NARCISISMO PATOLOGICO

Sei giunto sin qua , a chiederti cosa sia il narcisismo patologico e la psicopatia , sei andato cercando una spiegazione che possa chiarirti quello che stai vivendo o hai vissuto, o forse il …

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Sei giunto sin qua , a chiederti cosa sia il narcisismo patologico e la psicopatia , sei andato cercando una spiegazione che possa chiarirti quello che stai vivendo o hai vissuto, o forse il tuo terapeuta ti ha svelato una verità che ti sembra impossibile accettare.

Pensavi fosse amore all’inizio. Poi, hai creduto avesse un carattere un po’ difficile, che fosse un po’ immaturo o egoista o sfrontato o depresso o…che temesse l’amore, quello vero, quello che tu e solo tu potevi dargli.

Per questo, hai taciuto a te stessa quelle intuizioni che si affacciavano alla mente “qua c’è qualcosa che non va”, “il telefono perchè è in silenzioso o squilla di continuo?” “ come mai continua a sentire la sua ex così spesso?” “cosa ho fatto, perchè è scomparso all’improvviso?” “ mi critica sempre, perchè? Gli piacevo tanto all’inizio?” “ tutti mentono ma perchè lui lo fa tanto spesso?” “ ma cosa vuole da me? Se torna sempre allora…mi ama…o…no?”.

Temi di impazzire. Ebbene no, non sei pazza/o : molto probabilmente hai a che fare con un manipolatore relazionale, un narcisista perverso o psicopatico.

Purtroppo scoprirai che un narcisista patologico non è mai stato sincero e che nulla di ciò che hai vissuto era vero . Non c’è stata , come accade nelle normali storie , una fase in cui lui/lei era coinvolto , in cui la storia era vera .

Ciò che fa più male è rendersi conto di questo , che non vi è’ stato mai un momento in cui tutto era reale . Era solo una recita, un copione ben interpretato che il narcisista patologico ripete costantemente perché le prede credano alla illusione di un amore e resistano nelle fasi successive . I “ti amo” erano falsi , i progetti inventati . Sin  dall’inizio parallelamente al love bombing ( e dopo in ogni ripetizione del love bombing ) lui / lei mentiva e tradiva . Mentire e tradire per un narcisista patologico e’ uno stato normale , tanto normale che viene effettuato in modo fisso con qualsiasi partner e contemporaneamente con i vari partner. E’ a cena da voi ? Nel bagno scrive “ti amo o mi manchi o voglio fare l’amore “( a seconda del ruolo da lui assegnato all’altra vittima). Vi chiama mostrandosi innamorato e geloso o offeso ? Intanto manda sms ,mentre parla al telefono con voi , ad altre in cui è al massimo della spinta seduttiva. Quando il narcisista perverso sparisce per una pausa di riflessione, dicendovi che sta male e deve capire in realtà ha bisogno di spazio per saltellare allegramente tra le braccia di una nuova conquista . Lo scoprite e si getta ai vostri piedi piangendo maledicendosi giurando pentimento ? Sta misurando la sua capacità di farvi fesse ! Lo perdonate ? Lo rendete felice così continuerà con voi e con le altre e si sentirà bravissimo !! Il vostro narcisista perverso ha avuto il suo nutrimento!Tornate con lui ma sospettate chiedete controllate ? Vi dirà che siete controllanti ,isteriche, ossessive !  Se non lo perdonate minaccerà il suicidio ( ma non lo farà )! Vi dice che “bisogna prenderci un po’ di spazio, sei disorganizzata, incapace di stare serena”? Vi sta colpevolizzando ed approfittando della pausa può andare con altre: al suo ritorno ( quando e se vorrà tornare ) vi troverà dilaniate dal dolore, pronte a sopportare meglio le angherie nel timore di perderlo , convinte ormai che aveva ragione lui…voi avete sbagliato!! Anche quando il narcisista patologico mostrerà odio non sarà vero odio ! Può esserci un suo fastidio se gli siete sfuggite o se lo avete scoperto quando non voleva ancora farsi scoprire ! Allora vi potrebbe minacciare ricattare e tormentare ma da un’altra parte sarà comunque pimpante allegro e seduttivo! Nel momento in cui lo avrete stancato, allora lascerà indizi più chiari dei suoi tradimenti , vi umilierà in modo manifesto perché possiate ( col suo permesso quindi ) mandarlo via . Tuttavia ,se vorrà , tornerà anche solo con un semplice sms …come se nulla fosse accaduto, anche perchè per il narcisista patologico, anaffettivo e privo di empatia, nulla è davvero accaduto ! Non una promessa , non una parola bella , non un rapporto sessuale erano veri . Paradossalmente non c’è stato il rapporto che avete , vissuto . È’ stata una sua rappresentazione ,in cui tutto era calcolato dal love bombing allo scarto.Farà così sempre . Non guardate più il suo profilo perché ne avrà 100 sui siti d’incontro o porno.

Non guardate più nulla di lui . Infatti nulla è ‘ esistente ne’ le cose belle che fece ne’ quelle brutte che fa .

Cosa distingue una relazione narcisista perversa da una relazione sana? Cosa accade in una relazione narcisista perversa?

Inizialmente, una persona può essere attratta dall’immagine scintillante della grandiosità narcisistica di un’altra . La grandiosità fa balenare un mondo diverso, in cui finalmente l’importanza del soggetto sedotto sarà riconosciuta e affermata.

Questo atteggiamento del narcisista può infatti essere confuso con la sicurezza che trasuda da ogni suo gesto, da ogni suo sguardo e parola. Si tratta in molte situazioni della sensazione di aver finalmente trovato qualcuno di cui potersi affidare vivendo una proiezione di proiezione .

L’incontro e le prime fasi della relazione assomigliano ad una favola in cui si ha la sensazione di aver trovato l’anima gemella. Il periodo di seduzione può comprendere da parte del narcisista patologico sia comportamenti di spiccata galanteria, con regali, viaggi, fiori, sia un suo atteggiarsi a vittima del suo passato o degli eventi ,facendo pensare alla vittima ,in modo sottile o manifesto, che ella possa rappresentare l’unica persona al mondo in grado di salvarlo.

In ogni caso, il narcisista sarà ,in breve , il padrone assoluto del tempo della preda, perennemente presente o di persona o con numerosi messaggi, mail, telefonate. La vittima avrà la sensazione di essere amata venerata si sentirà bellissima , sensuale e sorprendentemente intelligente.

Chi viene sedotto narcisisticamente possiede una sua tensione narcisistica della grandiosità, una sua difficoltà a percepire i propri limiti e i propri desideri. Il suo narcisismo è la fessura attraverso cui il manipolatore relazionale costruirà un mondo di specchi e la condurrà nel labirinto di una relazione profondamente malata e disfunzionale.

LA DEPROGRAMMAZIONE DELLA VITTIMA

Attraverso le fessure e le fragilità innate della preda, che sono percepite puntualmente da questo predatore umano, egli innesta in essa tutta una lunga serie di convincimenti e condizionamenti psicologici tali che si troverà presto a fare , dire e tollerare cose prima di allora inimmaginabili.

Questa lenta e invisibile deprogrammazione porterà alla quasi totale disintegrazione della identità della vittima che agirà e penserà di se stessa quello che pensa e ritiene il narcisista perverso.

Tale manipolazione mentale impedirà a lungo alla vittima di sottrarsi al proprio carnefice e la porterà a rinnegare le proprie esigenze emotive ed i propri confini vitali, tollerando gesti di violenza psicologica ed a volte fisica sempre più gravi.

Ogni carenza di rispecchiamento della sua importanza e della grandiosità, per il narcisista patologico è una macchia nel mondo, una minaccia di svuotamento, un insulto. Ogni segno che l’altro è un centro autonomo di interessi, passioni, gusti è un affronto e un’offesa. L’altro sentirà smentita la propria realtà. L’interlocutore del narcisista si troverà a fronteggiare un persistente attacco alle radici del suo  sentimento di identità, che lo stringerà da dentro e da fuori. Si tratta proprio di ciò che alienerà ancor più l’attenzione del narcisista, perché l’unicità e particolarità dell’altro sono proprio la macchia che deturpa la sua serenità e il controllo del suo mondo.

In fase iniziale la vittima non comprende quello che sta vivendo sia per l’intermittenza della violenza psicologica che subisce, sia per la fatica di accettare che una persona amata possa intenzionalmente volerle far del male.” come sostiene Cinzia Mammoliti, criminologa esperta in narcisismo patologico ed autrice di libri sull’argomento.

SESSO E SEDUZIONE

La seduzione sessuale è riservata a personalità abbastanza strutturate e complesse da sempre semplici. Essa cerca il piacere condiviso; cerca la complementarità di un altro che perciò è pensato, immaginato, desiderato in quanto diverso. La seduzione sessuale presuppone quindi il riconoscimento dei propri limiti e la sua presenza implica che un individuo abbia raggiunto in sé l’integrità sufficiente a perseguire propri scopi personali.

La sessualità può esserne un corollario, o più frequentemente uno strumento, ma quasi mai le sensazioni di attrazione dei corpi sono un movente della seduzione narcisistica. Essa può avvenire nei tipi più diversi di relazione: relazioni professionali, narcisistiche, sportive, amicizia. Alla sua base c’è sempre uno specchio e immagini di ideali che si riproducono attraverso di esso.

Alla base della relazione perversa narcisistica troviamo sempre qualcuno che tenta di controllare dall’interno un altro, inducendolo ad essere perfetto per i suoi bisogni, e qualcun altro che tenta disperatamente di essere perfetto per i bisogni dell’interlocutore, tentando così, a sua volta, di controllarlo dall’interno.

Il narcisismo dell’uno tenta di controllare il narcisismo dell’altro, e viceversa. Per distinguere questa forma perversa incentrata sul controllo narcisistico delle vere e proprie perversioni sessuali, Bergeret propone il termine di “perversità” al posto di quello di “perversione”. Il dinamismo perverso si volge in una dimensione interiore: non consiste cioè tanto nell’imporre all’interlocutore un comportamento piuttosto di un altro, ma essenzialmente nel condizionarlo dall’interno consiste cioè nell’iniettargli dentro un modo di sentirsi e di sentire, un modo di essere.

A lungo andare lo specchio si rompe.

Con il passare del tempo , il partner è sottoposto a sempre maggiori atrocità: la fase della luna di miele è definitivamente terminata . Inspiegabilmente, il manipolatore inizierà a rivolgere al partner critiche via via più sprezzanti, fino ad arrivare ad insulti espliciti, giungerà a ricattarla , a minacciarla, a volte, ma non sempre, a manifestare desideri sessuali perversi ed “al limite”. La vittima scoprirà ,inoltre, tradimenti che ,si badi bene , il narcisista patologico non tenterà di nascondere davvero, lascerà, difatti,tracce facilmente individuabili , tuttavia, continuando a negare l’evidenza o a sminuire l’importanza del tradimento.

Quello che la preda ancora non sa è che il tradimento è sempre avvenuto. La vittima non sa che il narcisista perverso ha un vero e proprio harem, reale e virtuale, costellato di ex e di nuove amanti e di potenziali nuove prede. L’unica mostruosa differenza risiede nel fatto che , terminata la fase della IDEALIZZAZIONE , il manipolatore non lo nasconderà con altrettanta perizia ed anzi ne farà uno strumento di tortura psicologica , adottando quella che viene chiamata TRIANGOLAZIONE.

A questo punto , lo specchio si sta rompendo, la vittima inizia a soffrire ed a vivere perennemente in ansia e, successivamente, compaiono rabbia, controllo e una corsa per affermare un potere: una corsa che non può mai aver fine perché una possessione non può mai essere completa, totale, speculare.

La vittima inizierà a ribellarsi o cercherà, con impegno e dedizione, di spiegare al narcisista quali sono i suoi errori e come si potrebbe sanare al situazione , tentando disperatamente di indurlo a capire ciò che ,in realtà ,lui non vuole minimamente capire. La persona abusata alternerà momenti di dolcezza ,comprensione al fine di “aggiustare “la storia e di portarla nuovamente alla fase precedente della “luna di miele”, a momenti di controllo, agitazione , recriminazione per l’atteggiamento insano dell’aguzzino. Il narcisista, d’altra parte , volendo trattenere la preda per nutrirsene emotivamente, alternerà “il bastone con la carota”,fornendole , con la capacità di un consumato attore,speranze di un futuro stabile e meraviglioso , atteggiandosi ad uomo pentito per sfuggire poco dopo nuovamente al rapporto, con una distanza emotiva, freddezza, insulti,piccole sparizioni che annienteranno sempre più la vittima.

Difesa delle proprie peculiarità e una affermazione della propria individualità da una parte, difesa dalla turbativa rappresentata dall’altro e dalla malvagità presagita nell’altro dall’altra parte.

L’impossibilità per la vittima di ammettere la propria impotenza – che significherebbe accettare la ferita narcisistica del proprio limite e l’alterità del narcisista, cioè lasciarlo libero di essere e di pensare come è e come può – e per il narcisista l’impossibilità speculare (simmetrica) di ammettere dentro di lui il bisogno, il desiderio o la mancanza (a seconda del quadro di organizzazione di personalità in cui il narcisismo si erge a barriera difensiva). Significherebbe accettare la ferita narcisistica del proprio limite e dell’alterità dell’altro, cioè ciò che l’altro è e ciò che l’altro ha, di personale e diverso. Angosce laceranti emergono in questo gioco al rialzo.

Per il narcisista si tratta di allontanare o circoscrivere sotto il suo controllo una alterità che può scuotere il suo mondo e suscitare sensazioni travolgenti e distruttive dentro di lui. In fondo, egli disprezza, svaluta, oppure controlla, misconosce l’altro, oppure lo fugge, oppure trionfa per mezzo delle umiliazioni che riesce ad infliggere, non  perché lo odia, ma per evitare di odiarlo, di invidiarlo e per la paura di distruggerlo – oltre che di distruggersi – in un rapporto troppo intimo.

Per la vittima si tratta di rivendicare la propria individualità, la propria identità, di affermare se stesso contro un sentimento devastante di impotenza. Essa deve inoltre fronteggiare un sentimento acuto e per lei incomprensibile di perdita. La parte più intollerabile, riguarda una perdita oggettuale, prima e più che una perdita oggettiva. La perdita oggettuale riguarda la presenza oppure l’assenza dentro la mente. Patire tale perdita comporta la sensazione di non essere più nella mente, nei pensieri, nella memoria di qualcuno che è importante. Sul piano interiore, la perdita oggettuale significa dunque parallelamente la sparizione dell’altro: è una forma di sparizione anche la scoperta della sua differenza da come lo si era pensato, sentito, amato.

LA FINE ANNUNCIATA

L’impossibilità per la vittima di ammettere la propria impotenza – che significherebbe accettare la ferita narcisistica del proprio limite e l’alterità del narcisista, cioè lasciarlo libero di essere e di pensare come è – rappresenta il principale limite alla sua liberazione.

Mesi o anni di sistematica manipolazione mentale, realizzata attraverso il trattamento del silenzio, la triangolazione, i discorsi a volte sconnessi in double-bind , il gaslighting hanno generato, inoltre, una fortissima dipendenza affettiva .

Sindrome da manipolazione relazionale

Come sostiene Cinzia Mammoliti , criminologa esperta di narcisismo patologico, “la figura del manipolatore relazionale (che può essere di sesso maschile o femminile indistintamente) dietro cui si celano spesso gravi patologie psichiatriche non diagnosticate, dal narcisismo maligno alla psicopatia, é diffusissima nella nostra società.

Soggetto di difficile identificazione per il camaleontismo che ne caratterizza il modo d’agire , mira all’assoggettamento e annientamento psicologico delle vittime, donne o uomini, che sceglie con cura per indurle, attraverso l’uso di menzogne, sotterfugi e raggiri, all’acquiescenza.

Seduttivi e pieni di attenzioni nella fase iniziale del rapporto, i manipolatori relazionali, indossano differenti maschere per attirare nella loro rete le prede che decidono di vessare e creano dipendenza utilizzando le leve emozionali del senso di colpa e della paura.

Di rado rispondono agli ordinari stereotipi dell’immaginario collettivo che vogliono l’abusante ignorante, brutto, grezzo e volgare. I manipolatori relazionali sono estremamente subdoli e si celano dietro a persone spesso di bell’aspetto, colte, educate, gentili e anche di classi sociali elevate.

Dopo aver sedotto e catturato la preda, ottenutane la dipendenza emotiva, i manipolatori relazionali svelano la loro vera natura dando via al maltrattamento, all’umiliazione e allo svilimento attraverso l’utilizzo della loro arma preferita: la comunicazione aggressiva, ambigua e destabilizzante o il silenzio.

Si tratta di individui anaffettivi, irresponsabili, privi di sensi di colpa ed empatia accurata, incapaci di rimorso che passano di vittima in vittima per prosciugarne l’energia e destabilizzarne l’emotività. Il loro obiettivo primario, di cui sono solo parzialmente consapevoli, consiste nell’uccidere la vitalità dell’altro a fuoco lento, cercando prima di fargli perdere la ragione.

Chiunque può incontrarne uno e anche in questo caso non valgono gli usuali stereotipi che vogliono la vittima fragile, inerme e con scarsa considerazione di sé.

Molte donne e uomini forti e strutturati cadono, infatti, in questa trappola: basta soltanto che possiedano una ferita narcisistica, quella ferita, presente nella maggior parte di noi, che riguarda un passato di mancato riconoscimento o una non comprensione, da parte delle figure di riferimento, dei propri bisogni, del proprio dolore, impegno, conquiste e in generale, del proprio esserci.”

TRAUMA DA NARCISIMO

La vittima, intrappolata nel labirinto della manipolazione , sta subendo gravissimi danni emotivi , psicologici ed economici. La preda sta andando letteralmente in pezzi.

La sua psiche è in tilt , emotivamente è lacerata e sanguinante, tuttavia, rimane bloccata, immobile come se fosse stata paralizzata . Le conseguenze serie si ripercuotono su tutti gli ambiti della sua esistenza: professionalmente è nel caos, ha apatia ed incapacità di concentrazione costante, nei rapporti sociali è apatica o perennemente centrata sull’argomento “partner”, abbandona hobby, sport, trascura i figli se ne ha, diviene nervosa, depressa .

Pian piano, lei stessa inizia a rendersi conto delle gravi conseguenze fisiche e psicologiche che derivano dall’essere stati in contatto troppo a lungo con questi soggetti che portano inevitabilmente chi li subisce a una potente destabilizzazione.

D’altra parte, raramente viene individuato dalle vittime il nesso causale tra manipolazione, disagio, malessere e destabilizzazione.

Mediante l’osservazione di centinaia di casi , studiosi quali il Professor Pier Pietro Brunelli e Cinzia Mammoliti ritengono di aver individuato una Sindrome denominata SINDROME Manipolazione Relazionale (da cui l’acronimo SDMR), che colpisce le vittime di questi soggetti e che si presenta sia in concomitanza del rapporto con loro che alla fine della relazione.

Sostiene la Mammoliti che tale sindrome , paragonabile al DISTURBO POST TRAUMATICO DA STRESS, ha una durata soggettiva e determina una sofferenza emotiva intensa e uno strazio correlato alla paura dell’abbandono causando, o slatentizzando, disturbi fisici, piscologici o psichiatrici, anche irreversibili.

Questa la sintomatologia individuata:

  • bisogno ossessivo di parlare con chiunque di quel che si sta vivendo per cercare risposte;

  • logorrea verbale e scritta;

  • sviluppo di modalità manipolative non presenti prima della relazione che si sta vivendo;

  • sentimenti di paura e orrore per amare quello che si riconosce essere un mostro;

  • allucinazioni visive: si vede ovunque e in chiunque l’abusante e si scorgono somiglianze inesistenti;

  • attacchi di rabbia incontrollabile e aggressività autodiretta;

  • attacchi di rabbia e aggressività eterodiretta;

  • calo dell’autostima;

  • compresenza di emozioni e stati d’animo contraddittori;

  • lunaticità e indecisione frequenti (la vittima cambia spesso idea e da un momento all’altro);

  • ansia;

  • attacchi di panico;

  • senso di irrimediabile sfiducia nel prossimo;

  • paura della solitudine;

  • paura della gente;

  • gelosia morbosa nei confronti dell’abusante;

  • necessità di controllo più o meno ossessivo di ciò che fa, di dove va e con chi sta l’abusante;

  • sensazione di vuoto insopportabile all’idea di essere abbandonata dall’abusante;

  • voglia di lasciare l’abusante ma impossibilità di farlo per una sensazione di vuoto insopportabile;

  • dipendenza psicologica dall’abusante;

  • dipendenza affettiva dall’abusante;

  • dipendenza economica dall’abusante;

  • isolamento sociale (perdita o allontanamento dalle amicizie e dagli affetti familiari);

  • sensi di colpa nei confronti dell’abusante;

  • sensazione di pena nei confronti dell’abusante;

  • sindrome della crocerossina/o nei confronti dell’abusante (percepirlo/a debole o in difficoltà e desiderare più o meno ossessivamente di aiutarlo/a);

  • sentirsi sbagliata/o;

  • stati di dissonanza cognitiva;

  • imitazione dell’abusante: atteggiarsi, comportarsi, parlare, pensare come lui/lei ;

  • sensazione costante e paura di non poter mai più tornare ad essere come prima;

  • difficoltà di concentrazione;

  • disturbi del sonno;

  • sogni frequenti di quanto vissuto;

  • disturbi alimentari;

  • stanchezza cronica;

  • mancanza di energia;

  • comportamenti compulsivi (es. guidare pericolosamente o abusare di sostanze quali droghe, alcool, farmaci, sigarette);

  • sessualità disturbata e compulsiva (incontri al buio, condotte sessuali deviate e perverse che prima non erano presenti);

  • atteggiamenti sminuenti e svilenti e/o tendenze sadiche nei confronti di altri uomini/donne;

  • depressione;

  • pensieri suicidiari;

  • pensieri omicidi.

Si tratta di 42 sintomi che si possono presentare in parte o tutti insieme, nello stesso periodo o a momenti alterni, e che vanno a configurare, in chi ne è vittima, un quadro patologico che determina un’estrema e incontrollabile sofferenza psicologica.

Detta sofferenza è strettamente correlata al profondo senso di frustrazione e impotenza che deriva dalla dicotomia delle emozioni che si provano (ossessione, bisogno, dipendenza, attaccamento al proprio carnefice e/o odio, repulsione, paura, vergogna e imbarazzo per i sentimenti positivi che si nutrono nei suoi confronti) e conseguente impossibilità di autodeterminarsi gestendo la propria emotività.

L’origine del danno, ovvero la noxa patogena, della SDMR è ravvisabile:

1) nella sottoposizione prolungata a una comunicazione ambigua, contraddittoria, o di tipo double bind (doppio legame).

Gregory Bateson e altri , studiando la genesi della schizofrenia , elaborarono la teoria del double bind : essa riguarda una situazione in cui la comunicazione tra due individui, uniti da una relazione emotivamente rilevante, in cui uno dipenda dall’altro, presenta una incongruenza tra il livello del discorso esplicito (verbale, quel che vien detto) e un altro livello, detto metacomunicativo (non verbale, gesti, atteggiamenti, tono di voce), e la situazione sia tale per cui il ricevente il messaggio non abbia la possibilità di decidere quale dei due livelli ritenere valido, visto che si contraddicono, e nemmeno di far notare l’incongruenza a livello esplicito.

Questo tipo di comunicazione paradossale invalida necessariamente la relazione minando l’equilibrio emotivo di chi la subisce e rendendo vano ogni tentativo di dialogo o confronto costruttivo.

2) nel comportamento “bastone e carota “ cioè nella violenza verbale e psicologica alternata a momenti di tregua in cui il manipolatore torna ad essere comprensivo, presente ed apparentemente affettivo.

A umiliazioni, denigrazioni, offese e svilimenti della vittima il manipolatore alterna momenti in cui mostra attenzione, valorizzazione, vicinanza che mirano all’acquiescenza di chi subisce che alimenta, così, la speranza di poter vedere modificate le modalità relazionali col carnefice.

3) nella presenza di una ferita narcisistica nella vittima.

Quella che il Prof. Pier Pietro Brunelli definisce ” una ferita nascosta e non curata nel proprio narcisismo…cioè una carenza nella qualità e nella capacità di amare se stesse …persone che hanno una ferita occulta che non gli permette di “autoamarsi” (autostima) in modo sufficientemente equilibrato”

Il manipolatore perverso affonda i denti aguzzi in quelle ferite e riattiva esperienze umilianti e frustranti legate al suo passato non elaborato.

E’questa la ragione principale del dolore straziante che accompagna la vittima per tutto il decorso della SDMR: la riattivazione di un passato di mancanza, deprivazione e sofferenza.

NO CONTACT

L’unico modo per iniziare il lungo percorso di riprogrammazione psicologica ed emotiva e superare il trauma dell’abuso è attuare a vita il contatto zero : nessun sms, mail, conversazione dovrà più esistere tra voi ed il narcisista perverso. I narcisisti patologici sono soliti tornare a distanza di settimane, mesi ed anche anni, a prescindere da come si sia chiusa la storia e da chi la abbia chiusa. Tornano non per interesse vero, tornano recitando, come sempre. Il ruolo che intrepretano nei ritorni va dal presentarsi come amico o come amante pentito palesando la possibilità di riallacciare la storia che ,ovviamente sarebbe identica, anzi peggiore di quella già vissuta.

Pertanto, al vittima, approfittando dello scarto subito , non dovrà farsi trovare impreparata , pena la riattivazione del circuito malato . La vittima non potrà più rispondere .

La vittima ,infine, dovrà giungere a non guardare più nulla del suo carnefice, non sbirciare lo stato di whastapp, né dei profili social , altrimenti alimenterà nella sua mente il legame con lui e ritarderà o impedirà la propria guarigione.

  1. C.Mammoliti, I serial killer dell’anima, I manipolatori sono tra noi: come riconoscerli, come evitarli, come difenderci da loro, 2012, ed. Sonda; C.Mammoliti, Il manipolatore affettivo e le sue maschere: l’identikit dei dieci manipolatori relazionali più pericolosi e come neutralizzarli, 2014, ed. Sonda.

  2. P.P.Brunelli, Trauma da Narcisismo nelle relazioni di coppia: ipotesi per una nuova diagnosi. Il narcisismo patologico e la ferita narcisistica nel “vampirismo affettivo”, 2011, a cura di Albedo Ass.Cult.per l’immaginazione attiva; http://www.albedoimagination.com/2013/10/bugiardi-ipocriti-e-manipolatori-affettivi-saperne-di-piu-per-potersi-difendere/

    3. P.P. Brunelli, Trauma da Narcisismo nelle relazioni di coppia: ipotesi per una nuova diagnosi,cit., p.49).

    4.    http://www.igorvitale.org/2015/05/27/come-riconoscere-il-narcisista-perverso-         in-tempo/

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15 pensieri riguardo “NARCISISMO PATOLOGICO”

  1. Sono uomo di 57 anni. Mi rendo conto di avere subito un grave danno mentale da una quarantenne. Ho troncato con decisione dopo 3 mesi. Ma nonriesco a recuperarmi

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    1. Il percorso di recupero non è semplice ne’ veloce; informarsi e recuperare la propria autostima, fortemente danneggiata, ed accettare la fine della relazione ed il disturbo di cui è affetto il partner sono fondamentali per tifare a star bene. Nei casi più difficili una terapia e’ necessaria. Se ne esce , coraggio .

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  2. Essendo stata una vittima seriale di un narcisista che usava abbondantemente le violenze fisiche quando non volevo proprio capire di essere una nullita’….ho letto con piacere ed interesse il vostro articolo….che corrisponde esattamente alla verita’……..ora io credo di essermi riuscita a liberare del problema perche’ mi sento libera dai sensi di colpa…….e perche’ avendo due figli ho iniziato a ragionare sul suo atteggiamento e questo mi ha trasformato in un leone……fortunatamente siamo separati e per decreto del giudice lui puo’ vedere i figli solo in contesti protetti che ovviamente rifiuta……pero’ il narciso ha addocchiato la parte piu’ debole cioe’ mio figlio che ha solo 5 anni…..come posso proteggerlo dal padre????……vivo gli incubi che possa trasmettergli la sua maledizione…..ho paura che quando gli gira venga a prenderselo illudendolo o ammagliandolo come fanno i pedofili…….e poi si trova a dover subire l’inferno……ho paura che mio figlio venga programmato in modo distorto……..nonostante ci siano stati episodi di violenza molto grave la legge e’ latente e io mi trovo sola a dover letteralmente barcamenarmi per portare a casa la pelle……mi potete dare qualche consiglio in peoposito???? Grazie

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  3. Negli ultimi quattro mesi Ho attraversato l’inferno, non pensavo di poterlo sopportare.In piú momenti pensavo che fosse un vero incubo. La persona che mi ha schiacciata e umiliata era un mio ex che lasciai quando avevo 15 anni. Mi hanno riferito che soffrí tantissimo a causa mia, ma ricordo che fuggivo dai suoi silenzi, e dal suo carattere riservato, non riuscivo a capire i motivi dal momento che non litigavamo spesso, ma lui era così lunatico, strano.Dopo anni ci siamo incontrati ma senza esserci mai chiariti. Mesi fa su fb gli chiesi l’amicizia non l’avessi mai fatto si é scatenato Lucifero. Ha rivolto contro di me tutta la rabbia, la crudeltà che aveva pur di schiacciarmi. Ha lasciato il segno. Sono triste 😢 anche se va meglio. Triste per lui per i demoni che si porta dentro e per le vottime che ha intrappolato su fb in attesa di fagocitarle per poi buttarle con fossero nullità.

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  4. Ho passato il mio ultimo anno e mezzo con un soggetto del genere e soltanto da qualche giorno ho capito che forse il mio problema è che non sono io il problema!
    Mi sento totalmente devastata emotivamente psicologicamente e di conseguenza anche fisicamente. Avrei dovuto fidarmi del mio istinto che sin da subito mi ha sempre detto “occhio che c’è qualcosa che ti sfugge”. Ho pensato che il mio istinto sbagliasse perché questo mostro, ai miei occhi e agli occhi di tutte le persone che mi circondano era perfetto sotto ogni punto di vista.
    Ho chiuso io la storia per esasperazione, ma ho il dubbio che mi abbia portato lui a lasciarlo. Non riusciva più a gestirmi e manipolarmi a suo piacimento…e per fare questo, ho dovuto fare sforzi sovrumani! Non ho mai condotto in un modo così disastroso una storia, non sono mai stata così “zerbina”, mai stata così dipendente da nessuno…e nel momento in cui ho iniziato a pormi domande (e porgli domande) si è scatenato l’inferno. Sono stata incolpata di essere troppo indipendente, troppo buona, troppo grassa, troppo sbadata, troppo “non chiedi mai aiuto agli altri”, troppo altruista, troppo generosa, quando ho sempre pensato che questi fossero tutti, nessuno escluso, dei miei meravigliosi pregi. Lui ha tutto ciò che viene descritto in questo articolo (e in mille altri che ho letto) e se solo lo avessi letto prima, magari tante cose me le sarei risparmiate.
    Purtroppo la mia autostima ne è uscita sconfitta, ma su una cosa posso fare affidamento: la mia FORZA, nemica numero uno del soggetto in questione, in realtà è sempre stata, è, e sarà sempre la mia miglior qualità e la mia migliore alleata!
    Spero solo di riuscire ad uscirne presto.

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  5. Mamma mia..chiederei i diritti d’autore…sembra l’abbia scritto io…
    Un’altra vittima derubata e annullata da un narcisista che le ha sconvolto la vita.☹️

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  6. Mi sono rivista in ogni parola di questo articolo, dalle dinamiche del narcisista allo stress e tutti i problemi che affliggono dopo lo scarto. Sono stata in relazione con ben due narcisisti è il modus operandi è sempre lo stesso . Alla fine ti sfiancano , ti svuotano, non sai più chi sei , perdi forza, vitalità . Uscirne è durissima ma non impossibile. Io sono ancora a metà strada.

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  7. Quindi n un rapporto di amicizia frasi come: “se sei davvero mia amica come dici, fai così”, “se mi vuoi bene, fai così/torna la persona che mi piace tanto”, “mi stai deludendo,pensavo mi volessi più bene di così” e simili…possono essere considerate manipolazione?

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  8. Buongiorno, volevo chiedere: in un rapporto di amicizia frasi come “se sei davvero mia amica come dici, fai così”, “se mi vuoi bene, fai così/torna la persona che mi piace tanto”, “mi stai deludendo,pensavo mi volessi più bene di così”, “io non ho mai detto di esser perfetta, però”, “pensa come vuoi, visto che non mi credi” e dopo che tu rispondi “posso anche crederti ma vedo i fatti, che non sono molto diversi da come ho scritto”, sentir dire “non meriti altre risposte”… e simili come possono essere considerati?

    Precisando che questo avveniva sempre quando cercavo di dire cosa non mi andava, mentre l’altra persona diceva sempre cosa non le andava di me, e asseriva di voler io facessi altrettanto…

    Cordiali saluti,
    Alessandra

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    1. il narcisismo maligno colpisce uomini e donne ed un narcisista maligno è maligno con tutti, partner, dipendenti, colleghi, amici fratelli, genitori, figli essendo un disturbo di personalità. Le frasi che riporta sono simili a quelle dette da loro ma è troppo poco questo per stabilire se lo sia o meno

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      1. No, certo, non volevo fare una diagnosi alla persona. Volevo solo capire se queste tipologie di frasi sono ricatti, manipolazioni

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