Il silenzio del narcisista maligno e dello psicopatico

Il narcisista perverso e lo psicopatico hanno un grave deficit nella sfera dell’empatia, collocandosi al grado zero negativo (Cohen). L’incapacità di provare emozioni e sentimenti autentici verso gli altri esseri umani è resa invisibile agli occhi di chi, per sua sfortuna, interagisce con loro grazie alla maschera che adottano (Cleckley parla di “maschera di sanità”).

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A volte fermo i miei passi perché il silenzio mi porti l’eco dei tuoi

                                                                                                                                                   M.M.

 

Il narcisista perverso e lo psicopatico hanno un grave deficit nella sfera dell’empatia, collocandosi al grado zero negativo (Cohen). L’incapacità di provare emozioni e sentimenti autentici verso gli altri esseri umani è resa invisibile agli occhi di chi, per sua sfortuna, interagisce con loro grazie alla maschera che adottano (Cleckley parla di “maschera di sanità”).

Predatori sociali senza scrupoli, senza senso di colpa e senza paura, spinti esclusivamente dalla noia che li attanaglia, ossessionati dall’esigenza di controllare chiunque entri nella loro sfera di interesse, invidiosi delle qualità umane che hanno imparato presto ad imitare al fine di modellare la maschera, senza la quale sarebbero emarginati da ogni contesto interpersonale, i narcisisti maligni e gli psicopatici non hanno la capacità di vedere gli altri come loro simili: essi sono meri oggetti da utilizzare per poche ore, pochi giorni, pochi mesi o per sempre.

Le persone sane fanno uso degli oggetti che posseggono, ovviamente differenziando l’utilizzo ed il tempo di utilizzo sulla base di vari parametri: qualità dell’oggetto, gusto personale  (ognuno di noi ha un paio di scarpe preferito rispetto ad un altro e tuttavia le usa entrambe e così un narcisista maligno o uno psicopatico possono avere un partner che gli si adatta di più ma siate certi che ne avrà contemporaneamente altri di cui “ha bisogno”), utilità ( l’auto serve per spostarsi più agevolmente, per questo ogni tanto facciamo manutenzione, cioè gli prestiamo attenzione, eppure non la amiamo e se la perdessimo ci infastidiremmo molto ma solo perché questo ci creerebbe un disagio, a meno che fosse ormai vecchia e malconcia o ne possedessimo anche un’altra più nuova), necessità ( a volte siamo costretti ad indossare gli occhiali, così molti narcisisti perversi o psicopatici a volte si tengono un partner che detestano perchè è ricco o inserito socialmente o perchè gli fornisce soldi, un tetto o sesso), desiderio di intrattenimento  (ognuno di noi ha un hobby, un passatempo : una racchetta da tennis ci consente di divagarci se amiamo questo sport, così un partner o un figlio per questi predatori sociali può costituire uno svago che li solleva dalla noia).

Ma non è tutto. Questi esseri privi di struttura emotiva hanno bisogno e traggono piacere (un momentaneo piacere) nel dominare, svilire, impoverire e maltrattare sia i figli che i vari partners .

Le modalità con cui realizzano questa esigenza mortale sono : il gaslighting (v. articolo su questo blog) , la violenza verbale, la violenza fisica (v. articolo su questo blog) gli insulti, l’isolamento sociale, la triangolazione (v. articolo su questo blog),  i tradimenti seriali di cui spesso lasciano traccia, lo scarto agito o indotto (  v. articolo su questo blog ) ed il SILENZIO.

Il trattamento del silenzio è uno degli strumenti di tortura psicologica più dannosi utilizzati dai narcisisti maligni e dagli psicopatici.

Il silenzio del narcisista perverso assolve a varie funzioni, tutte tese a realizzare la cattura e distruzione della preda.

SILENZIO DI PRIMA FASE   

Lo psicopatico ed il narcisista maligno, nella fase iniziale del rapporto, mostrano alla vittima una maschera studiata  allo scopo di farla avvicinare sempre più. Tanto per citare due delle maschere più usate, direi che vi è quella del cucciolo tenebroso e quella del re scintillante. Difatti, se la vittima ha una natura da crocerossina, ancorchè tale natura sino a quel momento fosse rimasta a lei stessa del tutto sconosciuta, allora verrà indossata la maschera della persona sofferente e confusa, dall’infanzia triste e difficile, affranta e delusa da rapporti precedenti devastanti, desiderosa di amore, rinascita e cambiamento. Tale maschera farà scattare la preda empatica, forte e salvatrice e farà di tutto per salvarlo e capirlo, giustificherà ogni violenza e sopruso, arrivando addirittura a compiangerlo quando compie gesti tremendi, poiché “ poverino/a non conosce l’amore, non sa darlo ed un po’ io merito ciò che mi fa o dice”. Un’altra tipica maschera è quella dell’uomo freddo e vincente, privo di paura, saldo e affermato o schivo se la preda, di partenza, ha una bassa autostima, e le farà credere che sarà il dolce e sicuro protettore di suo ogni affanno e problema.

Attratta nella ragnatela, la preda verrà sommersa di attenzioni e sorprese che si confanno al tipo di maschera presentata.

A questo punto, solitamente a distanza di 2-3 mesi dall’inizio di quella che solo in seguito si rivelerà una relazione infernale, il narcisista perverso e lo psicopatico faranno qualcosa che lascerà il partner nella più totale incredulità : daranno SILENZIO ASSOLUTO.

Il silenzio – prima fase A volte per ore, a volte per giorni (all’inizio circa 8 giorni), questi predatori scompariranno dalla vita della vittima che inizierà a tremare, a destabilizzarsi, ad essere sommersa dalla rabbia e dall’ossessione. Sino a questo momento, la preda ancora vive un’esistenza serena, è eccitata e persa nel nuovo meraviglioso, promettente rapporto con il carnefice ma mantiene intatta la propria identità, ha amici, lavoro, interessi .

Tuttavia, il primo silenzio mette in moto nella vittima, a livello inconscio, l’insicurezza più profonda. Il primo silenzio è il ventre marcio da cui nascerà quel mostro che si chiama dipendenza affettiva, da questo momento in poi, questo mostro crescerà in seno alla vittima, avvinghiandola con i suoi tentacoli velenosi, stringendola sempre più, sino a renderla assolutamente incapace di reagire e fuggire.

Al primo ritorno del carnefice, successivo al primo silenzio, la preda darà fiducia e vigore al rapporto, inizierà, anche inconsapevolmente, a dosare le parole, a cercare di capire più profondamente questo essere che crederà di non aver compreso bene, avrà continui pensieri su di lui, sul rapporto, cercherà di riempire i suoi presunti vuoti, insomma inizierà a trasformarsi in ciò che il narcisista o psicopatico volevano: una marionetta ubbidiente.

Il silenzio- prima fase, quindi, ha sempre lo scopo di asservire, di controllare e, nel contempo, di  misurare e valutare la capacità di reazione della vittima, osservata da lontano come fosse un topino da laboratorio.   A questo primo silenzio, seguiranno altri micro-silenzi, ugualmente devastanti.

I micro-silenzi

I tempi di risposta ai messaggi, a tratti, saranno più lunghi, gli orari consueti delle telefonate o degli incontri non saranno rispettati e questo accadrà senza una apparente ragione. Maestri nell’arte del silenzio, il narcisista maligno e lo psicopatico, sono capaci di trascorrere una giornata bellissima insieme a voi, di salutarvi nel più dolce dei modi e di mutare totalmente atteggiamento il giorno successivo, sfuggendo al contatto telefonico: non chiamerà all’ora in cui lo attendete, non scriverà ma si farà vedere connesso alle chat, sarà freddo e non darà spiegazioni , anzi mostrerà fastidio alle vostre domande e voi allora…nel terrore di perderlo nel silenzio, di cui avete già assaggiato il fetore, tacerete, sperando che tutto si aggiusti, trattenendo il fiato, riducendo la voce ad un sibilo pur di non urtarlo. Appese sull’orlo del burrore, avrete un solo pensiero: il carnefice. Vi chiederete “ cosa è accaduto ? che gli ho fatto? Avrà problemi sul lavoro? Con i figli? Sta male? Ha un’altra? Mi vorrà lasciare? Perché non mi dice la verità “: ascoltereste tutto purchè il silenzio finisca.

Il silenzio, infatti, è annullamento dell’identità dell’altro e colpisce, a livello psichico, più in profondità rispetto ad altre forme di violenza. Uno schiaffo fa male, tuttavia, attesta, pur nel suo orrore, che il violento in qualche modo ci veda; il silenzio invece è il buio, la scomparsa, l’annullamento, non esistiamo più, non siamo più nulla per l’altro. L’ansia generata dal silenzio è altissima e pregiudica ogni aspetto della vita della vittima.

Ovviamente, il narcisista perverso e lo psicopatico cambieranno ancora atteggiamento e torneranno d’improvviso presenti e teneri  e la vittima riprenderà il proprio respiro.

Il primo silenzio, i successivi silenzi  ed i micro-silenzi non hanno come unico fine quello di dominare e distruggere, ma servono al predatore anche per un’altra utilità: avere spazio e tempo d’azione con le altre vittime, quelle da attrarre ancora nella rete o quelle in fase di bombardamento d’amore iniziale.

Così mentre il partner è chiuso nella stanza oscura del silenzio del carnefice, lasciato a macerare nel pozzo nero, il narcisista perverso e lo psicopatico si muovono liberi e leggeri come farfalle. Per questo, essi non potranno fare a meno del silenzio e lo utilizzeranno, presto o tardi, con tutte le vittime, alternandole nel gioco sadico dell’assenza.

Il silenzio è  molto adottato dai narcisisti maligni e psicopatici anche verso i figli dei quali minano l’ identità in formazione, impedendo loro una evoluzione sicura ed esponendoli al rischio di relazioni disfunzionali future. Un bambino si riconosce esistente e degno di amore se le figure di riferimento lo vedono innanzitutto, vedono la sua emotività, le sue esigenze e lo amano. Il narcisista perverso non ama, finge di amare, non vede, finge di  vedere e domina, pretende dominio e controllo. Le perverse modalità relazionali dei predatori non sono riservate solo al partner ma a chiunque, figli inclusi. Non rispondere alle domande, non interessarsi di ciò che fanno, chiudersi nel mutismo severo e glaciale per punirli ed umiliarli sono comportamenti tristemente tipici del narcisista nel rapporto con i figli ed i danni a lungo andare sono gravissimi.

Il silenzio-punitivo La vittima, a volte , prova a contestare le modalità distruttive del carnefice e questo scatena in lui o la rabbia manifesta oppure il silenzio. Messa in punizione, faccia al muro, la preda non può replicare, vorrebbe spiegazioni e chiarimenti , vorrebbe, come è giusto e sano, trovare una soluzione condivisa sulle problematiche della coppia (che  in realtà sono problematiche legate a questo grave disturbo della personalità) e disperatamente cerca un contatto:  non lo avrà, giacché, diversamente da quanto appare, il carnefice ha uno scopo opposto alla vittima, non vuole salvare una relazione o  il rapporto umano con il partner, ma vuole far male, vuole distruggere e a questo scopo è funzionale il silenzio.

Il Silenzio nello scarto

Il narcisista maligno e lo psicopatico scartano la preda in modo disumano (v. articolo su questo blog) accentuando nella parte finale della relazione le modalità sadiche e perverse . Uno dei sistemi che prediligono è quello di scomparire nel nulla, quello di non dare chiarimenti, quello di non chiedere scusa. Non vi sarà un saluto, un abbraccio e neppure una liberatoria lite ma SILENZIO e ciò impedirà alla vittima di chiudere il cerchio e la lascerà in preda all’assordante rumore delle parole mancate, la lascerà nell’ansia e nella speranza di un futuro contatto, la costringerà a sentire, nella propria mente esausta, l’eco della voce perduta di questo mostruoso essere vivente.

IL Silenzio-salvezza

L’essere umano, biologicamente, è assai fragile, non ha zanne, non ha pelliccia, non corre velocemente, ha una gestazione medio-lunga, i cuccioli sono in grado di sopravvivere soli dopo molti anni: è, insomma, una specie che sembrava destinata all’estinzione, eppure non solo non è accaduto ma questo essere è riuscito a dominare il pianeta. Certamente, il cervello dell’uomo e l’empatia, che ha permesso la collaborazione e la protezione reciproca, hanno svolto un ruolo importante, così come la capacità di imparare dalle esperienze passate proprie ed altrui. Quando siamo a rischio dobbiamo ricorrere ad ogni capacità sia in nostro possesso e la relazione con uno psicopatico o narcisista maligno di sicuro rappresenta una situazione ad alto rischio. Ed allora impariamo, traendo elementi positivi anche da comportamenti insani. Se il silenzio dato alla vittima distrugge, il silenzio stesso può diventare una via di salvezza. La distanza dal carnefice è un formidabile mezzo per disintossicarci dal veleno iniettato, è un vento che spazza via la nebbia in cui il predatore avvolge la psiche della preda, onde confonderla e paralizzarla; il silenzio del narcisista e dello psicopatico consente di poter udire di nuovo la nostra voce interiore, permette a molte vittime di preparare una via di fuga. Il silenzio consente di recuperare forza, nel silenzio possiamo valutare il grado di dipendenza e l’entità delle crisi di astinenza e, seppur nel dolore, ci dà modo di cercare all’esterno un valido supporto, anche psicologico. Il silenzio è l’abito del futuro contattozero ed il contattozero è la barriera che separa l’inferno dalla nostra vita, è il cratere che inghiottirà il predatore.

Il narcisista perverso e lo psicopatico vivono nel qui ed ora, hanno una visione molto limitata del tempo che scorre, sono capaci di rimanere immobili come rettili in agguato, per mesi, anni addirittura, senza avvertire alcun turbamento. Pertanto, per la loro stitica emotività, il protrarsi del silenzio non comporta fastidio.

La vittima è, al contrario, dilaniata dal silenzio del predatore, silenzio che risuona nei timpani in modo assordante, perforante.

Sappia la preda ,però, che il silenzio parla e dice molto di più delle vacue, false o violente parole del carnefice. Il silenzio parla di ciò che il narcisista e lo psicopatico sono davvero, il silenzio gli sfila la maschera e ci mostra il suo vero volto, il volto di un vivente già morto che vuole e sa soltanto far male.

 

 

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Il velo nero della vittima del narcisista patologico e dello psicopatico:come dissolverlo

Cosa accade dopo che la vittima è riuscita ad attraversare la parte più tortuosa del labirinto in cui il narcisista perverso e lo psicopatico l’avevano incastrata? Cosa accade quando ha ricevuto e sopportato i morsi dell’astinenza, quando ha tollerato senza impazzire l’assenza di respiro

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Il mio cuore non ha più crepe a cui gli artigli possano aggrapparsi

                                                                                                          M.M.

 

Cosa accade dopo che la vittima è riuscita ad attraversare la parte più tortuosa del labirinto in cui il narcisista perverso e lo psicopatico l’avevano incastrata? Cosa accade quando ha ricevuto e sopportato i morsi dell’astinenza, quando ha tollerato senza impazzire l’assenza di respiro che lo scarto violento del proprio carnefice ha determinato ?

In un articolo di questo blog (La vittima, 18 passi per dimenticare il narcisista perverso e lo psicopatico) e’ stata delineata la procedura emotiva e pratica che, messa in atto, conduce fuori dal tunnel di dolore, disperazione, caos psichico e deprogrammazione in cui ogni vittima versa. Ma cosa avviene subito dopo? La vittima è guarita del tutto? E’ tornata ad essere la persona che era prima di questa devastante esperienza? La risposta è no, o meglio, non ancora.
Sicuramente si è conclusa la parte più difficile del percorso di rinascita, la vittima ha attraversato l’Inferno e, nella maggior parte dei casi, c’è riuscita con le proprie forze, da sola.

E’ molto comune che le vittime non siano comprese nemmeno da parenti ed amici, è frequente che non riescano a spiegare correttamente quanto gravi siano stati gli abusi, quanto profonde siano state le ferite inferte in quel modo così sottile, subdolo, silente.
Le vittime vengono spesso ulteriormente biasimate da chi le circonda, i loro racconti, che ripetono eventi ricorrenti,  quasi sempre identici, saranno ascoltate con “sospetto” anche da chi le ama e che tuttavia non si capaciterà del perché il narcisista perverso o lo psicopatico non sia allontanato con fermezza e determinazione. Le vittime subiranno una colpevolizzazione (esplicita o tacita) e si tenderà a considerarle deboli, testarde, problematiche. Danno su danno, beffa su beffa, ingiustizia su ingiustizia.
Per il sentire comune e per molti terapeuti se un pugno crea una vittima, al contrario, un insulto ricevuto crea una immagine di donna senza midollo o con traumi irrisolti.

Una volta oltrepassata la soglia del labirinto infernale, sei fuori, alla luce. Tuttavia, un velo nero ti ricopre, lo senti sfiorarti i capelli, scivolarti sulle spalle, avvolgerti il seno, cingerti i fianchi e cadere giù, come fanno le braccia quando sono stanche, fino a coprirti le caviglie. E mentre cammini, sorridi, conversi con un’amica o sorseggi un caffè, lo senti questo velo che ti avvolge. Se osservi allo specchio il tuo volto ne percepisci la presenza che ti oscura. È come una coltre di cenere invisibile che rende spento il tuo volto. Non va via se colori le labbra di rosso, o indossi un abito lucente, ti rimane appiccicato addosso e non si solleva mai.
È ciò che trovi quando esci dal tunnel della prigionia. È ciò che ti attende all’uscita del labirinto. Macchiata di sangue ormai rappreso, i segni del carnefice impressi nella carne e lui, il velo nero. I tuoi occhi non perdono più lacrime, il dolore non ferisce più come una lama, non ti manca più il respiro per l’astinenza dal narcisista, tutto questo è terminato e nell’istante in cui è successo hai varcato la soglia dell’inferno e sei uscita.
Tutto tace, tutto è lento, fermo. E tu non sei più quella persona che eri.
Il velo che indossi è il segno del lutto che hai iniziato a vivere ora che puoi viverlo, ora che hai imparato di nuovo a respirare.
Concluso il tortuoso cammino che ti ha condotto lontano dal narcisista maligno o dallo psicopatico o da altra tipologia di soggetto abusante, ti senti la tristezza nelle ossa.

Ora cammini seguita dall’ombra del ricordo del carnefice, dei soprusi, delle speranze tradite, dell’ingiustizie subite. Hai capito e accettato che non riceverai risarcimento alcuno, che il manipolatore non pagherà molto probabilmente per il danno psichico che ti ha inferto e che, al contrario, continuerà indisturbato a vivere la sua vita.

Il velo nero è oggi il tuo vero compagno, anche se ne hai uno reale, anche se stai vivendo una relazione nuova, anche se il narcisista perverso era il tuo amante e, adesso, il rapporto col tuo partner ufficiale è migliorato. Nonostante questo, il tuo vero, unico compagno è il velo nero.

E ti chiedi: finirà mai? Quando?

La risposta è si, finirà ed arriverà il tempo in cui il velo nero si dissolverà per svelare e svelarti la nuova persona che sei diventata.

Ma dovrai tener presente alcune necessità che per te sono vitali.

CONTATTOZERO TUTTA LA VITA

Il narcisista patologico e lo psicopatico possono tornare, anche a distanza di molti mesi o anni. Il disturbo grave che li contraddistingue comporta che essi non abbiano una vera idea del tempo che passa: vivono qui ed ora, nella peggiore accezione del termine. Alcuni di loro erano convinti di amarti: ” ti amo (ma ti amo ora in questo istante, fra mezz’ora non proverò nulla e quindi potrò scomparire)“, ed ancora, cosi come ritengono di essere immortali e potenti anche da vecchi, nello stesso modo, se si trovano in un momento di assenza di preda o di noia, possono farsi vivi come se nulla fosse, con cortesi sms, o con patetiche finzioni di ridicola nostalgia “sei stata l’unica che io abbia amato, non ti ho mai dimenticato“, omettendo come in passato abbiano provato in tutti i modi a distruggerti la vita e, soprattutto, come ti abbiano scartato, rovinato la salute o abbandonata tra i debiti, senza alcuna pietà. E tu potresti cedere perché il circuito psicopatico, come sostiene il Dott. Hugo Marietan, si riattiva in brevissimo tempo.

La relazione con un narcisista patologico lascia segni indelebili ed in parte il trauma subito crea ferite profonde che tornano a sanguinare nel momento in cui si interagisce con loro. Il contattozero deve durare tutta la vita e mai essere interrotto proprio per questo motivo. Bloccare ogni accesso al telefono, mail e profili social serve ad evitare di cedere quando il tempo trascorso può farti credere che sei in grado di gestire la loro presenza.

Con il contattozero ti imporrai anche di non lanciare sguardi furtivi nel suo mondo fatto di foto con nuove fiamme e messaggi subliminali, esche per le ex vittime e per le potenziali.

RIMUOVERE LA RABBIA ED ACCETTARE DI LASCIARLO ANDARE

La rabbia è una emozione utile ed inevitabile, sveglia dall’illusione e smuove l’identità distrutta dal carnefice, ma deve avere un inizio ed una fine, altrimenti corrode, consuma e blocca. “Deve pagare per quello che ha fatto“, “la nuova compagna deve sapere che mostro sia, poverina, è mio dovere aiutarla“, “non posso dimenticare i danni che mi ha causato” sono tutti pensieri troppo invasivi che di fatto impediscono il movimento della vittima verso il suo futuro. Uno degli sforzi maggiori è lasciarlo andare. La rabbia impedisce questo: tiene il narcisista perverso incatenato nel cervello della ex preda.

Un terremoto crea disastri, distrugge case, famiglie, serenità economica ed affettiva, uccide. La relazione con un narcisista patologico ed uno psicopatico è paragonabile ad un terremoto: se sei ancora viva, devi ricostruire, probabilmente tutto o quasi tutto. Ed hai bisogno di vitalità ed energia per ricostruire: il lavoro, il corpo, la mente, i rapporti sociali e familiari e, spesso, anche il conto in banca; quindi non sprecare le tue energie in assurdi desideri di vendetta o nell’odio e meno che mai nella speranza di riaverlo.

Sei stata brava a uscire dal tunnel, eri diventata una “marionetta” e per questo non ti sarà stato facile, ma ciò garantisce che sei forte ed intelligente. Non dubitare di te e delle tue capacità come voleva lui e non ascoltare chi è lontano da queste esperienze, perché non potrà mai capire come si diventa marionette e quanto sia traumatizzante questa esperienza. La tristezza svanirà, piano piano.

SMITIZZATE IL FALSO DIAVOLO

Lo psicopatico è un essere misero, con un cervello deficitario, la neuroscienza lo sta accertando con sempre maggiore precisione. Egli ha scarsa reattività nella corteccia pre-frontale ed orbitofrontale di fronte ad immagini e parole cariche di impatto emotivo, ha una amigdala che non funziona correttamente (Simon Baron-Cohen e Adrian Raine), ha minore concentrazione di materia grigia in particolari aree del cervello. Lo psicopatico ed il narcisista perverso ripetono sempre le stesse frasi, inventano le medesime scuse, pronunciano insulti pressoché identici.

Guardateli bene questi cloni robotici che hanno un deficit nel circuito cerebrale che non recupereranno mai. La passione che sentivate era data dal vostro sentimento e dalla adrenalina scatenata dalle montagne russe emotive che vi costringevano a vivere, non dalla loro meravigliosa personalità. Ora guardate voi stessi allo specchio. E regalatevi un sorriso.

NON RINUNCIATE AI RAPPORTI SENTIMENTALI

L’autostima e la serenità si conquistano sia attraverso un lavoro con se stessi sia attraverso i rapporti umani con persone sane. All’uscita del labirinto non isolarti, coltiva amicizie, vivi flirt e non respingere nuove storie. Conviverai con un senso di estraneità quando sarai in mezzo alla gente, proverai noia in compagnia di altri uomini (o donne); non temere, sono gli effetti della relazione abusante, vai avanti comunque. La chiusura verso altri partner e’ dovuta a due fattori: 1) il trauma non superato genera terrore e paura di lasciarsi andare, è l’ultimo ” regalo” di questi esseri che, pur essendo scomparsi, hanno predeterminato la fine della vita affettiva della vittima; 2) la relazione con uno psicopatico, o narcisista perverso, genererà scariche di adrenalina attraverso l’alternanza di umore e false passioni e sesso “strano” e “ti amo-non ti amo” e triangolazioni, ecc.

Il rapporto con un uomo sano invece dà serenità e un senso di appagamento che la vittima, ancora drogata delle precedenti sensazioni forti, non riuscirà ad apprezzare, anche in questo dovrete riprogrammarvi, riabituarvi alla normalità. In questa fase di rinascita non cercate nuovi incontri sui social, che sono l’habitat dei predatori emotivi e dei play-boy: siete fragili e nuove delusioni comprometterebbero la guarigione definitiva.

TRAUMA E TERAPIA

Le memorie traumatiche si distinguono dalle memorie normali perché sono composte da immagini, sensazioni, comportamenti, sono immodificabili nel tempo e sono automaticamente portate alla luce con modalità particolari, come ad esempio tramite incubi e flashback.

Inoltre, mentre le memorie di eventi ordinari perdono chiarezza con il tempo, alcuni aspetti degli eventi traumatici sembrano fissarsi nella mente rimanendo inalterati.
Le memorie traumatiche variano da forme di “non conoscenza” in cui l’esperienza del trauma è  inaccessibile al ricordo ma permea le strategie di difesa e adattamento, a stati di dissociazione in cui il trauma viene rivissuto piuttosto che ricordato, a frammenti di ricordo decontestualizzati e apparentemente privi di senso, alla messa in atto di ripetizioni nelle relazioni oggettuali e nei temi di vita, per arrivare alla possibilità di racconto, testimonianza e elaborazione.

Laddove il ricordo può essere evocato consapevolmente e l’evento può quindi essere narrato, assistiamo a livelli diversi di padronanza del ricordo stesso, in rapporto al grado di presenza dell’Io osservante e di integrità delle sue funzioni sintetiche ovvero alla capacità di storicizzazione dell’evento.
Nella sua forma più drammatica, il ricordo traumatico riproduce gli eventi a cui si riferisce con estrema vivacità e chiarezza, tanto da renderli drammaticamente reali e presenti.
A volte si tratta di vere e proprie visioni quasi allucinatorie della scena traumatica, che il soggetto rivive con intensa e penosa partecipazione emotiva o di pensieri ossessivi relativi al trauma, che emergono in modo acuto ed intenso occupando interamente il campo della coscienza del soggetto, il quale non riesce in alcun modo a sottrarvisi; assai spesso, infine, di sogni o incubi ripetitivi che riproducono variamente l’atmosfera traumatica.

L’evento traumatico e l’impatto emotivo che ha avuto nella psiche del soggetto, attivano una serie di meccanismi difensivi, oltre alla dissociazione la rimozione e il diniego, finalizzati a ridurre la consapevolezza di un significato emotivo impossibile da sostenere.
Stanley Cohen scriveva: “La sofferenza rimossa non è veramente dimenticata rimane là da qualche parte, provocando distorsioni, stati patologici interiori e un comportamento simbolico generalmente deteriorato”.

Cercate aiuto nella psicoterapia qualora non riusciste a dissolvere il velo nero entro un ragionevole lasso di tempo. Laddove il dolore, la rabbia, il blocco, l’ansia, la chiusura verso la vita, l’ossessività nello spiare il carnefice, durino troppo, non esitate a rivolgervi ad un terapeuta esperto, cambiatelo se ne avete uno e non vedete risultati soddisfacenti.

Il velo nero ricopre la meravigliosa creatura che siete diventate, ricordatelo.

 

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Non guardate il profilo social dello psicopatico o del narcisista perverso

La vittima di una relazione con uno psicopatico o con un narcisista patologico sviluppa violenti sintomi della dipendenza affettiva e molto frequentemente un trauma generato dalla relazione con loro . Il tempo e’ fondamentale perché avvenga una riprogrammazione interiore

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                       PIOVE. IO STO QUI ALLA FINESTRA A GUARDARE UN RICORDO.

                                                                                                                                        M.M.

La vittima di una relazione con uno psicopatico o con un narcisista patologico sviluppa violenti sintomi della dipendenza affettiva e molto frequentemente un trauma generato dalla relazione con loro . Il tempo e’ fondamentale perché avvenga una riprogrammazione interiore e di vita . Il primo passo però è’ trovare la forza di attuare un no CONTACT totale che conduce lontano dal veleno e dalla manipolazione, altrimenti la vittima rimane agganciata e rischia di lottare contro i mulini a vento , rischia di agitare le ali come una farfalla che tenta di volare ma rimane impigliata nella stessa rete che l’ha catturata. Il dolore e gli attacchi di ansia insonnia incubi pensieri ossessivi sono crisi di astinenza veri e propri e non possono essere eliminati ma possono e devono essere attraversati e vissuti e si attenuano con passare delle settimane . In due o tre mesi circa c’è un abbassamento sensibile di questi sintomi purché il no CONTACT sia mantenuto .
State attenti però’ alle trappole. La tecnologia ed i social , utili come ogni forma di progresso, se ben utilizzata, nel caso di chiusura di una relazione e, soprattutto, di una relazione disfunzionale, sono pericolosi.  Quando una storia tra due persone che si sono scambiate qualcosa di autentico finisce, c’è condivisione, comunque, del lutto, c’è  lentezza nel salutarsi , c’è, anche da parte di chi non dovesse amare più, un affetto che si sostituisce all’amore, ci sono ricordi belli condivisi, esiste un passato autentico. E, quindi, c’è l ‘andar via graduale , sofferto e reale tristezza.
Con gli psicopatici o gli narcisisti perversi non avviene nulla di tutto questo, a parte una maschera che cade ed il castello di carte che crolla. Si verificano sparizioni improvvise, alibi insostenibili, colpevolizzazioni della vittima a dir poco fantasiosi, c’è una sostituzione simultanea, e soprattutto c’è l’indifferenza totale che il partner percepisce : si chiama annullamento. Soltanto chi è anaffettivo, come gli psicopatici ed i narcisisti maligni, può passare nel giro di pochi giorni, a volte di poche  ore, dal ” ti amo ” al ” non esisti più” ed è questo, più che la fine in sè della relazione, a devastare, semplicemente tale disumana modalità devasta.
Così, chi ha amato non vuole e non può accettare il disastro e si ostina ad inseguire il volto del manipolatore attraverso una foto, si ostina a studiare analizzare vivisezionare ogni post, accesso o non accesso al famigerato whatsapp o Facebook o altra diavoleria.Si incarta, si spreme, si tortura, osservando la vita altrui che prosegue.
Ai tempi dei nostri nonni, se accadeva che chi amavi ti aveva ingannato ed abbandonato, oltre che piangere capire e chiudere, non potevi fare.Ai tempi dei nonni  un addio durava un orribile istante, poi si viveva il lutto  con esso un nuovo ciclo .
Ora, un addio dura mesi , anni .
Tempo e vita regalata al nulla.

Staccate i contatti se volete iniziare a rinascere e combattete la pulsione malata e dannosa di spiare lo psicopatico e il narcisista perverso o le sue donne. Cessate di leggere i suoi post, vedendo in essi messaggi subliminali per voi.Potreste vedere ciò che non esiste o, a volte,leggere davvero messaggi nascosti per voi che tuttavia non significano amore pentimento rimpianto ma solo il continuum di quella modalità perversa di volervi tenere agganciati alla speranza di un sentimento che non è mai esistito ed una relazione sana ed appagante che non esisterà mai. A ben vedere, il partner abusato non riesce ad accettare che lo psicopatico sia felice altrove, non accetta che egli non paghi un prezzo e non vuole essere sostituito. E voi tornate al buio. Avviene così. La mente dice ” è lui , lui è così, non c’è speranza, e’ pericoloso,  mi fa del male “, ma gli occhi si aprono solo un attimo poi di nuovo si chiudono. La voglia di lui diventa insostenibile, quello delineato nei profili degli esperti e’ lontano, il vostro lui invece no, ne rammentate il sorriso, il tocco e sentite irrefrenabile il richiamo . E lui lo sa. In fondo, vi ha ipnotizzato, vi ha ” riprogrammato “, e vi ha scelto perché sapeva di poterci riuscire, siete una sua creatura, una sua creazione. Non ci sarà psichiatra al mondo, farmaco al mondo, amore per i figli ( se ne avete ) che potrà portarvi in salvo se non la decisione ferma, irremovibile, di dire basta. E di salvarvi . Perché lui tenderà ad uccidervi se non nel corpo, nella mente. Vi tiene in pugno da lontano, col silenzio , ostentando serenità , forza , nuovi amori , insomma recitando l’ultimo dei suoi ruoli . Voi non sapete vedere che lui è solo un misero meccanismo che recita un copione sempre identico. Voi non sapete che, se resistete e non chiamerete e non guarderete , presto sarete almeno fuori dal labirinto e dall’ipnosi. L’ultimo suo inganno e ‘ questo : farvi credere che non ce la farete . Farvi percepire un dolore immenso, una ansia immensa che ritenete di non poter superare . È’ solo uno dei suoi inganni .
Credeteci

Ci sono dei momenti terribili che la vittima di un narcisista maligno o di uno psicopatico vive in modo particolarmente difficile; uno dei questi è il week-end.

I WEEK END della vittima nella relazione disfunzionale rappresentano un momento molto spesso tremendo. C’è  più tempo per pensare, per rimuginare e non si e’ costretti a fare uno sforzo e fingere che tutto sia a posto. Così, che ci sia la pioggia o il sole, la vittima se ne sta seduta su una sedia, su una  panchina del portico o su un divano, le braccia abbandonate lungo il corpo stanco, lo sguardo fisso davanti al nulla. E le ore le passano addosso . Non la scuotono i raggi del sole o il fragore dei lampi ne’ il vociare dei bambini. Non vuole e non riesce a partecipare alla vita. Altre volte , invece , cammina su e giù per le stanze , pensieri ricorrenti si affollavano e si spingono fra loro , sono rumorosi , ognuno rivendica il diritto di parlare più degli altri e la testa rimbomba senza sosta .La vittima averte come un fiume incandescente attraversarla tutta , lo si può chiamare Ansia. Ansia arriva improvvisamente, non ha  rispetto per la notte o il giorno, non importa se si stia  mangiando o lavorando oppure facendo la fila in banca. Ma durante il week-end, Ansia e’ sempre vicino, segue la vittima dello psicopatico ovunque, e’ diventato la sua ombra ed il suo riflesso, tanto che evita sempre più spesso di guardarsi allo specchio per timore di vederlo la’, al posto della sua immagine. Eppure, ella ricorda seppur vagamente che, molto tempo prima, prima che lo psicopatico o il narcisista maligno entrassero nella sua vita, i fine settimana erano sereni, ricorda che le piaceva oziare, fare un lungo bagno profumato o andare a passeggiare, ricorda che la sua mente era stata libera, i pensieri lineari e distesi e che il suo corpo, prima di allora, non si era mai buttato su quella panchina. Passano  mesi e mesi e mesi, ed ella osserva la v,ita passarle  davanti agli occhi come fosse una pellicola di un film che non ha più  interesse a guardare .
Poi, scatta qualcosa. Poi, un pensiero alza la voce, fa ammutolire tutti gli altri pensieri scoordinati ed urlanti e dice “basta così “.
Non è  cambiato nulla all’esterno, ma tutto invece, sta iniziando a cambiare all’interno.
I week-end non la trovano più impreparata e non teme la tentazione di tornare sulla panchina o l’assalto sgradito di Ansia, individua cosa sia necessario fare. Sceglie la vita. Opta all’inizio per cose che hanno a che fare con la manualità e che distraggano la mente stanca.  Si inventa giardiniera ( può non sopravvivere una pianta, ma si accetta la sconfitta ), e pittrice , inizia a decorare bottiglie e programma passeggiate, commissioni, letture, film. Insomma non un’ora viene più lasciata al caso .
Funziona. Oggi non ha più bisogno di fare alcun programma e davanti ai suoi occhi non passa più quella pellicola. Oggi lei e’ una dei protagonisti di quel film che proietta la sua vita, coprotagonista anzi , unitamente a tutti coloro che ama  e che la amano .
Non spaventatevi delle ore in cui sarete soli, ma trovate il vostro sistema perché questo tempo non vi inghiotta.
Aprite quegli occhi, svegliatevi, resistete, cercate aiuto. E sarete in salvo in meno tempo di quanto potete ora immaginare. E sarete una ex vittima .
Sarete di nuovo persone libere .

E non  vergognatevi mai dell’amore che avete dato e non vergognatevi delle sciocchezze che avete fatto.
Cominciate a ristabilire un ordine vero : vada la vergogna da chi dovrebbe averne e la gentilezza a chi ha diritto di riceverne : voi .

 

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NO CONTACT è giunto il momento

Nessuna relazione al mondo potrebbe ridurre il partner nello stato di disgregazione psichica in cui lo riduce uno psicopatico o il narcisista patologico. Nessuna. Neppure il più …

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“è grazie all’illusorio orizzonte che ho imparato a distinguere  il cielo dal mare”

Nessuna relazione al mondo potrebbe ridurre il partner nello stato di disgregazione psichica in cui lo riduce uno psicopatico o il narcisista patologico. Nessuna. Neppure il più immaturo, stronzo,traditore, parassita degli esseri umani vi ridurrà in uno stato di ” de programmazione “. Alcune relazioni sono difficili o dolorose. La grande differenza sta nel fatto però che lo psicopatico trasforma. Trasforma tutto. Trasforma una storia agli esordi in una favola ideale. Trasforma te in un eroe o in una eroina .

Trasforma poi  improvvisamente  ed a volte quasi impercettibilmente la storia in una cosa incomprensibile . Presenza -assenza -presenza -assenza , programmi -abbattimento dei programmi ,lodi – insulti -lodi -insulti . Cosa accade ? Telefoni muti , accesso bloccato, silenzi o tempeste di chiamate .

Attore superbo , piange a comando , recita il sesso ,se gli serve , per negarsi il giorno dopo . Nulla sembra avere una spiegazione logica . La vittima non è più se stessa . Il suo volto cambia , lo sguardo e ‘ triste , il respiro sempre corto . Ansia , gelosia , paura , senso di inadeguatezza sono ormai i padroni assoluti delle sue giornate .

La vittima ha perso il contatto con la propria identità .In altre relazioni,ancorchè complicate, la vittima sente ancora se stessa .Nella relazione psicopatica , no, lo perde . E lo deve andare a recuperare perché lo potrebbe perdere per sempre , anche dopo essere stata scartata . La vittima non comprende il meccanismo dello psicopatico neppure dopo aver saputo del disturbo . Si chiede incessantemente “ ne sarà consapevole ? Sa di fare male ? Mi sta punendo ( quindi conto ancora ?) Bisogna che glielo dica in faccia chi è! “. È’ così deprogrammata che si augura ( senza poterlo confessare ) che il suo silenzio , che la sua nuova donna siano “ solo ” punizioni . E nulla , la vittima non sa che in lui non c’è traccia di lei , non c’è nel male come non c’era nel bene .
Non sa che lo psicopatico non riesce a star male ( ma  imita il suo malessere se ne trae utilità) ) e non sa mai stare bene ( imita la gioia o ne ha fugaci sprazzi ). La vittima è umana e non può emotivamente capire questo essere strano, noioso, depravato e crudele . La vittima non sa che deve riprogrammare se stessa , partendo dal grado zero .
La vittima non sa che dovrà sentirsi morire prima di poter tornare a vivere. È’ un fantoccio anche ora che , pur nella assenza magari di mesi e mesi di lui , continua a muoversi come se ( come se …) lui ci fosse la guardasse la pensasse e tornasse .
La vittima deve imparare di nuovo a camminare , a parlare , a sentire , a pensare .

Ogni ferita che non ci uccida e’ una ferita che può guarire . Non esistono ferite che non guariscano , che non si rimarginino per quanto estese siano le cicatrici che lasciano .
Solo in due casi una ferita non guarisce : quando essa ci toglie la vita e quando continuiamo a permettere a qualcuno , anche a noi stessi , di infilarci dentro il coltello tanto da farla sanguinare costantemente .

A volte capire il modo di ragionare ed agire delle persone anaffettive , narcisiste perverse o psicopatiche e’ davvero complicato. E’ complicato perché è totalmente diverso dal nostro . Una persona egoista o immatura o con un altro disturbo di personalità può far molto male ma siamo in grado di decifrare il suo comportamento ed è più facile iniziare e portare a termine l’elaborazione della fine . La persona totalmente anaffettiva o psicopatica  invece non la si comprende . Spesso nella fase iniziale si presenta bene , in modo assai carino tuttavia a poco a poco muta ed assume comportamenti via via più ignobili . Se si tenta di allontanarlo a causa di atteggiamenti deprecabili compie di nuovo gesti simili al vecchio agire , quello buono , quello normale . A tratti il volto e’ quello di un mostro a tratti invece torna il volto amato che piange promette sorride .Sembra quasi di avere a che fare con due persone diverse . Sa sparire come se il nulla lo inghiottisse anche se poco prima ci guardava con interesse e tenerezza . Sa tornare con gli occhi bassi che implorano perdono .

Ci arrovelliamo per la follia di chi si infila e si sfila dalla nostra esistenza come se fossimo dei calzini , rimaniamo increduli davanti al caos che genera ed inseguiamo con domande chi risposte vere non darà mai .

Questo essere e’ un mistero anche per se stesso e francamente dovremmo rinunciare a capirlo . Bloccate questo dott. Kekyll e mister Hyde da strapazzo .
Egli recita , recita , recita per ristabilire il possesso del giocattolo : non lasciategli la soddisfazione di salire sul palcoscenico . Chiudete il teatro ovvero bloccate gli accessi alla vostra persona ed al vostro cellulare .
Ciò che dovremmo sempre tenere a mente e’ chi siamo , cosa amavamo , cosa vorremmo diventare . Una persona deve portare gioia non dolore , deve arricchirci non farci a fette , deve rispettarci non prendersi gioco di noi . Non lo può fare mai , nemmeno una volta . E certe persone lo hanno fatto invece sin dalla prima volta in cui si sono avvicinate e ci hanno sorriso .
A loro lasciamo un solo privilegio , quello di vedere le nostre spalle che si allontanano e non per dispetto o per dimostrare forza. A loro non dobbiamo dimostrare nulla , chiedere nulla. A noi si invece , a noi dobbiamo dimostrare tutto , chiedere alla vita tutto il meglio.

E loro al concetto di meglio non si avvicinano affatto .

L’unica via percorribile è il contattozero il NO CONTACT .

Brave  tutte quelle persone che hanno da poche ore o da pochi giorni iniziato il NO CONTACT . Brave  tutte quelle persone che lo hanno attuato da un po ‘ di più ed ancora stanno molto male. Questa parte del percorso e’ la più dolorosa . È’ dilaniante . È’ ingiusta.

State dismettendo le vesti della vittima , vi state spogliando di quell’abito di false gemme che avete per molto tempo pensato fosse un abito lucente. Avete vissuto una illusione ed accettarlo spezza in due . Avete trascorso ore a sognare , giornate intere ad aspettare un cenno che a volte arrivava ed a volte non arrivava . Avete temuto di non vederlo più ed invece era tornato . Allora di nuovo avete sperato ed indossato quell’abito ornato di fili dorati . Non sapevate allora che fosse un abito sacrificale . Non sapevate che dietro ogni suo sorriso o lacrima , carezza e bacio , promessa e lusinga vi fosse nient’altro che una ben congegnata strategia . Non sapevate che il vostro stesso fulgido abito era indossato da un’altra donna sognante o da un uomo reso marionetta .
Avete amato chi non esiste .
Avete aspettato chi non arriverà mai .
Avete sofferto e vi siete impegnati per non ricevere nulla .
Ogni lacrima scesa sul vostro viso ed ingoiata a forza e’ stata non vista , non considerata e spesso , anzi , derisa .
Ora è’ tempo di lasciar andare . È’ tempo di seppellire la sua immagine .
Ora è tempo di dare al burattinaio crudele il saluto definitivo .
Ora è giunto il momento di salutare il volto buono che si e’ rivelato null’altro che una maschera . Una maschera che conteneva il sorriso amato , lo sguardo amato .

Dismettete dunque l’abito della vittima , salutate il sogno , accettate il suo vero volto , deformato dall’invidia ,dalla rabbia,dalla depravazione , dalla menzogna e dalla vacuità .
Ed a testa alta , nude e deluse ma tuttavia vive ,riprendetevi il vostro posto nel mondo .

 

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