussione la vostra sanità mentale in modo da provocare un allontanamento degli altri da voi. Contemporaneamente, vi dirà che tutti coloro che vi stanno intorno, come amici o parenti, siano bugiardi e questo produce nuovamente una messa in discussione della vostra realtà.

Come difendersi? attraverso l’informazione. All’inizio, dovrete annotare quante più affermazioni e conversazioni possibili e questo non allo scopo di metterlo davanti all’evidenza, poiché da mentitori patologici, negherebbero comunque, bensì per non perdere la vostra lucidità. Il perverso vuole ricorriate esclusivamente a lui, vuole la vostra distruzione psichica, vuole controllare la vostra mente.

Ed allora, frasi quali:

” Me lo hai detto tu non ricordi?”

” Mi hai frainteso, avrai capito male”

“Ne abbiamo parlato un sacco di volte e non lo sai più?”

“Tu non hai memoria!”

“Sei grassa! (magra, brutta, ignorante, incapace, ecc..)”

 “ Non sai fare niente! Non ne fai una giusta!”

“ Ma come non ti ricordi! Me l’hai detto proprio tu!”

“ Questo non me l’hai mai detto! Te lo sarai immaginato!”

“ Le tue amiche sono stupide come te!”

“ Se ti lascio rimarrai sola per tutta la vita!”

“ Tu non sei nessuno!”

Io non dico bugie, sei tu che immagini certe cose”

sono pronunciate al preciso scopo di farti dubitare di te stessa e di non farti avvertire le incongruenze e l’insanità di una relazione che ti sta letteralmente massacrando. Il tuo carnefice sta usando contro di te una crudele tecnica manipolatoria chiamata gaslighting.

 E’ una delle armi invisibili preferite dei manipolatori e violenti psicologici. E’ la forma di violenza psicologica più subdola, non lascia ferite sul corpo bensì lividi nell’anima. Il gaslighter può essere un partner, un familiare, un collega, un capo o un amico.

Il gaslighter è colui che altera la tua percezione della realtà, ti porta a credere che una menzogna sia la verità, che un episodio che ricordi perfettamente sia soltanto frutto della tua immaginazione, ti farà credere di non ricordare una cosa che in realtà non è mai successa, fino a farti credere di essere diventata pazza, tutto con l’unico vile obiettivo di distruggere la tua capacità di giudizio, sviluppare un’insicurezza di fondo e fare in modo che tu dipenda da lui; questa crudelissima strategia manipolatoria può causare conseguenze psicologiche anche gravi nella vittima.

Nel dettaglio,le diverse tecniche di gaslighting sono le seguenti:

Negazione: quando il narcisista maligno o psicopatico gaslighter rifiuta di ascoltare o fa finta di non capire ciò che dici.

 “Me lo hai già detto 100 volte, non voglio ascoltare questo di nuovo”.

 Contrapposizione: quando il gaslighter mette in dubbio i ricordi di situazioni ed eventi della vittima, anche quando la vittima ricorda ogni singolo dettaglio dell’accaduto.

“Non è così, non è vero! Tu non ricordi mai niente,stai perdendo colpi”

Blocco/Deviazione: quando il gaslighter cambia discorso e sposta l’attenzione su un argomento ben lontano da quello su cui si stava discutendo; quando il gaslighter mette in dubbio pensieri ed emozioni della vittima.

 “Queste idee folli te le ha suggerite (un amico, familiare, collega, ecc.)?”

“Te lo sarai immaginato!”

Banalizzazione: il gaslighter sminuisce le emozioni della vittima e banalizza i suoi bisogni emotivi.

“ Tu sei ipersensibile”

“Non ti arrabbierai di nuovo per cose di poco conto?”

sei molto suscettibile su questo argomento a causa dei tuoi irrisolti traumi infantili” (magari in caso di tradimenti)

 Dimenticanza/Rifiuto: il gaslighter fa finta di aver dimenticato fatti accaduti e/o nega di aver fatto determinate promesse alla vittima.

 “Questo l’hai inventato tu!”

“Io non so di cosa tu stia parlando”

Queste dinamiche disfunzionali diventano una spirale che condurrà la vittima al centro dell’inferno della depressione e confusione mentale.

Il gioco è fatto. Lo psicopatico e il narcisista perverso, in fase iniziale, finito il love bombing, userà sarcasmo e critiche raramente e “innocentemente” ma con il passare del tempo le critiche e svalutazioni diventeranno più crudeli e insistenti. Tuttavia, la preda, piegata dal gaslighting, spaventata dal trattamento del silenzio, che ha già ricevuto ( anche se per poche ore o giorni), resa timorosa dalla colpevolizzazione (“tu non mi ami, non mi capisci, se mi amassi faresti così…, non mi faresti pressione…, vestiresti così…ti occuperesti di più di me”) e non fidandosi più delle sue percezioni della realtà e della sua memoria, la vittima farà sempre più affidamento sul suo partner rafforzando così una spirale da cui non sarà facile uscirne.

 Per sottrarsi a questa violenza occorre rendersi conto che si è vittime della stessa, prestare attenzione ai campanelli di allarme, annotare le frasi sopra indicate e se si ripetono frequentemente valutare l’interruzione immediata della relazione e dei contatti ; come ogni tecnica disfunzionale adottata dal perverso, anche questa ripete uno schema fisso e questo è, per la vittima consapevole, un vantaggio.

Bisogna,inoltre, ripristinare la fiducia in se stessi anche se è stata duramente danneggiata. Ora che sei cosciente del fatto che si tratta di una strategia di manipolazione e che il problema non sei tu, le tue emozioni e la tua memoria, ogni volta che sei bersaglio di un attacco del gaslighter ricorda che è solo una tattica di abuso mentale.

Ricorda che le tue emozioni e i tuoi sentimenti sono validi e veri, che certe espressioni vengono usate dal gaslighter solo per ferirti, fidati della tua memoria, tu sei capace di ricordare ciò che è successo, ciò che hai visto e sentito perfettamente.

Secondo la Dott.ssa Robirn Stern i sintomi nelle vittime di gaslighting sono i seguenti:

  • Metti in dubbio te stessa costantemente
  • Chiedi a te stessa: “Forse sono io ad essere troppo sensibile?”- più volte al giorno
  • Ti senti spesso confusa e pazza
  • Ti scusi sempre con il tuo partner
  • Non riesci a capire perché non riesci ad essere felice
  • Cerchi spesso delle scuse per giustificare i comportamenti del tuo partner ad amici e familiari
  • Senti che qualcosa sia sbagliato, che c’è qualcosa che non va ma non sai bene di cosa si tratta
  • Cominci a mentire per evitare di essere svalutata e sminuita
  • Hai problemi nel prendere piccole decisioni
  • Senti che in passato eri una persona diversa- più sicura di te stessa, più felice, più risolutiva
  • Ti senti persa e infelice
  • Ti senti come se non riuscisse a fare niente di buono
  • Ti chiedi se sei una “buona” partner

Fidati di te. Fidati della tua memoria. Fidati delle tue sensazioni. Fidati delle tue intuizioni. Fidati del tuo dolore: se soffri è perché qualcuno ti sta facendo soffrire. Fidati delle tue ferite: se le hai è perché qualcuno ti sta ferendo. Fidati della tua rabbia: se ne hai è perché qualcuno ti sta facendo arrabbiare. Fidati della tua confusione: se ti senti confusa è perché qualcuno vuole confonderti.

Fidati di te stessa sempre.

Fidati di te stessa, maggiormente di quanto tu possa fidarti di qualcun altro.

 

 

Tutti i diritti sono riservati. E’ vietata qualsiasi riproduzione, utilizzazione, totale o parziale, dei contenuti inseriti nel presente blog, ivi inclusa la memorizzazione, riproduzione, diffusione e distribuzione dei contenuti stessi mediante qualsiasi piattaforma tecnologica, supporto o rete telematica, senza previa autorizzazione scritta da parte dell’autore Avv. Marina Marconato. I CONTENUTI DEL BLOG E DI OGNI ARTICOLO POSSONO ESSSERE CONDIVISI SOLO ED ESCLUSIVAMENTE CITANDONE L’AUTRICE E LINKANDO LA FONTE.