Lo psicopatico ed il mondo delle chat

Lo psicopatico o narcisista maligno è un illusionista. Sin da quando era piccolo, percependosi differente rispetto agli altri esseri umani, che gli apparivano come alieni, ha osservato ogni minima espressione facciale altrui, catalogandola nella propria mente come la corretta manifestazione corporea di una determinata emozione.

cyber-1957736__340

Un interminabile film in cui gli attori recitano parvenze di movimento

                                                                                                                                 M.M.

Lo psicopatico o narcisista maligno è un illusionista. Sin da quando era piccolo, percependosi differente rispetto agli altri esseri umani, che gli apparivano come alieni, ha osservato ogni minima espressione facciale altrui, catalogandola nella propria mente come la corretta manifestazione corporea di una determinata emozione. Ha osservato che, quando un coetaneo rompeva un giocattolo di un altro, provocandone il pianto, i suoi occhi si spalancavano ed il capo si chinava, le mascelle si serravano per la vergogna e la paura di una punizione, le labbra si stringevano per il dispiacere di aver fatto un danno che, se fosse stato fatto a lui, avrebbe comportato un dolore. Lo psicopatico ha imparato a riconoscere quelle istintive espressioni che noi tutti assumiamo di fronte ad un nostro atteggiamento sbagliato e che ci causano un timore delle conseguenze ed una emozione verso il danneggiato, di cui avvertiamo le sensazioni, poiché siamo dotati di quella straordinaria qualità tipicamente umana che si chiama empatia.

Parimenti, lo psicopatico ha osservato che la felicità si dipinge sul volto, gli occhi stessi sorridono, la bocca si apre, il capo va in su. Ha avuto modo di verificare che, in certi contesti, al contrario, la postura deve essere mesta, come si fa ad esempio ai funerali o quando si apprende una brutta notizia o si ascolta un racconto doloroso, ha imparato che in questi casi, gli umani si stringono con calore delicato le mani, si abbracciano, piangono, tendono a parlare con tono basso, non toccano argomenti divertenti che risulterebbero fuori luogo. Lo psicopatico ha osservato per anni tutto questo, lo ha catalogato,selezionato ed ha imparato ad imitarlo alla perfezione. Solitamente dotato di una brillante capacità cognitiva, privo di ogni interferenza emozionale che molto spesso crea confusione, lo psicopatico ha sviluppato anche brillanti capacità di leggere le necessità psicologiche degli altri anche se esse non appaiono evidenti a livello superficiale.

Queste caratteristiche sono fondamentali perché questo predatore spietato possa sopravvivere in mezzo a noi senza essere emarginato, isolato, rifiutato e possa realizzare i propri obiettivi.

La società contemporanea è profondamente mutata in molti ambiti: culturalmente, grazie ad una libertà di pensiero ed azione che decenni fa era impensabile; sessualmente, atteso il riconoscimento del diritto anche delle donne, almeno in molti Paesi, a vivere e praticare il sesso slegato dal sentimento e dal legame matrimoniale; a livello tecnologico, anche con l’avvento di una macchina sensazionale: internet. Questa rete informatica consente la comunicazione a livello mondiale in modo simultaneo, permette di conoscere ogni argomento, consente di raggiungere persone sconosciute in ogni angolo del pianeta, e dà, qualora si voglia, la facoltà di azionare uno, due o più vite parallele col semplice movimento delle dita.

Non è arduo comprendere quanto questa risorsa possa attrarre ogni tipologia di individuo ma soprattutto quanto costituisca un terreno di caccia straordinariamente ricco per gli psicopatici.

Sul web, non è una novità, circolano, accanto a persone normali e sane, millantatori, guru di ogni specie, sciocchi, malati di solitudine, perditempo, ma anche pedofili e cacciatori seriali di anime e corpi.

Il mondo virtuale, le chat, i social ed i frequentatissimi siti di incontro, sono il mondo ideale per uno psicopatico.

Innanzitutto, lo psicopatico si annoia facilmente ed odia investire troppe energie nel perseguire i propri obiettivi: egli vuole tutto e lo vuole facilmente ed è esattamente questo che offre il mondo virtuale, cioè la possibilità di starsene comodamente seduti, senza spreco di denaro e con un investimento di energie minimo mentre si catturano le prede. In un mare pescoso come il web, il narcisista maligno ha la possibilità di mantenere integra la propria facciata di marito o fidanzato ufficiale, se questo è nei suoi piani, pur coltivando decine di relazioni parallele a distanza con persone sempre nuove cui può far credere qualsiasi tipo di realtà.

L’illusionista può indossare qualsiasi maschera, proporsi ora vincente ed affermato, ora pulcino abbandonato, ora simpatico allegrone, ora tenebroso e timido a seconda della malcapitata al di là dello schermo e della web cam. Lo psicopatico nel mondo virtuale si realizza in pieno, si muove perfettamente, essendo lui stesso un meccanismo virtuale che si è auto prodotto attraverso l’imitazione degli umani. In modo veloce e senza alcun rischio di compromettere gli altri compartimenti della propria esistenza che ha interesse a tenere in piedi, può inondare la preda in cerca di amore romantico, spesso disperatamente sola e già sfracellata da altre relazioni, di messaggi teneri che promettono una storia strabiliante ed intrigante, può farla sentire unica e regina attraverso frasi che riutilizza grazie al tasto copia-incolla del pc così che lo trovate nelle chat di meetic e di whatsapp, di messenger e badoo contemporaneamente impegnato in tre, sei conversazioni praticamente identiche e, in ognuna di esse, recitare la parte dell’uomo coinvolto ed incuriosito, timoroso perché deluso in amore o trascinante e spiritoso, a seconda della partner-chat dall’altro capo della tastiera e di fare tutto ciò mentre, magari, si trova in casa della amante del mondo reale che lo crede sul punto di lasciare la moglie, la quale invece aspetta il terzo figlio.

Certamente, il mondo dei siti e dei social è colmo anche di tipologie umane meno distruttive, è colmo del banale traditore o del sessuomane innocuo, o del perditempo derelitto ma una folla piuttosto folta di narcisisti perversi si nasconde dietro ai profili dei vostri contatti virtuali.

Nel mondo virtuale, inoltre, il narcisista maligno può fare molto agevolmente ciò che gli è necessario ad un certo punto di ogni relazione: sparire. Egli con un semplice click rimuove il vostro profilo, vi blocca, scompare, getta la maschera trattandovi come se non foste mai esistite (e difatti è proprio così) anche se il giorno prima vi faceva intravedere scenari da confetti e da amore tempestoso ed unico.

Lo sfruttamento sessuale infine è facilitato poiché le prede sono appositamente iscritte per cercare un partner, sono in vetrina, con foto a volte tristemente sexy o, nel caso in cui siano pescate dai social, si comprende che sono in cerca di amore e compagnia avendo abboccato velocemente. Inoltre, le perversioni sessuali possono essere manifestate subito poichè nel mondo virtuale tutto è veloce, si dice ti amo a persone con cui ci si scrive da pochissimo, si chiedono foto erotiche, di nudo, messaggi vocali spinti ( poi spesso messi in circolazione su altre piattaforme virtuali all’insaputa della preda)

L’abbondanza di elementi umani che espongono titoli di studio, professioni, stato di famiglia, inoltre, consentono anche di intercettare una preda giusta per spillare denaro e trovare una casa, pagare i debiti qualora questo fosse il suo intento.

Lo psicopatico avrà anche modo di insultare ed umiliare la partner, quando deciderà di scartarla, rinfacciandogli il fatto che era iscritta ai siti di incontro, fingendo di ritenerla dopo tutto una donna facile di cui non ci si possa fidare.

Anche i ritorni ciclici sono più semplici giacchè nel mondo virtuale si sa bene che a volte si scompare poi si riappare e così tutto sembra normale.

Può accadere che lo psicopatico riversi sui rapporti delle chat ogni forma di violenza psicologica e verbale o sessuale mentre appare a casa come il padre modello e marito invidiabile oppure l’esatto contrario, ossia può picchiare la moglie o maltrattarla moralmente e giocare all’uomo perbene in cerca di conforto ed affetto sul web, tanto che potrebbe scomparire dalla vostra vita prima che abbiate potuto scoprire qual’era il vero volto del vostro chat-man.

Bisogna che ognuno, però, si renda conto che il mondo virtuale non è il mondo reale, bisogna capire che il linguaggio virtuale è diverso dal reale, che si usano appellativi, tenerezze, che si esprimono emozioni che tuttavia non sono reali o meglio, lo sono in quell’istante in cui sono pronunciate; bisogna capire che sui siti ci sono uomini che giocano o che catturano prede e che non lo fanno come ve lo aspettate voi, lo fanno travestiti da agnelli, lo fanno recitando per bene, sembrando veri. E’ necessario che si acquisisca la conoscenza circa il linguaggio e le relazioni nate e vissute via chat e che non si confonda realtà e virtualità, così come è fondamentale essere consapevoli del fatto che avrete ottime possibilità di trovare un disturbato al di là dello schermo.

Una relazione autentica, sia di natura sentimentale che sessuale, si poggia su basi universalmente date: interesse ad incontrarsi, a guardarsi, a conoscersi di persona. Questa base si deve arricchire poi di altri irrinunciabili requisiti: coerenza tra parole e azioni, rispetto assoluto, assenza di ambiguità e queste caratteristiche non dovete aspettarvele dal chat-man ma dovete imporle voi a voi stesse onde evitare di cadere in relazioni insane o pericolose o semplicemente deludenti.

Sappiate, infine, che le grandi distanze di per sé costituiscono un rischio, poiché soggetti violenti o traditori seriali possono più agevolmente ingannare le prede e districarsi con facilità in storie varie mentre sono sul punto di convolare a nozze.

Abbiate anche rispetto e cautela verso voi stesse, evitate di comporre il vostro profilo con foto, postura e frasi da sex-symbol o fingendo una disinvoltura relazionale quando in realtà sapete bene che avete il cuore a pezzi o siete in cerca di amore e conforto perché così facendo attirerete predatori e soggetti senza scrupoli.

Viviamo, purtroppo, nell’era dell’immagine, allora imparate a far buon uso della vostra e sappiate che le immagini sono proiezioni non sempre di verità ma di una verità costruita a tavolino che si decide di trasmettere all’esterno per raggiungere obiettivi precisi.

In nessun rapporto confondete realtà e fantasia, finzione e autenticità, non vi accanite nel vedere a tutti i costi ciò di cui avete bisogno o scambierete qualsiasi disturbato per il principe azzurro.

Tutti i diritti sono riservati. E’ vietata qualsiasi riproduzione, utilizzazione, totale o parziale, dei contenuti inseriti nel presente blog, ivi inclusa la memorizzazione, riproduzione, diffusione e distribuzione dei contenuti stessi mediante qualsiasi piattaforma tecnologica, supporto o rete telematica, senza previa autorizzazione scritta da parte dell’autore Avv. Marina Marconato. I CONTENUTI DEL BLOG E DI OGNI ARTICOLO POSSONO ESSSERE CONDIVISI SOLO ED ESCLUSIVAMENTE CITANDONE L’AUTRICE E LINKANDO LA FONTE.

 

La dissonanza cognitiva della vittima dello psicopatico e del narcisista patologico

Rinnegherà ogni istante, ogni parola, ogni ridicolo sospiro. Vedrà il misero, il deturpatore dietro il benevolo sorriso . M.M.

Il meccanismo della dissonanza cognitiva viene azionato quale strumento di difesa psicologico qualora abbiamo a che fare con due pensieri che si contraddicono l’uno con l’altro. La contraddizione nella quale versiamo è risolta attraverso errori sistematici.

 

image

Rinnegherà ogni istante, ogni parola, ogni ridicolo sospiro. Vedrà il misero, il deturpatore dietro il benevolo sorriso . M.M.

Il meccanismo della dissonanza cognitiva viene azionato quale strumento di difesa psicologico qualora abbiamo a che fare con due pensieri che si contraddicono l’uno con l’altro. La contraddizione nella quale versiamo è risolta attraverso errori sistematici.

Nel 1959, alcuni studenti universitari vennero sottoposti ad un esperimento di cui ignoravano la reale finalità. Fu chiesto loro di svolgere un compito estremamente noioso e ripetitivo per circa un’ora ( spostare barattoli verso sinistra). Al termine della prova, lo sperimentatore chiedeva a ciascuno dei partecipanti di aiutarlo col successivo studente nella presentazione dell’esperimento, dietro pagamento di un compenso, poiché il suo collega aveva avuto un imprevisto e non si era potuto recare presso il laboratorio. Pur ritenendo, ovviamente, noioso l’esperimento e nonostante non avessero attitudine a mentire, gli studenti via via accettavano l’incarico di esser pagati e di dover prospettare l’esperimento come interessante. Però, non essendo i tipi di persona che andavano a mentire con disinvoltura, come risolsero la visualizzazione di se stessi come persone oneste e allo stesso modo, come mentitori nei confronti del prossimo?

Al fine di superare il disagio e la tensione, la loro mente risolse la dissonanza cognitiva facendo ritenere che in realtà il lavoro noioso svolto, dopo tutto fosse interessante, tanto più che lo stesso sperimentatore asseriva che lo fosse.

La vittima di abuso da parte di un manipolatore relazionale, in particolare, da parte del narcisista patologico e dello psicopatico, attraversa la dissonanza cognitiva e questo meccanismo può portare a conseguenze molto gravi.

In una prima fase, il rapporto con il perverso sembrava meraviglioso e promettente, il partner pareva capire a fondo la vittima, sapeva farla sentire al sicuro, desiderata, amata e le preannunciava un futuro radioso. Le attenzioni si moltiplicavano, i messaggi si susseguivano, i ti amo erano frequenti e riempivano ogni più piccola fessura emotiva della preda ignara di venire  ingrassata da questa messinscena per poter poi essere spolpata e distrutta. Tuttavia, la maschera dello psicopatico e del narcisista maligno sono destinate a sgretolarsi nel tempo e da ogni pezzo che cade si intravede un mondo diverso, opposto a quello disegnato ad arte dal carnefice. La vittima non scoprirà una bugia ma mille menzogne, non accerterà un flirt ma relazioni parallele durate anni o una lunga serie di donne e storie, reali e virtuali, vissute alle sue spalle.

La vittima, con orrore, vedrà profili social falsi, iscrizioni a siti d’incontro o hard, leggerà sms o mail in cui parole d’amore o di gelosia identici a quelli ricevuti da lei, sono stati indirizzati ad altre.

Ma il tormento peggiore sarà quello di verificare che le battute di scherno che apparentemente sembravano buttate là quasi per gioco ” ti sei un pò ingrassata“, e “perchè non cambi modo di vestire“, ” non sai organizzare bene la casa“, ” che schifo questa minestra”, ” hai avuto troppi uomini”, non erano un gioco, non era un modo semplicemente rude di rivolgersi a lei; la vittima capirà che le scenate di gelosie ed i successivi silenzi erano una scusa per andare dalle altre o erano uno strumento di tortura morale o entrambe le cose insieme.

D’altra parte, lo psicopatico ed il narcisista maligno col trascorrere del tempo non hanno lo stesso interesse della prima fase a tenere la maschera, anzi spesso, stanchi della preda, la feriranno e tradiranno apertamente, divertendosi a vederla rantolare: questo predatore sociale proverà un estremo gusto a vedere trasformata quella persona un tempo dolce ed amorevole, ingenua ed empatica, in una larva sovente isterica, ossessiva, grigia e, a volte, malaticcia e la indurrà al suicidio, alla follia o all’allontanamento forzato.

Cosa ha davanti la preda a questo punto? Un mostro. Gli articoli sul web, i libri, i video di esperti diventano per lei (o lui ovviamente) ancore di salvezza, lanterne che vanno ad illuminare una relazione da tempo incomprensibile, dolorosa, ingiusta.

Il profilo delineato dagli esperti combacia quasi perfettamente al proprio partner, il confronto con le esperienze delle altre vittime è devastante poichè si ravvisano le medesime modalità, frasi, atteggiamenti. “E’ lui” ripete la vittima a se stessa, incredula.

Lo shock è forte, insopportabile. Si sta scoprendo non un amore ormai terminato, non una qualche menzogna, non un tradimento, non un uomo immaturo, ma un mostro, che un giorno giura amore eterno ed il giorno dopo scompare nel nulla; una persona che grida, insulta, umilia chi lo ama, colpisce chi sa bene ( perchè lo sa bene) essere ormai allo stremo.

A questo punto, vi è uno sdoppiamento, fa il suo ingresso, nella psiche affranta della preda, la dissonanza cognitiva.

Inizia una lotta sanguinosa interiore che porterà a conseguenze disastrose . I pensieri della vittima saranno tutti altalenanti e questo farà il vantaggio del carnefice che assisterà alla lenta autodisintegrazione della preda. La vittima, non appena legge cosa siano i narcisisti perversi e cosa facciano, si rassicura ” bene, è lui, devo allontanarmi. Ce la farò” . Tuttavia, basta un mieloso messaggio del carnefice o un insulto mirato verso le fragilità o insicurezze della partner, che lui conosce bene da tempo, o il protrarsi del suo silenzio o il vedere una sua foto felice con la nuova preda per far cadere la vittima nella dissonanza cognitiva. La dissonanza cognitiva  la porterà a desiderarlo di nuovo, la porterà a dimenticare il male subito ed a convincersi che se farà la brava lui tornerà ad essere come era all’inizio.

Avrete questi pensieri :

  • lui/ lei non è così; ha sofferto durante l’infanzia, io lo guarirò.
  • lui/lei con il nuovo partner è diverso, non è uno psicopatico, agiva così perchè non mi amava  e non mi amava perchè io non valgo nulla
  • non ho saputo capirlo/a , se solo avessi accettato il suo modo di amarmi staremmo insieme
  • una buona psicoterapia può cambiarlo
  • i suoi flirt sono solo virtuali , lui mi ama
  • io non sono capace di fare le cose, lui/lei aveva ragione , per questo se ne è andato
  • sono io che immaginavo le cose, sono io che non so avere una relazione
  • sono pazza/o, malata/o, instabile, traumatizzata da problemi infantili
  • l’ho soffocato con la mia gelosia ridicola
  • l’ho accusato di cose assurde
  • potevo sopportare, in fondo nessuno è perfetto

La scissione interna provocherà disturbi alimentari, disturbi del sonno, depressione, pensieri ossessivi ed impedirà a lungo di attuare un fermo contattozero con il manipolatore sadico. La dissonanza cognitiva impedirà  soprattutto la accettazione della verità :il proprio partner è uno psicopatico o un narcisista perverso, affetto da uno dei più gravi disturbi della personalità esistenti e che è incurabile.  Accettare la verità, accettare che nulla di ciò che si è vissuto con lui era autentico, accettare che non si è mai stati amati né rispettati, né che mai vi sia stata sincerità, accettare che i suoi pianti erano falsi, i ti amo falsi, i perdonami falsi, porta ad un dolore devastante, ma è la verità. Accettare che sarà così con ogni futura donna, amico, collega, figlio, parente  è la verità; accettare che, se adotterà modalità diverse con qualcuno , lo farà per un tempo limitato ed uno scopo preciso è accettare la verità. Accettare che non è colpa vostra, che non siete sbagliate, accettare che, insicurezze, fragilità, problemi a parte, voi avete il dono di saper dare ed amare e lui no, accettare che nessuno ha il diritto di farvi soffrire per inganno o violenza psicologica e che non siete onnipotenti e non lo trasformerete in una persona sana e non riuscirete a farvi amare è rifiutare la dissonanza cognitiva che, altrimenti, vi porterà mille e mille volte tra le braccia del carnefice che si divertirà a ridurvi a brandelli o, nel caso in cui fosse scomparso definitivamente, vi farà  rimanere incollate a terra, nel punto esatto in cui il narcisista perverso o lo psicopatico, cioè il mostro-meccanismo- empatia -zero negativo  ha voluto lasciarvi.

Quando  entra in gioco la dissonanza cognitiva, dimentichiamo come stanno le cose realmente e le sostituiamo con teorie, credenze e  ricordi che più si adattano per evitarci il dolore.

Essere consapevoli di dove può portarci la dissonanza cognitiva, ci aiuta a evitare alcune conseguenze disastrose. Credere alle nostre bugie in alcuni casi può essere molto pericoloso, tanto quanto lo è l’aver creduto a quelle che lo psicopatico raccontava.

La verità rende liberi.

 

Tutti i diritti sono riservati. E’ vietata qualsiasi riproduzione, utilizzazione, totale o parziale, dei contenuti inseriti nel presente blog, ivi inclusa la memorizzazione, riproduzione, diffusione e distribuzione dei contenuti stessi mediante qualsiasi piattaforma tecnologica, supporto o rete telematica, senza previa autorizzazione scritta da parte dell’autore Avv. Marina Marconato. I CONTENUTI DEL BLOG E DI OGNI ARTICOLO POSSONO ESSSERE CONDIVISI SOLO ED ESCLUSIVAMENTE CITANDONE L’AUTRICE E LINKANDO LA FONTE.

 

 

I ritorni del narcisista patologico e dello psicopatico

Il narcisista patologico e lo psicopatico tornano sempre dalla vittima? Questo interrogativo è chiuso nel cuore di prede abbandonate con violenza improvvisa o indotte ad interrompere la relazione ed i contatti perchè ridotte allo stremo.

image

 

Rimase immobile ad ascoltare il silenzio mentre maschere buffe comparivano da quel nulla a raccontar un amore malato.    M.M.

 

Il narcisista patologico e lo psicopatico tornano sempre dalla vittima? Questo interrogativo è chiuso nel cuore di prede abbandonate con violenza improvvisa o indotte ad interrompere la relazione ed i contatti perchè ridotte allo stremo.

La risposta è NO, il narcisista perverso e lo psicopatico non tornano sempre. Ogni ritorno ha come mortifero presupposto il SILENZIO, arma subdola e dolorosa che esamineremo in futuro, meritando una disamina specifica.

Il narcisista patologico (o maligno più correttamente) e lo psicopatico considerano gli altri esseri umani come meri oggetti da dominare e controllare. Il controllo e la dominazione sono ottenuti attraverso una iniziale fase di recitata amorevolezza, attenzione e falsa passionalità in modo da sollecitare, in futuro, la vittima ad accettare e sopportare la violenza morale e a volte fisica che subirà, nel vano e distruttivo tentativo di ripristinare il clima favoloso creato ad arte dal carnefice i primi tempi. Le dinamiche della relazione ben presto saranno tese alla distruzione della preda e, quindi, allo scarto finale, agito o indotto dal comportamento via via più intollerabile del perverso. Il narcisista maligno e lo psicopatico, come sappiamo, non hanno coscienza nè rimorso, non hanno memoria, non nutrono alcun attaccamento nei confronti dei loro oggetti, siano essi figli, amanti, coniugi, amici o colleghi. Il ciclo della idealizzazione-svalutazione-scarto è fisso e si ripete di continuo. Tuttavia, proprio come gli esseri umani sani reputano alcuni dei loro oggetti più utili rispetto ad altri, proprio come alcuni di essi sfuggono alle mode del momento, ed altri invece durano una sola stagione, come alcuni sono conservati per sempre nell’armadio o  sulla mensola e mai più utilizzati e vengono riesumati di tanto in tanto, fatti scorrere tra le mani, guardati per qualche minuto e di nuovo dimenticati nel loro ripostiglio, altri, invece, benchè siano stati ampiamente maneggiati per qualche tempo (tanto magari da logorarne le fattezze, si pensi ad un bel paio di scarpe o una borsa o una simpatica maglietta), non verrano mai più usati e saranno gettati via, cosi il narcisista patologico e lo psicopatico si comportano con i loro oggetti umani.

Purtroppo, questo è esattamente ciò che avviene alla vittima. I predatori, a causa di anomalie cerebrali, (danni alla amigdala, alla corteccia prefrontale, all’ippocampo, come attestano i più recenti studi)  che si ritiene a volte esplodano in presenza di fattori ambientali avversi  (clima ostile nell’infanzia, abusi morali o fisici ecc.),  non hanno capacità affettiva, non provano emozioni autentiche e profonde, non temono le conseguenze delle azioni deprecabili che compiono e non hanno limiti etici che possano guidarli nel raggiungimento dei loro scopi. Per tali ragioni, i perversi non sono in grado di stabilire relazioni che tengano conto degli altri come esseri umani: questi ultimi, per uno psicopatico, sono l’equivalente di un paio di pantaloni.

Naturalmente, un narcisista maligno o uno psicopatico può avere come obiettivo quello di avere una famiglia di facciata così l’oggetto-moglie (o marito) e l’oggetto- figli saranno conservati molto a lungo o per sempre; ma ciò non deve ingannare: uno psicopatico è psicopatico con tutti ed a loro, gli oggetti fissi, riserverà violenza, manipolazione, inganno, insulti, falsità, denigrazione, tradimenti, distruzione, anche per tutta la vita. Accanto alle vittime di serie A ( figli e partner ufficiali), vi è l’harem delle altre prede ( amanti, amiche, colleghi, familiari) ossia una serie variegata di marionette, ciascuna con un ruolo determinato, che costituisce il complesso delle vittime di serie inferiore B, C, D, E, F ecc..

Generalmente, più una preda è in basso nella scala ( insomma più l’oggetto umano è ritenuto poco valido ed utile) maggiormente manifesti saranno i maltrattamenti e disumani gli scarti. Difatti, la vittima di serie A, finchè rimane di serie A, sarà maltrattata aspramente ma alle fasi distruttive si alterneranno momenti di dolcezza, falso pentimento, promesse mai mantenute al fine di trattenerla. D’altra parte, anche noi esseri umani sani di tanto in tanto facciamo manutenzione agli oggetti che riteniamo debbano durare più a lungo (revisione auto, cambio olio, freni ecc.).

Ed i famigerati ritorni del carnefice come si collocano in questa scacchiera di morte?

Il narcisista patologico e lo psicopatico devono controllare i loro oggetti umani, detestano che essi si ribellino, detestano che siano felici altrove ma soprattutto detestano che tutto questo avvenga se non sono stati loro a decidere di eliminarli e gettarli tra la spazzatura ( o provocando appositamente la rottura da parte della vittima attraverso il rinforzo di violenza e tradimenti o  facendolo in prima persona V. articolo Lo scarto dello psicopatico e del narcisista patologico in questo blog).

Il numero dei ritorni e la modalita’ sono proporzionali alla posizione della vittima nella scala del perverso e al grado di distruzione raggiunto dalla preda (i carnefici preferiscono scomparire del tutto solo quando l’opera di disintegrazione psichica sia terminata), oltre che, naturalmente, dalla appetibilità delle nuove prede.

Il ritorno presuppone una scomparsa. La scomparsa momentanea assolve a due funzioni: serve al narcisista maligno ed allo psicopatico per potersi trastullare con altri oggetti umani nuovi o ripescati ed anche per determinare asservimento, disperazione, ansia, sospensione ed attesa nella vittima che, con assoluta certezza, accoglierà più e più volte il predatore a braccia aperte.

Ma questo gioco perverso non dura all’ infinito: arriva il giorno in cui il manipolatore che ci sta distruggendo non farà più ritorno. Lo attenderete, certe che il balletto solito preveda il suo riavvicinamento, eppure egli non tornerà.

La vittima, se inizialmente, prova sollievo dall’allontanamento di una persona che semina tensioni e dolore, col trascorrere dei giorni si pone in attesa più o meno consapevole. In qualche modo è forte dei precedenti ritorni del narcisista, in qualche modo è stata corrotta dalle parole vacue che le sono state dette, è prigioniera dei melliflui ” ti amo”, dei ” sei mia/mio”, è stordita dalle emozioni burrascose del rapporto che le hanno fatto credere, nonostante tutto, nonostante le accanite letture sulla psicopatia, sul narcisismo maligno, nonostante le bugie e le violenze, le sparizioni e la sofferenza patita, che la relazione non può davvero terminare.

Fra l’altro, le prede che hanno ascoltato le storie di altre vittime e che hanno letto libri o articoli degli esperti, hanno appurato che questa tipologia di carnefice torna sempre e quindi esse si pongono in trepidante attesa. Niente di più sbagliato. Se è vero che i narcisisti tendono per qualche tempo a farsi sentire, ad inviare sms o mail tanto per mantenere in stato di asservimento la vittima, se è vero, inoltre, che molti tornano e, qualora notino un allontanamento dell’ex partner, possono arrivare a piangere, giurare amore eterno, minacciare il suicidio, inventarsi malattie gravi, è parimenti certo che altri non lo fanno e scompaiono nel nulla. Ma attenzione: anche chi tra i narcisisti patologici mette in scena il copione dell’innamorato pentito scomparirà’ nel nulla da un giorno ad un altro. Sappiate che tutto è stato pianificato son dall’inizio, sappiate che quelle volte in cui scompariva lasciandovi nella disperazione e poi improvvisamente compariva di nuovo come se nulla fosse accaduto, sappiate che quei mediocri, stitici gesti gettati la’ di tanto in tanto attraverso i social, un like ad un post, un messaggio apparentemente banale, intriso di “come stai? Spero bene” o di  “sappi che non ho mai voluto farti del male“, sono configurabili come ritorni- non ritorni, sono il mangime per uccellini e servono per iniettare veleno ed indurvi a credere che vi stia pensando, che sia legato a voi. Nulla di più errato. E’ una precisa strategia manipolatoria, adottata in serie, tesa a tenervi inchiodate al suo carro, trascinate nel nulla.

Strategia perversa sono i primi ritorni, quando ce ne sono, e strategia perversa l’ultimo, il non ritorno finale, quello più pericoloso per la vostra vita.
Sappiate che ogni ritorno e’ falso, il narcisista sa che è transitorio, e’ consapevole che vi sta ingannando mentre vi dice “ non ci lasceremo più ” perché già sta architettando la prossima fuga; e’ conscio di mentire per sfidare se stesso e gloriarsi della sua capacità di farvi capitolare dopo tutti i soprusi solo con due paroline. Strategia.
Non fate il confronto con altre vittime, sentendo di non contare nulla perché da loro torna e da voi no, a loro scrive a voi no, perché tutte le prede degli psicopatici e dei narcisisti perversi sono destinate ad essere distrutte o gettate via e più tardi accade più devastanti saranno i danni psichici ed emotivi riportati.
E non attendete il ritorno. Il tempo scorre via ed ogni istante trascorso ad ascoltare il tic tac dell’orologio rappresenta un inno alla sua crudeltà ed una celebrazione della vostra morte. Non rimanete sospese ad aspettare un cenno o ad esaminarlo se vi viene dato.

L’ultimo dei colpi di coda del predatore è la scomparsa finale, quasi a sorpresa, l’effetto taglio chirurgico del partner, il quale è destinato, se non compie un serio percorso di rinascita e guarigione, a rimanere in stato di shock e sospensione.

I pensieri sono la’ spalmati, incollati al carnefice; percorrono le vie impervie delle conversazioni malate, si incastrano nel groviglio dei “ perché ” senza risposta , si fanno ansiosi nelle attese vane, si colorano nei ricordi di quelle rappresentazioni teatrali che mimavano il suo amore, volano alto nel riflettere sulle illusioni create ad arte, sulle lacrime di falso pentimento , sui “ ti amo” o ” non ti dimenticherò “ che altro non sono che AMI lanciati nel vostro cervello perché rimaniate in perenne attesa, sospesi .
La sospensione. Cercano la sospensione della vita altrui. Rimanere sospesi vuol dire morire lentamente poiché la vita non può sospendersi, non può fermarsi. Un fiore ha un ciclo che non si arresta mai , se si ferma muore .
Al centro di innumerevoli vittime appese ai fili del nulla, vittime sospese nel vuoto, nell’attesa del ritorno o nel rimpianto dell’amore, o nel terrore del futuro o nel ghiaccio dei ricordi, al centro di tutto questo c’è il carnefice narcisista perverso che si guarda intorno compiaciuto ed accresce sempre più la folta schiera di anime distrutte.
Tagliate i fili, cadete a terra, anche se la caduta farà male, sappiate che vi sveglierà e riprenderete il battito vitale.

 

Tutti i diritti sono riservati. E’ vietata qualsiasi riproduzione, utilizzazione, totale o parziale, dei contenuti inseriti nel presente blog, ivi inclusa la memorizzazione, riproduzione, diffusione e distribuzione dei contenuti stessi mediante qualsiasi piattaforma tecnologica, supporto o rete telematica, senza previa autorizzazione scritta da parte dell’autore Avv. Marina Marconato. I CONTENUTI DEL BLOG E DI OGNI ARTICOLO POSSONO ESSSERE CONDIVISI SOLO ED ESCLUSIVAMENTE CITANDONE L’AUTRICE E LINKANDO LA FONTE.

Non guardate il profilo social dello psicopatico o del narcisista perverso

La vittima di una relazione con uno psicopatico o con un narcisista patologico sviluppa violenti sintomi della dipendenza affettiva e molto frequentemente un trauma generato dalla relazione con loro . Il tempo e’ fondamentale perché avvenga una riprogrammazione interiore

woman ansia

                       PIOVE. IO STO QUI ALLA FINESTRA A GUARDARE UN RICORDO.

                                                                                                                                        M.M.

La vittima di una relazione con uno psicopatico o con un narcisista patologico sviluppa violenti sintomi della dipendenza affettiva e molto frequentemente un trauma generato dalla relazione con loro . Il tempo e’ fondamentale perché avvenga una riprogrammazione interiore e di vita . Il primo passo però è’ trovare la forza di attuare un no CONTACT totale che conduce lontano dal veleno e dalla manipolazione, altrimenti la vittima rimane agganciata e rischia di lottare contro i mulini a vento , rischia di agitare le ali come una farfalla che tenta di volare ma rimane impigliata nella stessa rete che l’ha catturata. Il dolore e gli attacchi di ansia insonnia incubi pensieri ossessivi sono crisi di astinenza veri e propri e non possono essere eliminati ma possono e devono essere attraversati e vissuti e si attenuano con passare delle settimane . In due o tre mesi circa c’è un abbassamento sensibile di questi sintomi purché il no CONTACT sia mantenuto .
State attenti però’ alle trappole. La tecnologia ed i social , utili come ogni forma di progresso, se ben utilizzata, nel caso di chiusura di una relazione e, soprattutto, di una relazione disfunzionale, sono pericolosi.  Quando una storia tra due persone che si sono scambiate qualcosa di autentico finisce, c’è condivisione, comunque, del lutto, c’è  lentezza nel salutarsi , c’è, anche da parte di chi non dovesse amare più, un affetto che si sostituisce all’amore, ci sono ricordi belli condivisi, esiste un passato autentico. E, quindi, c’è l ‘andar via graduale , sofferto e reale tristezza.
Con gli psicopatici o gli narcisisti perversi non avviene nulla di tutto questo, a parte una maschera che cade ed il castello di carte che crolla. Si verificano sparizioni improvvise, alibi insostenibili, colpevolizzazioni della vittima a dir poco fantasiosi, c’è una sostituzione simultanea, e soprattutto c’è l’indifferenza totale che il partner percepisce : si chiama annullamento. Soltanto chi è anaffettivo, come gli psicopatici ed i narcisisti maligni, può passare nel giro di pochi giorni, a volte di poche  ore, dal ” ti amo ” al ” non esisti più” ed è questo, più che la fine in sè della relazione, a devastare, semplicemente tale disumana modalità devasta.
Così, chi ha amato non vuole e non può accettare il disastro e si ostina ad inseguire il volto del manipolatore attraverso una foto, si ostina a studiare analizzare vivisezionare ogni post, accesso o non accesso al famigerato whatsapp o Facebook o altra diavoleria.Si incarta, si spreme, si tortura, osservando la vita altrui che prosegue.
Ai tempi dei nostri nonni, se accadeva che chi amavi ti aveva ingannato ed abbandonato, oltre che piangere capire e chiudere, non potevi fare.Ai tempi dei nonni  un addio durava un orribile istante, poi si viveva il lutto  con esso un nuovo ciclo .
Ora, un addio dura mesi , anni .
Tempo e vita regalata al nulla.

Staccate i contatti se volete iniziare a rinascere e combattete la pulsione malata e dannosa di spiare lo psicopatico e il narcisista perverso o le sue donne. Cessate di leggere i suoi post, vedendo in essi messaggi subliminali per voi.Potreste vedere ciò che non esiste o, a volte,leggere davvero messaggi nascosti per voi che tuttavia non significano amore pentimento rimpianto ma solo il continuum di quella modalità perversa di volervi tenere agganciati alla speranza di un sentimento che non è mai esistito ed una relazione sana ed appagante che non esisterà mai. A ben vedere, il partner abusato non riesce ad accettare che lo psicopatico sia felice altrove, non accetta che egli non paghi un prezzo e non vuole essere sostituito. E voi tornate al buio. Avviene così. La mente dice ” è lui , lui è così, non c’è speranza, e’ pericoloso,  mi fa del male “, ma gli occhi si aprono solo un attimo poi di nuovo si chiudono. La voglia di lui diventa insostenibile, quello delineato nei profili degli esperti e’ lontano, il vostro lui invece no, ne rammentate il sorriso, il tocco e sentite irrefrenabile il richiamo . E lui lo sa. In fondo, vi ha ipnotizzato, vi ha ” riprogrammato “, e vi ha scelto perché sapeva di poterci riuscire, siete una sua creatura, una sua creazione. Non ci sarà psichiatra al mondo, farmaco al mondo, amore per i figli ( se ne avete ) che potrà portarvi in salvo se non la decisione ferma, irremovibile, di dire basta. E di salvarvi . Perché lui tenderà ad uccidervi se non nel corpo, nella mente. Vi tiene in pugno da lontano, col silenzio , ostentando serenità , forza , nuovi amori , insomma recitando l’ultimo dei suoi ruoli . Voi non sapete vedere che lui è solo un misero meccanismo che recita un copione sempre identico. Voi non sapete che, se resistete e non chiamerete e non guarderete , presto sarete almeno fuori dal labirinto e dall’ipnosi. L’ultimo suo inganno e ‘ questo : farvi credere che non ce la farete . Farvi percepire un dolore immenso, una ansia immensa che ritenete di non poter superare . È’ solo uno dei suoi inganni .
Credeteci

Ci sono dei momenti terribili che la vittima di un narcisista maligno o di uno psicopatico vive in modo particolarmente difficile; uno dei questi è il week-end.

I WEEK END della vittima nella relazione disfunzionale rappresentano un momento molto spesso tremendo. C’è  più tempo per pensare, per rimuginare e non si e’ costretti a fare uno sforzo e fingere che tutto sia a posto. Così, che ci sia la pioggia o il sole, la vittima se ne sta seduta su una sedia, su una  panchina del portico o su un divano, le braccia abbandonate lungo il corpo stanco, lo sguardo fisso davanti al nulla. E le ore le passano addosso . Non la scuotono i raggi del sole o il fragore dei lampi ne’ il vociare dei bambini. Non vuole e non riesce a partecipare alla vita. Altre volte , invece , cammina su e giù per le stanze , pensieri ricorrenti si affollavano e si spingono fra loro , sono rumorosi , ognuno rivendica il diritto di parlare più degli altri e la testa rimbomba senza sosta .La vittima averte come un fiume incandescente attraversarla tutta , lo si può chiamare Ansia. Ansia arriva improvvisamente, non ha  rispetto per la notte o il giorno, non importa se si stia  mangiando o lavorando oppure facendo la fila in banca. Ma durante il week-end, Ansia e’ sempre vicino, segue la vittima dello psicopatico ovunque, e’ diventato la sua ombra ed il suo riflesso, tanto che evita sempre più spesso di guardarsi allo specchio per timore di vederlo la’, al posto della sua immagine. Eppure, ella ricorda seppur vagamente che, molto tempo prima, prima che lo psicopatico o il narcisista maligno entrassero nella sua vita, i fine settimana erano sereni, ricorda che le piaceva oziare, fare un lungo bagno profumato o andare a passeggiare, ricorda che la sua mente era stata libera, i pensieri lineari e distesi e che il suo corpo, prima di allora, non si era mai buttato su quella panchina. Passano  mesi e mesi e mesi, ed ella osserva la v,ita passarle  davanti agli occhi come fosse una pellicola di un film che non ha più  interesse a guardare .
Poi, scatta qualcosa. Poi, un pensiero alza la voce, fa ammutolire tutti gli altri pensieri scoordinati ed urlanti e dice “basta così “.
Non è  cambiato nulla all’esterno, ma tutto invece, sta iniziando a cambiare all’interno.
I week-end non la trovano più impreparata e non teme la tentazione di tornare sulla panchina o l’assalto sgradito di Ansia, individua cosa sia necessario fare. Sceglie la vita. Opta all’inizio per cose che hanno a che fare con la manualità e che distraggano la mente stanca.  Si inventa giardiniera ( può non sopravvivere una pianta, ma si accetta la sconfitta ), e pittrice , inizia a decorare bottiglie e programma passeggiate, commissioni, letture, film. Insomma non un’ora viene più lasciata al caso .
Funziona. Oggi non ha più bisogno di fare alcun programma e davanti ai suoi occhi non passa più quella pellicola. Oggi lei e’ una dei protagonisti di quel film che proietta la sua vita, coprotagonista anzi , unitamente a tutti coloro che ama  e che la amano .
Non spaventatevi delle ore in cui sarete soli, ma trovate il vostro sistema perché questo tempo non vi inghiotta.
Aprite quegli occhi, svegliatevi, resistete, cercate aiuto. E sarete in salvo in meno tempo di quanto potete ora immaginare. E sarete una ex vittima .
Sarete di nuovo persone libere .

E non  vergognatevi mai dell’amore che avete dato e non vergognatevi delle sciocchezze che avete fatto.
Cominciate a ristabilire un ordine vero : vada la vergogna da chi dovrebbe averne e la gentilezza a chi ha diritto di riceverne : voi .

 

Tutti i diritti sono riservati. E’ vietata qualsiasi riproduzione, utilizzazione, totale o parziale, dei contenuti inseriti nel presente blog, ivi inclusa la memorizzazione, riproduzione, diffusione e distribuzione dei contenuti stessi mediante qualsiasi piattaforma tecnologica, supporto o rete telematica, senza previa autorizzazione scritta da parte dell’autore Avv. Marina Marconato. I CONTENUTI DEL BLOG E DI OGNI ARTICOLO POSSONO ESSSERE CONDIVISI SOLO ED ESCLUSIVAMENTE CITANDONE L’AUTRICE E LINKANDO LA FONTE.

 

Un narcisista perverso si confessa:”sono un buco nero”

Il narcisista perverso o lo psicopatico e’ cosciente delle proprie azioni ? sa di fare del male a chi lo ama ? E’ consapevole di operare una distruzione sistematica della emotività dell’altro ? Lo psicopatico o il narcisista patologico adottano sistemi di cattura, indebolimento, imprigionamento ed, infine, distruzione della vita altrui…

image

e poi al re sfuggi la nera parola
e lei vide il volto di un’ombra senza confine
                                                                                       M.M.

Il narcisista perverso o lo psicopatico é cosciente delle proprie azioni? Sa di fare del male a chi lo ama? E’ consapevole di operare una distruzione sistematica della emotività dell’altro? Lo psicopatico o il narcisista patologico adottano sistemi di cattura, indebolimento, imprigionamento ed, infine, distruzione della vita altrui, dell’altrui fiducia, dell’altrui autostima. Spezzano i sogni e la capacità di difesa, deprogrammano la facoltà cognitiva, estraggono dalle ossa la linfa vitale e la creatività dell’altro, rinnegandone la nascita, bloccandone la vitalità.
Uno degli interrogativi più frequenti della vittima, una volta che si sia resa conto della situazione, una volta che, con l’animo a brandelli e la psiche frammentata, abbia ricomposto il puzzle, è: ma ne era consapevole ? Sapeva ciò che mi stava facendo ?
Una delle vittime ha deciso di raccontare cosa le è stato detto dal suo partner. Questo dialogo è realmente avvenuto, non è una invenzione e questo blog ringrazia la vittima, che lo ha vissuto e che ha subito durante questa relazione gravi abusi psicologici, per aver deciso di condividerlo e di aiutare chi oggi vive relazioni simili.

“Al tempo in cui avvenne il dialogo” racconta C. “ ero totalmente incastrata nella relazione, stavo male ma non riuscivo a capire cosa stesse accadendo. Intuivo che c’era qualcosa di diverso e di terribile ma non sapevo dargli un nome e brancolavo in una fitta nebbia”.
C. era profondamente innamorata di lui ma, come avviene in tutti i casi, non riusciva a dare un senso a quanto accadesse.
Una sera, C. ricevette una sua telefonata, l’ora era insolita. La conversazione iniziò come di consueto, con un miscuglio di parole. Una sorta di linguaggio in codice, in cui ogni frase aveva sempre un sotto testo ed un diverso e, spesso, inafferrabile senso. In realtà, quando C. si trovava a voler raccontare ad un’amica cosa si fossero detti, non riusciva a farlo perché quei discorsi erano vuoti e pieni insieme, travestiti. Era quasi un linguaggio in una lingua diversa, un linguaggio in cui il non detto era il vero dialogo ed il pronunciato la sua maschera.
Ma diversamente da tutte le altre volte, quella sera C. ascoltò’ qualcosa che le avrebbe fatto orrore.

Lui le disse con una voce strana, quasi metallica, una voce dal timbro sconosciuto: “tu non lo sai ma sei luce“. Lei sorridendo gli rispose “ luce ? In che senso sarei luce ?” lui continuò “ascolta, non ridere, ascolta bene perché non lo ripeterò più: attenta ai buchi neri C. lo interruppe “i buchi neri? Perché dovrei stare attenta ai buchi neri? Che stai dicendo?” Lui allora le disse vedi tu sei luce, tu brilli e la tua luce si propaga ed i buchi neri allora ti individuano; non sto scherzando e tu devi cercare di capire“.
C. non capiva ma sentiva un tremore nelle ossa. Temette di dimenticare ciò che stava udendo, le capitava spesso ormai, si sentiva stanca, così prese un foglio ed una matita ed iniziò a trascrivere ciò che quell’uomo le stava dicendo.
Esistono i buchi neri e cercano la luce per sopravvivere, non ne possono fare a meno. Tu sei luce, ne hai molta e li attrai“. C. si sentiva sempre più inquieta e gli chiese “ma chi sono i buchi neri e cosa vogliono?
Lui le rispose: “i buchi neri sono esseri che hanno un vuoto incolmabile, senza fine e che non sopravvivono senza catturare la luce. Una volta che la hanno individuata, essi la attraggono e quando è vicina la inglobano. I buchi neri devono inglobarla e la inghiottono così sperano di trasformarsi loro stessi in luce. E più quella luce è grande e più fanno di tutto per poterla inghiottire e nutrirsene così ritengono di uscire dalla loro condizione di essere buchi neri“.

C. trascriveva tutto velocemente, non afferrava ancora il significato di quelle parole ma sapeva che un giorno le sarebbe stato utile poterle ricordare. “Ma i buchi neri amano la luce?”, gli chiese “no, un buco nero non sente nulla ma ha un irrefrenabile impulso: vuole quella luce, la vuole divorare e vuole diventare lei“. C. allora chiese “ma se il buco nero ingloba la luce, cosa sarà della luce?”. Lui le rispose “la luce non esisterà più. Stai attenta, devi imparare a riconoscerli e ad allontanarti perché se gli arrivi troppo vicino, ti attrarranno e ti ingloberanno. Tu sei luce, attrarrai sempre i buchi neri e sempre essi tenteranno di risucchiarti“.

A C. sembrava una conversazione surreale e tuttavia domandò: “se la luce fugge e si allontana cosa fa il buco nero?” Lui rispose subitoil buco nero farà di tutto pur di non perdere la luce e se non riuscirà a trattenerla nella sua orbita allora tenterà di distruggerla perché non può sopportare che essa graviti e splenda altrove. Devi stare attenta, perché i buchi neri sono molti“.
Quando la telefonata si concluse, C. rimase inginocchiata a terra con il foglio in mano e lo rilesse per tutta la notte; leggeva e rileggeva con gli occhi spalancati ed il cuore in tumulto. Non sapeva di essere luce ma soprattutto non sapeva nulla dei buchi neri e tuttavia sentiva che lui le aveva detto la verità, per la prima volta, sapeva cioè che, sebbene in apparenza la conversazione potesse essere sembrata farneticante ed assurda, era stata invece vera. Allora iniziò ad avere paura.
Lui non era un soggetto destabilizzato o dissociato, lui non era strano o isolato; al contrario, era una persona lucida, di grande intelligenza ed ottimamente inserita in società; rivestiva un alto livello professionale, godeva della incondizionata stima di colleghi e familiari, eccelleva in ogni cosa facesse, dal lavoro all’arte, allo sport: lui era un leader ed un punto di riferimento. Solo con C. aveva manifestato modalità malvagie e perverse, sottilmente perverse, inafferrabili e quasi inspiegabili.
A volte, C. aveva l’impressione di essere l’unica a conoscerlo davvero ed a vedere il suo vero volto, un volto sfigurato, un volto grigio e freddo, come quello dei morti; altre volte, C. credeva invece di stare impazzendo e di vedere cose inesistenti, frutto della sua immaginazione: iniziava a perdere la fiducia in se stessa, a rinnegare le sue sensazioni.
Quella notte però, lui le fece un regalo, l’unico: le confessò’ di essere un buco nero e quale fosse il suo obiettivo.
Ora C. sapeva di non essere pazza, sapeva di non essersi sbagliata e pur sentendosi prigioniera e debole, pur non avendo quelle informazioni che solo successivamente avrebbe appreso dai libri, ora sapeva chi aveva di fronte e cosa andava fatto: raccogliere le forze ed organizzare la fuga senza essere distrutta.

Uscire dal campo di attrazione del buco nero non fu semplice e richiese un’estrema lucidità, forza e strategia. Tuttavia, c’era in gioco qualcosa di molto serio: la propria sopravvivenza.

 

Tutti i diritti sono riservati. E’ vietata qualsiasi riproduzione, utilizzazione, totale o parziale, dei contenuti inseriti nel presente blog, ivi inclusa la memorizzazione, riproduzione, diffusione e distribuzione dei contenuti stessi mediante qualsiasi piattaforma tecnologica, supporto o rete telematica, senza previa autorizzazione scritta da parte dell’autore Avv. Marina Marconato. I CONTENUTI DEL BLOG E DI OGNI ARTICOLO POSSONO ESSSERE CONDIVISI SOLO ED ESCLUSIVAMENTE CITANDONE L’AUTRICE E LINKANDO LA FONTE.

 

Addio finale al narcisista perverso

Eppure sei morto senza fare rumore.
Lo sai ? Avrei voluto invecchiare con te.
Avrei voluto salutarti guardandoti negli occhi.
Immaginavo le nostre mani intrecciate e le dita impazzite nello stringersi per l’ultima volta . Avrei voluto annegare il mio sguardo nel tuo ed accarezzare i confini del tuo volto e scoprire che il tuo volto non ha confini.

image

Eppure sei morto senza fare rumore”   M.M.

Eppure sei morto senza fare rumore.
Lo sai ? Avrei voluto invecchiare con te.
Avrei voluto salutarti guardandoti negli occhi.
Immaginavo le nostre mani intrecciate e le dita impazzite nello stringersi per l’ultima volta. Avrei voluto annegare il mio sguardo nel tuo ed accarezzare i confini del tuo volto e scoprire che il tuo volto non ha confini.
Che piega avrà il tuo sorriso fra vent’anni ? Non lo saprò mai e tu non sentirai più il suono della mia voce .
Avevo immaginato che tutto questo sarebbe stato dilaniante anche per te.
Ma poi, ho dovuto arrendermi alla verità.
Tu non sei chi mi avevi fatto credere di essere, tu non hai un volto buono ne’ un cuore buono, tu non soffri se non per te stesso e per un tempo che vale un battito di ciglia.
A ben vedere, sei invece colui che ha sistematicamente infilato la lama proprio nel punto più sottile della mia anima. Ricordi ? Te lo avevo spiegato, poi gridato ed infine ti avevo supplicato :”non in quel punto, se devi colpire, colpisci un po’ più giù o un po’ più su, ma non sfiorare quel punto”.
Eri talmente bravo a scusarti ed a promettere che mai più avresti squarciato le fessure delle mie fragilità, che io ti ho creduto una, due, tre, mille e mille volte. Ma tu squarciavi e promettevi, promettevi e squarciavi sempre di più.
Ti volevo proteggere da qualcosa che ti rendeva nero, ti volevo insegnare ad amare.
Ed invece, tu mi distruggevi e tutto sommato era questo che ti dava forza.
Io mi ero fidata di te, mi ero fidata di te.
Io mi ero fidata quando sembrava avessi trovato in me la ricchezza ed il ristoro, la passione ed il tuo futuro.
Io mi ero fidata di te quando riempivi la mia testa di parole grandi pronunciate con una voce che tremava e gli occhi umidi.
Io mi ero fidata di te quando mi facevi credere che non potessi perdermi.
Io mi ero fidata di te anche quando nascondevi nel tuo abbraccio un coltello invisibile ed accoltellavi la mia schiena nuda , mi fidavo di te che rimanevi avvinghiato a me e mi fissavi, godendoti la scena dei miei occhi spalancati sulla tua pugnalata traditrice e mi osservavi vittorioso mentre ti scivolavo tra le braccia piegata dal dolore dello squarcio.
Mi sono fidata di te mentre quindi cadevo in ginocchio sulla mia nudità ed il tuo silenzio di fuggitivo crudele mi regalava l’ultimo atto della tua opera teatrale.
Adesso so che sei soltanto molto disturbato, quelli come te li chiamano psicopatici. Adesso lo so che sei maligno e perverso e che la tua vita e’ un castello di carta, e ‘ un insieme di violenza distruzione fallimenti e morte.
So che tutto ti attraversa senza lasciare traccia, non hai lacrime vere, non conosci il dolore, non hai ricordi, non hai sogni, non conosci la gioia, non comprendi l’amore.
Sei un bravo mimo, ma questo non basta per renderti un essere umano. E di sicuro non e’ sufficiente perché tu abbia il privilegio di avermi accanto.
Per questa ragione, salutarti, guardandoti, non ha più importanza: non c’è nulla da vedere nei tuoi occhi .
Nulla e’ autentico in te, sei come una immagine proiettata sulla tela : se sono distante e ti guardo, sembri vero ma se mi avvicino, se cerco la tua mano, io non ti afferro, tu svanisci, dissolto in mille frammenti, come fotoni multicolori privi di sostanza, di carne, di sangue e di calore.
Non ho più bisogno di dirti queste cose e neppure di dimostrati la mia indifferenza.
Io sono viva, io sono vera e tu non sei riuscito a mutilare le mie ali.
Alzo gli occhi al cielo e sorrido, sei così insignificante ormai.
Alla fine sei morto, senza fare rumore.

 

 

Tutti i diritti sono riservati. E’ vietata qualsiasi riproduzione, utilizzazione, totale o parziale, dei contenuti inseriti nel presente blog, ivi inclusa la memorizzazione, riproduzione, diffusione e distribuzione dei contenuti stessi mediante qualsiasi piattaforma tecnologica, supporto o rete telematica, senza previa autorizzazione scritta da parte dell’autore Avv. Marina Marconato. I CONTENUTI DEL BLOG E DI OGNI ARTICOLO POSSONO ESSSERE CONDIVISI SOLO ED ESCLUSIVAMENTE CITANDONE L’AUTRICE E LINKANDO LA FONTE.

 

 

RITRATTO DI UN VAMPIRO

vivo nella fissità del tempo poichè da infante uccisero ogni mio anelito di vita

vampire-2080530_960_720

Vivo nella fissità del tempo,

poiché da infante uccisero

ogni mio anelito di vita.

Vago bramoso per corridoi affollati

indossando una maschera di inattaccabile moralità.

I miei occhi si posano

su coloro nei quali percepisco la Vita.

Ne rubo l’ardore e ogni umana pulsione

perché possano scaldare quel gelo mortale

che mi ha inghiottito.

Riduco a brandelli anime vive e, deturpatele,

le lascio esangui o folli.

Sono stimato, adorato, temuto.

Per mestiere le persone si affidano a me

e io mi aggiro per le strade

cercando il plauso di un pubblico

che, istupidito e confuso dalle mie parole,

mi vede come Dio.

Suono un flauto magico a donne

di carne e sangue che rendo pazze,

schiave e adoranti.

Onnipotente, non temo nulla,

se non uno specchio che rifletta

l’assenza del mio volto

e la bruttezza del nulla,

e un bacio d’amore caldo e vivo

che mi rende furioso

perché rifuggo la vita,

la inseguo e la sfuggo

congelato in una maschera senza volto.

Dio, sì, sono un Dio condannato

ad una eterna distanza dall’umanità

nell’assordante solitudine della morte

mi fingo vivo e paralizzo ed incanto

stolte creature di ingenua bellezza

e per apparir di sembianza umana

succhio senza pietà e senza gioia

quella linfa vitale che compone

la grottesca maschera

che avvolge il mio volto

Inchiodato a metà sulla croce del mio destino immutabile

trascino l’unico braccio

sfuggito ai chiodi del nulla

e strappo baci,

e afferro carne fresca

e bevo il sangue di chi,

sapendo sorridere all’amore,

mi si avvicina e inciampa

nel legno che sorregge

l’involucro putrido

del mio essere morto.

 

 

 

Tutti i diritti sono riservati. E’ vietata qualsiasi riproduzione, utilizzazione, totale o parziale, dei contenuti inseriti nel presente blog, ivi inclusa la memorizzazione, riproduzione, diffusione e distribuzione dei contenuti stessi mediante qualsiasi piattaforma tecnologica, supporto o rete telematica, senza previa autorizzazione scritta da parte dell’autore Avv. Marina Marconato. I CONTENUTI DEL BLOG E DI OGNI ARTICOLO POSSONO ESSSERE CONDIVISI SOLO ED ESCLUSIVAMENTE CITANDONE L’AUTRICE E LINKANDO LA FONTE.